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Lo sai che? Bollette gas, acqua, luce stimate e salate. Come difendersi

Lo sai che? Pubblicato il 28 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 giugno 2017

Come contestare le bollette pazze fatte sulla base di consumi stimati e non effettivi se non c’è stata lettura del contatore.

Il gestore dell’utenza è tenuto ad eseguire la lettura del contatore almeno una volta all’anno. Diversamente, la bolletta “pazza”, calcolata sulla base di consumi stimati e non effettivi, è illegittima se non dimostra per quali ragioni il consumatore avrebbe consumato tanto. È questo il succo delle più recenti sentenze in materia di bollette gas, acqua e luce stimate e salate. Ma procediamo con ordine e vediamo come difendersi dalle bollette pazze.

La bolletta si presume corretta

Di norma, le condizioni generali di contratto concluse con la società della luce, del gas e dell’acqua attribuiscono alla bolletta e alle stime del contatore una «presunzione di veridicità» e attendibilità. In altre parole, la bolletta si considera corretta salvo prova contraria che deve fornire l’utente. Questa prova non deve indicare le specifiche ragioni che hanno fatto “impazzire” la fattura, ma ben può essere fornita con «indizi». Ad esempio, per quanto non costituisca una vera e propria «prova» in termini processali, è inverosimile che una casa della villeggiatura, che non viene abitata durante la stagione invernale, presenti una bolletta della luce salata per il mese di dicembre. Questa considerazione potrebbe indurre il giudice ad annullare la bolletta a meno che: 1) la società fornitrice dimostri le ragioni per cui il contatore ha segnato consumi più elevati e apparentemente irragionevoli; 2) oppure è stata fatta una lettura del contatore specifico e l’utente non ha contestato il funzionamento del suddetto contatore.

Come viene calcolata la bolletta?

Per facilitare la quantificazione dei consumi e l’emissione delle bollette, le condizioni generali di contratto firmate dall’utente prevendono il criterio dei «consumi stimati», ossia un calcolo su elementi presuntivi effettuato sulla base dei consumi rilevati automaticamente dal fornitore (sulla base di quanto vedremo tra breve). Questo sistema però determina molto spesso un errore di fatturazione dovuto a conteggi di consumi stimati ma non effettivi. Lo stesso utente, tuttavia, ha la possibilità di comunicare i dati del contatore con la lettura dei relativi scatti (cosiddetta autolettura). Tale comunicazione costituisce un semplice onere e, se non viene eseguita, la società erogatrice deve provvedere, almeno una volta all’anno, a effettuare i conguagli sulla base della lettura del contatore mediante l’invio di un proprio delegato. Lettura che, quindi, diventa necessaria, per come precisato anche dalla stessa Autorità Garante per l’Energia e il Gas (leggi a riguardo Bolletta gas: senza autolettura il conto è sui consumi stimati). L’Authority ha detto che il venditore può calcolare la fattura in base a una stima presunta che tenga conto dei consumi del cliente nei periodi precedenti. Ogni venditore deve comunicare ai propri clienti come calcola i consumi presunti. I clienti devono cioè essere messi in grado di capire con quali criteri vengono stimati i loro consumi.

Lettura del contatore obbligatoria una volta all’anno

La lettura del contatore è un adempimento necessario cui la compagnia della luce, del gas o dell’acqua non può sottrarsi laddove l’utente abbia un proprio contatore e, quindi, un impianto autonomo rispetto a quello del condominio. La lettura del contatore deve avvenire almeno una volta all’anno al fine di effettuare i dovuti conguagli e correggere i rapporti di “dare” e “avere” tra le parti. Si può procedere alla quantificazione della bolletta secondo «consumi stimati» – quelli cioè operati secondo calcoli presuntivi dell’uso dell’utenza nei mesi precedenti – solo laddove non sia avvenuta l’autolettura dell’utente o non sia stato possibile eseguire la lettura del contatore. Ecco perché è comunque obbligo della società erogatrice del servizio dar prova di aver tentato, almeno una volta all’anno, la suddetta lettura con l’invio di un proprio delegato al domicilio dell’utente. Solo tale adempimento infatti riesce a determinare, con esattezza, gli importi dovuti dal consumatore sulla base dei consumi effettivi – e non semplicemente “stimati” – realizzati nel corso dell’anno. In difetto di ciò, qualora la fattura sia sproporzionata può essere contestata davanti al giudice e annullata. Si pensi a una bolletta del riscaldamento esorbitante per una seconda casa abitata solo nei mesi estivi; o ancora a una bolletta molto più salata rispetto alla media delle altre bollette addebitate nei mesi precedenti per lo stesso immobile e che non risulti motivata da particolari ragioni. Insomma senza la lettura del contatore una volta all’anno, la bolletta pazza va annullata. Sono questi i principi stabiliti da una recente sentenza del giudice di Pace di Salerno [1].

Come vengono calcolati i consumi stimati?

Come abbiamo già spiegato in Bollette luce, acqua e gas: meglio evitare i consumi stimati, il contratto di fornitura prevede la possibilità di calcolare la bolletta sulla base dei cosiddetti «consumi stimati» qualora non venga eseguita né la «lettura reale» (quella cioè tramite un incaricato della compagnia che provvede a rilevare gli scatti sul contatore), né l’autolettura (quella cioè fornita dall’utente che comunica i dati del contatore alla compagnia). I «consumi stimati» è quindi “l’ultima spiaggia”, ma essi richiedono sempre, almeno una volta all’anno, la lettura del contatore tramite l’addetto della società al fine di eseguire il conguaglio.

Come vengono eseguiti i consumi stimati? La bolletta viene calcolata in via presuntiva, mediante parametri di riferimento predeterminati, quali ad esempio l’andamento storico dei consumi del singolo utente, l’andamento climatico delle varie zone geografiche o la distinzione fra utilizzo domestico dell’energia e quello industriale o commerciale [2]. Si possono, a questo punto, verificare due diverse ipotesi:

  • il consumo stimato è inferiore a quello effettivo dell’utente. La bolletta sarà quindi più bassa di quanto dovuto. In tale ipotesi l’utente dovrà pagare la differenza all’atto del conguaglio annuale, inserito nella prima bolletta utile. Tali conguagli possono essere anche d’importo molto elevato, soprattutto se sono riferiti a più periodi di fatturazione o a più annualità [3]. Ecco perché il conguaglio deve avvenire non meno di una volta all’anno;
  • il consumo stimato è superiore a quello reale. La bolletta sarà quindi più alta del consumo effettivo. L’utente avrà allora diritto alla restituzione di quanto già pagato, cosa che può avvenire mediante accredito diretto, con assegno o bonifico. Tuttavia su questo punto si segnalano numerosi casi di mancata o ritardata restituzione all’utente delle somme di cui è creditore [4].

La prescrizione della bolletta

Il pagamento delle bollette non richiesto dalla società per almeno 5 anni va in prescrizione e, quindi, non è più dovuto. Se viene emessa la bolletta e l’utente non riceve solleciti per almeno 5 anni, il debito cade ugualmente in prescrizione. Ciò vale anche per il conguaglio. In quest’ultimo caso, però, il termine di prescrizione non inizia a decorrere dall’invio della fattura del conguaglio (diversamente, la società erogatrice potrebbe spostare la prescrizione a proprio piacimento) ma da quando tale fattura doveva essere emessa: il che vuol dire, come abbiamo detto, che per contratti in maggior tutela con consumi annuali inferiori a 500 smc, la lettura deve essere effettuata una volta l’anno, e l’intervallo tra due letture consecutive non può essere inferiore a 6 mesi o superiore a 13 mesi.

Come difendersi dalle bollette stimate e salate

Quanto abbiamo appena detto rende chiara la necessità di procedere periodicamente all’autolettura in modo da evitare il calcolo delle bollette sulla base dei consumi presunti e stimati. L’autolettura va comunicata alla società erogatrice secondo i modi che essa mette a disposizione della clientela: ad esempio telefonando ai numeri appositi oppure mediante registrazione sul sito dell’operatore.

Nel caso di bollette salate sarà necessario inviare una diffida scritta con raccomandata a.r., senza fisarsi troppo dei call center, il cui contatto non lascia tracce scritte e non può essere altrimenti dimostrato davanti al giudice.

Prima dell’azione in tribunale sono previsti dei meccanismi conciliativi (cosiddetti ADR, ossia Alternative Dispute Resolution, mezzi di soluzione alternativa delle cause) che prevedono la possibilità di rivolgersi a un conciliatore prima di avviare il giudizio in tribunale. Ma procediamo con ordine e vediamo come difendersi dalle bollette pazze.

La lettera di contestazione della bolletta alla società

La prima strada da tentare è quella della raccomandata a.r. inviata alla società erogatrice della luce, acqua e gas, con la contestazione della bolletta. Dopo aver indicato i dati dell’utenza bisognerà motivare le ragioni del reclamo indicando gli importi che si intendono contestare. Il gestore è tenuto a rispondere entro 40 giorni dal ricevimento della lettera di contestazione. Se riconosce l’errore dovrà rettificare la bolletta o, se già pagata, restituire l’importo entro 90 giorni o con accredito nella successiva bolletta o con invio di assegno circolare o con bonifico bancario. Se la restituzione dei soldi non avviene nei tempi appena detti, il gestore deve pagare un ulteriore risarcimento di 20 euro se il rimborso viene fatto tra il 90° e il 180° giorno; di 40 euro se il rimborso avviene entro il 270°giorno; di 60 euro se invece si va oltre i 270 giorni.

Il ricorso al Garante

Se invece la società fornitrice rigetta il ricorso o non risponde, l’utente può fare ricorso all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG), presso lo «Sportello per il Consumatore» dell’AEEG, con sede a Roma, predisposto appositamente per ricevere le segnalazioni ed i reclami degli utenti. L’authority in questione, tuttavia, può solo sanzionare il gestore per gli eventuali comportamenti scorretti ma non, ad esempio, imporgli di rimborsarci il dovuto o comunque intervenire in relazione al solo nostro caso specifico. Ecco i contatti dello sportello:

  • numero verde: 800.166.654
  • numero a pagamento: 199.419.654
  • fax numero verde: 800.166.654
  • e-mail: reclami.sportello@acquirenteunico.it.

Conciliazione

Come abbiamo detto prima, c’è sempre la possibilità di rivolgersi a un organismo di mediazione che, convocata la società erogatrice, tenterà un accordo tra le parti prima di avviare il giudizio. Il consumatore non ha l’obbligo di farsi assistere da un avvocato.

La causa

In ultimo si può ricorrere presso il giudice per ottenere una sentenza di annullamento della bolletta o di restituzione delle somme eventualmente già versate. Anche in questo caso, per bollette inferiori a 1.100 euro il consumatore non deve farsi assistere necessariamente da un avvocato.

note

[1] G.d.P. Salerno, sent. n. 4510/16.

[2] Glossario della bolletta per la fornitura di gas naturale, allegato alla deliberazione 610/2015/R/COM.

[3] In realtà i conguagli pluriennali non dovrebbero essere ammissibili. Bisogna tener presente infatti che, a seconda della fascia di consumo annuo in cui si colloca l’utenza, il gestore può dividere l’anno di fatturazione in periodi trimestrali (con 4 bollette all’anno) o quadrimestrali (con 3 bollette all’anno). Durante l’anno, inoltre, il gestore è chiamato ad effettuare un certo numero di tentativi di lettura reale del contatore, proprio al fine di ridurre il ricorso alle letture stimate.

[4] Delibera Agcm numero PS9354 del 11.05.2016 secondo cui l’operatore ha omesso d’informare l’utente del proprio diritto al rimborso di somme per rettifica di bollette, cessazione del servizio o doppio pagamento oppure addirittura ne ha ostacolato, sotto un profilo procedurale, il rimborso.


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3 Commenti

  1. Vorrei tanto sapere qualcosa di più sulle spese che trovo in boletta della luce trasporto e gestione contatore che sono in percentuale più alte del consumo reale .Grazie

  2. ho riceuto una bollette di conguagli di175 euro da eni periodo gennaio 2014 aprile 2014 io non sono piu cliente di eni da aprile 2014 visto che io mandavo regolarmente i numeri del contatore posso far valere la prescrizione dei 2 anni con la nuova legge visto anche che l’ultima fattura di eni diceva bolletta di conguaglio con rinberso di euro 20 cosa devo fare visto che non posso vedere le letture e mi devo fidare di quello che dice eni? grazie luciano

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