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News Nascono gli sportelli per il lavoro autonomo

News Pubblicato il 28 giugno 2017

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> News Pubblicato il 28 giugno 2017

Con il «Jobs Act Autonomi» nascono, presso i centri per l’impiego, gli sportelli per lavoro autonomo che serviranno ad assistere professionisti e autonomi nella ricerca del lavoro.

Una delle novità contenute nel nuovo testo di legge denominato «Job Act Autonomi» è l’istituzione, a partire dal 14 giugno 2017, di sportelli per il lavoro autonomo che dovranno assistere professionisti e autonomi nella ricerca del lavoro, nelle pratiche per l’avvio di attività, per l’accesso ad appalti.

I nuovi sportelli per il lavoro autonomo dovranno essere costituiti presso ogni sede dei centri per l’impiego e gli organismi autorizzati alle attività di intermediazione. Si tratta, in particolare, di uno “sportello” appositamente dedicato al lavoro autonomo, il cui compito consiste nel:

  • raccogliere le domande e le offerte di lavoro autonomo;
  • fornire informazioni e assistenza ai professionisti ed alle imprese che ne facciano richiesta;
  • fornire informazioni relative alle procedure per l’avvio di attività autonome e per le eventuali trasformazioni nonché per l’accesso a commesse ed appalti pubblici.

A tal fine i soggetti che svolgono le funzioni di collocamento possono stipulare convenzioni con gli ordini, le associazioni professionali [2] e con le associazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale dei lavoratori autonomi iscritti e non iscritti ad albi professionali.

I centri per l’impiego dovranno fornire altresì informazioni e supporto ai lavoratori autonomi con disabilità, avvalendosi dei servizi per il collocamento mirato delle persone con disabilità [3].

note

[1] Art. 10, co. 1, 3 e 4, L. 81/2017: GU 13 giugno 2017 n. 135

[2] Art. 4, co. 1, e art. 5 L. 4/2013.

[3] Art. 6 L 68/1999.

Art. 10: «Accesso alle informazioni sul mercato e servizi personalizzati di orientamento, riqualificazione e ricollocazione»

1.- I  centri  per  l’impiego  e  gli  organismi  autorizzati  alle attività di intermediazione in materia  di  lavoro  ai  sensi  della disciplina vigente si dotano, in ogni sede aperta al pubblico, di uno sportello dedicato al lavoro autonomo, anche  stipulando  convenzioni non  onerose  con  gli  ordini  e  i  collegi  professionali   e   le associazioni costituite ai sensi degli articoli 4, comma 1, e 5 della legge  14  gennaio  2013,  n.  4,   nonche’   con   le   associazioni comparativamente  piu’  rappresentative  sul  piano   nazionale   dei lavoratori autonomi iscritti e non iscritti ad albi professionali.

2.- L’elenco dei  soggetti  convenzionati  di  cui  al  comma  1  e’ pubblicato dall’Agenzia nazionale per le politiche attive del  lavoro (ANPAL) nel proprio  sito  internet.  Le  modalita’  di  trasmissione all’ANPAL  delle   convenzioni   e   degli   statuti   dei   soggetti convenzionati sono determinate con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

3.- Lo sportello dedicato di cui al comma 1 raccoglie le  domande  e le offerte di lavoro autonomo, fornisce le relative  informazioni  ai professionisti ed alle imprese che ne  facciano  richiesta,  fornisce informazioni  relative  alle  procedure  per  l’avvio  di   attivita’ autonome e per le eventuali trasformazioni e per l’accesso a commesse ed appalti pubblici, nonche’ relative alle opportunita’ di credito  e

alle agevolazioni pubbliche nazionali e locali.

4.- Nello svolgimento delle attivita’ di cui al comma  3,  i  centri per  l’impiego,  al  fine  di  fornire  informazioni  e  supporto  ai lavoratori autonomi con disabilita’, si avvalgono dei servizi per  il collocamento mirato delle persone con disabilita’ di cui all’articolo 6 della legge 12 marzo 1999, n. 68.

5.- Agli adempimenti di cui al presente articolo si  provvede  senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

Note all’art. 10:

– Si riportano gli  articoli  4  e  5  della  legge  14 gennaio 2013, n. 4 (Disposizioni in materia di  professioni non organizzate):

«Art. 4 (Pubblicita’ delle associazioni professionali).

– 1. Le associazioni professionali di cui all’art. 2  e  le forme aggregative delle  associazioni  di  cui  all’art.  3 pubblicano nel proprio sito web  gli  elementi  informativi che presentano utilita’ per il consumatore, secondo criteri di trasparenza, correttezza, veridicita’. Nei casi  in  cui autorizzano i propri associati ad utilizzare il riferimento all’iscrizione all’associazione quale marchio  o  attestato di qualita’ e di qualificazione  professionale  dei  propri servizi, anche ai sensi degli articoli 7 e 8 della presente legge, osservano anche le prescrizioni di cui  all’art.  81 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59.

– 2.   Il   rappresentante    legale    dell’associazione professionale  o  della  forma  aggregativa  garantisce  la correttezza delle informazioni fornite nel sito web.

– 3.  Le  singole  associazioni   professionali   possono promuovere la  costituzione  di  comitati  di  indirizzo  e sorveglianza sui criteri  di  valutazione  e  rilascio  dei sistemi di qualificazione e  competenza  professionali.  Ai suddetti comitati partecipano, previo accordo tra le parti, le associazioni dei lavoratori, degli  imprenditori  e  dei consumatori   maggiormente   rappresentative   sul    piano nazionale.  Tutti  gli  oneri  per  la  costituzione  e  il funzionamento  dei  comitati  sono  posti  a  carico  delle associazioni rappresentate nei comitati stessi.».

«Art. 5 (Contenuti degli elementi informativi).

– 1. Le associazioni professionali assicurano, per le  finalita’  e con le modalita’ di cui  all’art.  4,  comma  1,  la  piena conoscibilita’ dei seguenti elementi:

a)- atto costitutivo e statuto;

b)-   precisa    identificazione    delle    attivita’ professionali cui l’associazione si riferisce;

c)-  composizione  degli  organismi   deliberativi   e titolari delle cariche sociali;

d)- struttura organizzativa dell’associazione;

e)- requisiti per la partecipazione  all’associazione, con particolare riferimento ai titoli  di  studio  relativi alle  attivita’  professionali  oggetto  dell’associazione, all’obbligo     degli     appartenenti     di     procedere all’aggiornamento    professionale    costante    e    alla predisposizione   di   strumenti   idonei   ad    accertare l’effettivo assolvimento di tale obbligo e  all’indicazione della quota da versare per  il  conseguimento  degli  scopi statutari;

f)- assenza di scopo di lucro.

– 2. Nei  casi  di  cui  all’art.  4,  comma  1,  secondo periodo, l’obbligo di garantire la conoscibilita’ e’ esteso ai seguenti elementi:

a)-  il  codice  di  condotta  con  la  previsione  di sanzioni graduate in relazione  alle  violazioni  poste  in essere e l’organo preposto all’adozione  dei  provvedimenti disciplinari dotato della necessaria autonomia;

b)- l’elenco degli iscritti, aggiornato annualmente;

c)-   le   sedi   dell’associazione   sul   territorio nazionale, in almeno tre regioni;

d)- la presenza di una  struttura  tecnico-scientifica dedicata alla formazione  permanente  degli  associati,  in forma diretta o indiretta;

e)- l’eventuale possesso di un sistema certificato  di qualita’ dell’associazione conforme alla norma UNI  EN  ISO 9001 per il settore di competenza;

f)- le garanzie attivate a tutela  degli  utenti,  tra cui la presenza, i recapiti e le modalita’ di accesso  allo sportello di cui all’art. 2, comma 4.».

– Si riporta l’art. 6 della legge 12 marzo 1999, n.  68  (Norme per il diritto al lavoro dei disabili):

«Art.  6  (Servizi  per  l’inserimento  lavorativo  dei disabili e modifiche al  decreto  legislativo  23  dicembre 1997, n. 469).

– 1. Gli organismi individuati dalle regioni ai sensi dell’art. 4 del decreto  legislativo  23  dicembre 1997, n. 469, di seguito  denominati  “uffici  competenti”, provvedono, in raccordo con i  servizi  sociali,  sanitari, educativi e formativi del territorio, secondo le specifiche competenze   loro    attribuite,    alla    programmazione, all’attuazione, alla  verifica  degli  interventi  volti  a favorire l’inserimento dei soggetti di  cui  alla  presente legge nonche’ all’avviamento lavorativo, alla tenuta  delle liste, al rilascio delle autorizzazioni,  degli  esoneri  e delle  compensazioni  territoriali,  alla   stipula   delle convenzioni e all’attuazione  del  collocamento  mirato.  I medesimi organismi sono tenuti a comunicare, anche  in  via telematica, con cadenza  almeno  mensile,  alla  competente Direzione territoriale  del  lavoro,  il  mancato  rispetto degli obblighi di cui all’art. 3, nonche’ il  ricorso  agli esoneri,  ai  fini  della   attivazione   degli   eventuali accertamenti.

  1. All’art. 6, comma 3, del  decreto  legislativo  23 dicembre  1997,  n.  469,  sono   apportate   le   seguenti modificazioni:

a)- le  parole:  “maggiormente  rappresentative”  sono sostituite   dalle   seguenti:    “comparativamente    piu’ rappresentative”;

b)-  sono  aggiunti,  in  fine,  i  seguenti  periodi: “Nell’ambito di tale  organismo  e’  previsto  un  comitato tecnico composto  da  funzionari  ed  esperti  del  settore sociale e medico-legale e degli organismi individuati dalle regioni ai sensi dell’art.  4  del  presente  decreto,  con particolare riferimento alla materia delle inabilita’,  con compiti relativi alla valutazione delle  residue  capacita’ lavorative,  alla  definizione  degli  strumenti  e   delle prestazioni atti all’inserimento e alla predisposizione dei controlli periodici sulla permanenza  delle  condizioni  di inabilita’. Agli oneri per il  funzionamento  del  comitato tecnico  si  provvede  mediante  corrispondente   riduzione dell’autorizzazione di spesa  per  il  funzionamento  della commissione di cui al comma 1.».


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