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Chi deve presentare il red

27 Giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 Giugno 2017



Presentazione del modello Red all’Inps: quali pensionati devono presentarlo, quali redditi obbligano alla dichiarazione.

Il modello Red è il modello non cui si presenta la dichiarazione della situazione reddituale. Si tratta di una dichiarazione che deve essere inviata ogni anno all’Inps dai pensionati, nel caso in cui percepiscano prestazioni collegate al reddito, per verificare la spettanza delle prestazioni stesse.

Non tutti coloro che percepiscono prestazioni collegate al reddito, ad ogni modo, sono obbligati alla presentazione del modello Red: ad esempio, non è tenuto a presentarlo chi ha già dichiarato integralmente tutte le entrate (proprie e, se previsto, dei familiari) che rilevano sulle prestazioni collegate, tramite modello 730 o modello Redditi.

Ma procediamo per ordine e vediamo, per fare il punto della situaizone, quali sono le pensioni e le prestazioni che obbligano alla presentazione del Red e quali redditi devono essere dichiarati.

Red: quali prestazioni obbligano all’invio

È obbligato a presentare il modello Red, come anticipato, chi percepisce una prestazione collegata al reddito, come l’assegno sociale, la pensione d’invalidità e la reversibilità; si può essere obbligati alla presentazione del Red anche se si percepisce una pensione diretta (derivante, cioè, dai contributi versati, come la pensione anticipata o di vecchiaia), se è integrata al minimo o se si ha diritto alla quattordicesima e alle maggiorazioni sulla pensione. Questo, perché sono trattamenti che possono essere erogati soltanto se il reddito è inferiore a una certa soglia, oppure che devono essere ridotti se il  reddito supera un certo limite; in certi casi, il reddito del pensionato da considerare per la spettanza del trattamento è sommato a quello del coniuge.

Vediamo, ora, tutte le prestazioni che rendono obbligatorio presentare il modello Red:

  • integrazione al minimo della pensione e dell’assegno d’invalidità;
  • pensione di invalidità e assegno ordinario di invalidità;
  • maggiorazione sociale, maggiorazione sociale per gli assegni sociali e incremento delle maggiorazioni;
  • pensione sociale, aumento della pensione sociale ed assegno sociale;
  • assegno per il nucleo familiare (da non confondere con l’assegno al nucleo familiare- ANF);
  • trattamenti di famiglia;
  • pensione ai superstiti, sia indiretta che di reversibilità;
  • aumenti per le prestazioni di invalidità civile erogate con le regole della pensione o dell’assegno sociale;
  • maggiorazione della pensione o dell’assegno di invalidità per invalidi civili, ciechi civili e sordomuti con età inferiore ai 65 anni;
  • importo aggiuntivo sulla pensione;
  • prestazioni erogate a minorati civili prima del compimento del 65° anno;
  • quattordicesima.

Red: quali redditi obbligano all’invio

Anche se si percepisce uno dei trattamenti che obbligano a presentare il Red, si può essere esonerati dalla dichiarazione se non si possiedono altri redditi oltre al trattamento considerato. Inoltre, si è esonerati dalla presentazione del Red se è stata presentata la dichiarazione dei redditi (modello Unico, ora modello redditi, o 730). Si è però obbligati sia al Red che alla dichiarazione dei redditi se si possiedono:

  • redditi da lavoro parasubordinato (co.co.co. e simili), perché questi redditi, pur essendo assimilati a quelli da lavoro dipendente ai fini delle imposte, ai fini previdenziali sono assimilati al lavoro autonomo;
  • redditi che derivano da indennità di funzione o gettoni di presenza;
  • pensioni estere o rendite estere;
  • redditi da lavoro autonomo e assimilati, anche occasionale: in questo caso, nel Red deve essere indicato l’imponibile al netto dei contributi.

Nel modello Red, poi, devono essere esposti diversi redditi che non vanno dichiarati nel 730 o nel modello Redditi o che non sono tassati:

  • il reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze;
  • i redditi da lavoro dipendente svolto all’estero, se non è obbligatorio inserirli nella dichiarazione dei redditi  come le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali);
  • gli interessi dei conti correnti bancari, postali, relativi a titoli di Stato, i proventi di investimenti, non dichiarati in Unico o 730 perché soggetti a ritenute alla fonte a titolo d’imposta;
  • le prestazioni di assistenza a carico dello Stato o di altri enti pubblici o Stati esteri;
  • le quote esenti dei redditi di L.S.U. (lavori socialmente utili);
  • i proventi derivanti da collaborazioni con associazioni o società sportive dilettantistiche;
  • i buoni lavoro, cioè i proventi ricevuti con i voucher, dal luglio 2017 con i presto e col libretto famiglia, per attività di lavoro occasionale accessorio;
  • i redditi derivanti da quote di pensione trattenute dal datore di lavoro;
  • gli arretrati di lavoro dipendente, anche estero, e di integrazioni salariali (Cig, Cigs, etc.);
  • il Tfr, il Tfs, e le altre indennità di fine rapporto, comunque denominate, comprese le anticipazioni.

Red: mancata presentazione

In caso di mancata presentazione del Red nonostante si rientri tra i soggetti obbligati, le conseguenze sono molto serie.

L’Inps, difatti, sospende la pensione a chi dimentica di inviare questa dichiarazione (che, ricordiamo, può essere presentata non solo tramite Caf, ma anche attraverso il sito dell’Inps, se si possiede il codice pin, la carta nazionale dei servizi o l’identità unica digitale Spid).

In particolare, se non è stato presentato il modello Red entro il 31 marzo 2017, dal 1° gennaio 2018 l’Inps sospenderà la pensione, o la diversa prestazione percepita. Si hanno comunque 60 giorni di tempo, dal momento della sospensione, per ravvedersi e presentare il Red tardivamente, quindi hai tempo sino al 1° marzo 2018. Una volta presentato il Red, la prestazione riprenderà a essere erogata.


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