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Lo sai che? Assegno pagato in ritardo: sì agli interessi?

Lo sai che? Pubblicato il 28 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 giugno 2017

È giusto che la banca applichi interessi e competenze se il creditore cambia l’assegno in ritardo?

Con i termini giorni di valuta, o, per semplicità, valuta, si intende, nell’ambito di operazioni bancarie attive o passive, l’intervallo di tempo intercorrente fra l’addebito di un assegno, bonifico o altro prelievo e l’accredito all’avente diritto, oppure fra il versamento di una somma e la data a partire dalla quale è visibile nell’estratto conto e cominciano a calcolarsi gli interessi attivi sul deposito. Ad eccezione della carta di credito, per la quale viene utilizzato un criterio differente, gli addebiti avvengono “istantaneamente”. In particolare, con riferimento all’assegno bancario, questo viene addebitato sul conto dell’intestatario con la data di emissione come data di valuta. Secondo quanto previsto dalla legge in materia di assegni [1], l’assegno bancario deve essere presentato per il pagamento nel termine di otto giorni se è pagabile nello stesso Comune in cui è stato emesso; di quindici giorni se è pagabile in altro Comune della Repubblica. Se la presentazione al pagamento dell’assegno avviene entro tali termini, la stessa è considerata tempestiva. La presentazione dell’assegno oltre le scadenze suindicate non impediscono il pagamento dell’assegno, ma è vincolato alla presenza sul conto degli opportuni fondi o da una revoca dell’ordine di pagamento da parte del titolare.

Al momento dell’incasso dell’assegno, da parte dei fornitori, il conto corrente del lettore non era provvisto di fondi sufficienti per effettuare il pagamento. Per tale motivo, in base alla disciplina sanzionatoria degli assegni bancari [2], in caso di assegni bancari non pagati (in tutto o in parte) per mancanza di fondi, il pagamento tardivo, al fine di evitare le sanzioni, deve comprendere una penale pari al 10% dell’importo non pagato, interessi ed eventuali spese.

Quanto detto viene confermato anche dalla giurisprudenza [3]: in tema di assegno bancario senza provvista, la prova del pagamento entro sessanta giorni dalla data di scadenza del termine di presentazione dell’assegno, non ammette equipollenti e, al fine di evitare accordi fraudolenti tra i soggetti privati dell’obbligazione cartolare, esige la certezza della data del pagamento.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Rossella Blaiotta

note

[1] Art. 32 R.D. n. 1736 del 21.12.1933.

[2] L n. 386 del15.12.1990 , d.lgs. n. 507 del 30.12.1999.

[3] Cass. ord. n. 10977 del 28.06.2012.


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