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Quando posso pubblicare una foto su Facebook

28 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 giugno 2017



Postare foto o video di altri senza consenso può essere reato. Ecco i casi in cui si può e quelli in cui non si può caricare un’immagine e cosa si rischia.

Nella giungla del web è facile trovare chi si fa prendere dall’entusiasmo (o da una punta di vanità) e pubblica delle foto o dei filmati che non solo ritraggono la sua immagine ma quella di altre persone, totalmente ignare di finire sotto gli occhi di migliaia di internauti. Può succedere quando si visita una città, in una festa in discoteca, in spiaggia, ecc. Luoghi dove, magari, qualcuno «non doveva trovarsi» ma la cui faccia finisce, inequivocabilmente, legata a quel posto per colpa di una foto caricata da un altro su Facebook.

Un comportamento che, a volte, può essere in contrasto con la legge che regola la pubblicazione di immagini altrui [1] (fu approvata quando Internet era pura fantascienza, ma è ancora in vigore) e con quella che tutela la privacy delle persone [2].

Vediamo, allora, quando posso pubblicare una foto su Facebook e quali tipi di foto è lecito «postare».

Quando pubblicare una foto su Facebook: cosa dice la legge

In estrema sintesi, lo scopo della legge è quello di mettere dei paletti sulla raccolta e la diffusione di qualsiasi tipo di informazione sulle persone, quindi anche su ciò che riguarda la pubblicazione di una foto su Facebook in cui l’immagine di un cittadino venga diffusa a sua insaputa e senza il suo consenso.

La legge regola la pubblicazione e non l’acquisizione di foto

Pensiamo al tipico caso delle vacanze. Io posso farmi un selfie in spiaggia anche se dietro me si vedono altre persone. In teoria, però, posso pubblicare quella foto su Facebook senza consenso solo a certe condizioni. Immaginate che si tratti di una coppia clandestina: cosa dirà alla moglie che trova quella foto su Internet il marito che doveva assistere ad un convegno anziché trovarsi a Portofino con l’amante?

Ecco perché la legge pone dei paletti. Questi:

La pubblicazione di una foto che ritrae una persona non famosa (cioè che non sia un attore, una showgirl, un cantante, un politico in un luogo pubblico) richiede l’autorizzazione del diretto interessato. A meno che la pubblicazione sia per uso giornalistico, nella foto non ci siano dei minori e non fornisca informazioni che possano ledere il trattamento dei dati sensibili di quella persona (stato di salute, credo religioso, orientamento politico, ecc).

Ad esempio: in teoria, non posso pubblicare su Facebook una foto che ritrae una persona non famosa mentre prega in chiesa o in una moschea, mentre partecipa con evidente entusiasmo al comizio di questo o di quell’altro politico, mentre si trova nella corsia di un ospedale con una flebo attaccata al braccio, ecc.

Serve l’autorizzazione di quel soggetto anche per pubblicare una foto su Facebook a fini promozionali, pubblicitari o di merchandising. Ad esempio, se voglio postare sulla pagina Facebook del mio negozio da parrucchiere un’immagine che ritrae una ragazza che si è appena fatta i capelli da me, ho bisogno del suo consenso.

Quali foto non posso pubblicare su Facebook

Ecco alcuni esempi di foto che non posso pubblicare su Facebook:

  • un’immagine in cui una persona non famosa sia riconoscibile e visibile da un pubblico indistinto e non controllabile senza l’autorizzazione del soggetto interessato: è violazione della privacy;
  • un’immagine che mostra il volto di un minore, visibile da un pubblico indistinto e non controllabile, senza l’autorizzazione dei genitori;
  • un’immagine che ritrae una persona non famosa isolata dal contesto e senza l’autorizzazione dell’interessato;
  • un’immagine che ritrae una persona non famosa anche in una porzione piccola della foto (ripresa da lontano) ma con il volto riconoscibile (conta la dimensione logica, non la dimensione fisica).

Quali foto posso pubblicare su Facebook

Ed ecco, invece, gli esempi delle foto che posso pubblicare su Facebook senza chiedere l’autorizzazione di persone estranee:

  • l’immagine di una persona non famosa il cui volto è riconoscibile ma inserito in un contesto la cui visione è limitata ad un pubblico circoscritto ed identificato (ad esempio visibile da una cerchia ristretta di amici e non a chiunque visiti la mia pagina). In questo caso si può parlare non di pubblicazione ma di uso privato della foto;
  • l’immagine di un luogo pubblico o di un evento in cui una o più persone siano riconoscibili purché non siano determinanti all’economia della foto, cioè che non siano in primo piano ma ritratte in modo accidentale (ad esempio: fotografo il Colosseo e nell’immagine si vedono dei passanti ritratti per caso);
  • l’immagine di persone isolate da un contesto ma il cui volto non è riconoscibile;
  • l’immagine di una parte del corpo di un’altra persona che non sia il volto (fate voi l’esempio che vi venga in mente). La legge, infatti, tutela la privacy del volto, non di altri dettagli che una persona qualunque non sarebbe in grado di identificare;
  • l’immagine di un minore il cui volto non è riconoscibile;
  • l’immagine la cui pubblicazione sia connessa a finalità normalmente estranee a chi pubblica su Facebook. Si tratta di finalità di giustizia, di polizia, scientifiche, culturali o didattiche.

Per la regolamentazione in caso di pubblicazione di immagini di minori da parte delle scuole o degli insegnanti si rinvia all’articolo: Scuole e asili: è lecito pubblicare su Facebook le foto degli alunni minori?

Che cosa rischio se pubblico una foto vietata su Facebook

Abbiamo visto quando posso pubblicare una foto su Facebook e quando no. Se metto sulla mia pagina un’immagine altrui senza aver ottenuto il consenso di chi vi è ritratto, che cosa rischio?

Chi cade in questa tentazione non commette solo uno «scivolone» ma un vero e proprio illecito civile. La persona ritratta a sua insaputa che si vede sul profilo Facebook altrui senza il suo consenso può chiedere al Tribunale di ordinare all’autore della pubblicazione o all’utente della pagina la rimozione immediata delle immagini o dei video.

Se la pubblicazione delle immagini ha provocato un danno, anche morale, a chi vi è ritratto, questi può chiederne il risarcimento.

Il risarcimento e la rimozione possono essere richiesti anche dai genitori, dal coniuge o dai figli della persona ritratta.

Pubblicare su Facebook delle foto altrui senza consenso può avere anche dei risvolti penali

Il reato di diffamazione

Se la pubblicazione illecita dell’immagine o del video offende la reputazione di chi vi è ritratto, chi l’ha pubblicata su Facebook, oltre a dover risarcire il danno, deve rispondere anche del reato di diffamazione aggravata [3] e rischia la pena della reclusione da 6 mesi a 3 anni o della multa non inferiore a 516 euro.

Il reato di trattamento illecito di dati

Chiunque pubblica su Facebook immagini altrui senza consenso per trarne un profitto per sé o per altri, o per recare ad altri un danno, risponde del reato di trattamento illecito di dati [4], punito con la reclusione fino a 3 anni.

note

[1] Art. 96 legge n. 633/1941.

[2] Legge n. 196/2003.

[3] Art. 595 cod. pen.

[4] Art. 167 D.Lgs. n. 196/2003.

Autore immagine: 123rf.com

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