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Lo sai che? Chi deve pagare la Tari

Lo sai che? Pubblicato il 27 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 giugno 2017

La tassa sui rifiuti copre i servizi comunali di smaltimento e raccolta della spazzatura: vediamo chi deve versarla e quali sono le esenzioni previste.

La Tari (Tassa sui rifiuti), in vigore dal 1 gennaio 2014, ha sostituito i precedenti tributi previsti dalla legge per i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti (in ordine rigorosamente cronologico: Tarsu, Tia e Tares). Si tratta di un’imposta riscossa dalla singola amministrazione comunale. La Tari fa parte dell’Iuc (Imposta unica comunale), che include anche l’Imu (Imposta municipale propria) e la Tasi (Tributo per servizi indivisibili). L’importo della Tari varia da comune a comune e comprende una parte fissa e una parte variabile: la prima è calcolata in base alla superficie dell’immobile oggetto di tassazione; la seconda in relazione alla quantità di spazzatura prodotta (per cui ci si basa sul numero dei componenti il nucleo familiare). La normativa di riferimento è la legge di stabilità per il 2014 [1]. Scopriamo dunque chi deve pagare la Tari.

Chi paga la Tari

Il presupposto della tassa sui rifiuti è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o aree scoperte (a qualsiasi uso adibiti) suscettibili di produrre rifiuti urbani. É tenuto al pagamento, infatti, «chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani». In pratica, vige il principio del «chi inquina paga»: la tassa è a carico dell’utilizzatore concreto dell’immobile. Se ad esempio occupo una casa in affitto per tutto l’anno, sarò io che dovrò pagare la tassa sulla spazzatura (e non il proprietario di casa: per ulteriori informazioni, clicca qui). Ancora, non rileva la destinazione impressa al bene (è indifferente quindi che venga utilizzato ad uso abitativo o commerciale).

Detenzione temporanea dell’immobile

Viceversa, se ho occupato l’immobile per meno di sei mesi nel corso dello stesso anno solare, la tassa è dovuta dal proprietario del bene (o da chi ne detiene il possesso a titolo di usufrutto, uso, abitazione e superficie).

Pluralità di possessori o detentori

Se l’immobile è occupato da più persone, sono obbligate in solido al pagamento della Tari. Significa che per il comune è indifferente il soggetto che paga. Ognuno degli occupanti può pagare per tutti. Allo stesso modo, in caso di mancato pagamento, il saldo effettuato da uno solo dei possessori estinguerà il debito comune.

Che succede in caso di multiproprietà

Nel caso di multiproprietà (ossia quando diversi proprietari usufruiscono a turno dello stesso immobile), il soggetto obbligato a pagare la Tari è colui che gestisce i servizi comuni. Egli deve versare il tributo dovuto sia per i locali e le aree di uso comune, sia per quelli utilizzate dal singolo possessore o detentore. Lo stesso soggetto, però, potrà chiedere ai singoli detentori il rimborso della quota dovuta, a seconda del caso concreto, per le aree da loro utilizzate in via esclusiva.

Quando non si paga la Tari

La tassa sui rifiuti non è dovuta per:

  • le aree scoperte pertinenziali o accessorie (che non siano operative) a locali già soggetti alla tassazione;
  • le aree comuni del condominio (come i parcheggi condominiali, i cortili, gli androni e così via), a meno che non siano detenute e utilizzate in via esclusiva da un solo condomino;
  • aree e locali che non possono autonomamente produrre rifiuti (si pensi a balconi, terrazze, cantine, solai ecc.);
  • aree e locali che non possono produrre rifiuti per la presenza di situazioni particolari e specifiche.

Non bisogna pagare la Tari, inoltre, per gli immobili rimasti inoccupati per tutto il periodo d’imposta. Se quindi possediamo una casa o un locale in stato di disuso, dovremo dimostrare di non aver effettivamente utilizzato l’immobile per tutto l’anno solare di riferimento. Per far questo bisognerà staccare tutte le utenze principali (luce e acqua) e mantenere il locale senza arredi (letti, tavoli e così via). In questo modo anche un’ispezione comunale potrà accertare che l’immobile è effettivamente disabitato e che quindi rimane esente dalla tassazione.

Le ulteriori esenzioni del comune

La legge di stabilità per il 2014 dà la possibilità ai comuni di stabilire ulteriori esenzioni dalla Tari per:

  • le abitazioni occupate da una sola persona;
  • le abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale o per «altro uso limitato o discontinuo» (si pensi alla casa al mare o in montagna);
  • locali ed aree scoperte (che non siano quindi abitazioni) adibite ad uso stagionale o non continuativo, ma ricorrente: immobili che quindi che utilizziamo in maniera frequente ma comunque non in modo continuativo per tutto l’anno;
  • abitazioni occupate da chi risiede o dimora all’estero per più di sei mesi all’anno;
  • fabbricati rurali ad uso abitativo;
  • attività di prevenzione nella produzione di rifiuti da parte del cittadino: in questo caso la riduzione dell’imposta viene commisurata alla quantità di rifiuti non prodotti.

Queste ed ulteriori esenzioni/riduzioni possono essere deliberate volta per volta dalle varie amministrazioni comunali. Per informarsi sull’esistenza e consistenza delle stesse, quindi, è utile consultare il sito del proprio comune o rivolgersi direttamente agli uffici comunali competenti.

Le tariffe ridotte previste dalla legge

Secondo la legge, la tassa va pagata nella misura massima del 20% della tariffa dovuta quando:

  • non viene svolto il servizio di raccolta dei rifiuti;
  • nello svolgimento del servizio, il comune ha violato gravemente la normativa prevista;
  • il servizio è stato interrotto per motivi sindacali o impedimenti organizzativi inaspettati che abbiamo causato un pericolo o un danno alle persone o all’ambiente.

Può poi capitare che in alcune zone non venga effettuata la raccolta di rifiuti e che il punto di raccolta sia lontano dall’immobile oggetto di tassazione: in questo caso la tassa è dovuta in misura non superiore al 40% rispetto alla tariffa in concreto determinata.


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2 Commenti

  1. Ho venduto la casa nel 1997 ed ho cambiato residenza e mi arrivano cartelle di pagamento della tari. Cosa Fare?

  2. Vivo in casa con mio marito e i miei due figli ma la tari continua ad arrivare a nome mio e non di mio marito che poi è il proprietario dell’immobile. Se non la pago a cosa vado incontro?

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