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Firma illeggibile: la procura è valida?

28 Giugno 2017
Firma illeggibile: la procura è valida?

In tema di procura processuale conferita all’avvocato, la firma illeggibile non rende l’atto nullo se le generalità del rappresentato si possono evincere dall’atto.

Quante volte capita che il cliente dell’avvocato, invitato dal proprio difensore ad apporre la sottoscrizione sulla procura processuale (a margine dell’atto o alla fine dello stesso), per fretta o per abitudine rilasci una firma illeggibile. In tal caso, la procura è valida? Qualcuno ci prova e, immancabilmente, l’eccezione di inammissibilità dell’atto parte lo stesso. Ma cosa pensa a riguardo la Cassazione? A chiarirlo è stata proprio una sentenza pubblicata ieri [1]. Secondo la Corte, in tema di procura, l’eventuale presenza di una firma illeggibile non comporta l’invalidità della procura stessa e quindi dell’atto processuale, ma solo a condizione che l’identità del cliente (e, nel caso di soggetto legale responsabile di una persona giuridica, anche la sua carica) sia comunque desumibile dalla procura stessa o dal contesto dell’atto processuale a cui questa accede.

Se dunque la firma dell’assistito sulla procura alle liti è illeggibile, l’impossibilità di comprendere da questa il nome e il cognome dello stesso non rileva se i suoi estremi risultano indicati espressamente nel testo della procura stessa, dalla certificazione d’autografia resa dal difensore, dal testo dell’atto o ancora dalla specifica indicazione della funzione o carica ricoperta identificabile tramite i documenti di causa o le risultanze del registro delle imprese.

Al contrario, se mancano tali indicazioni o, nel caso di legale rappresentante di una persona giuridica, non viene sia identificata la funzione o la carica specifica ricoperta (e sia indicata la generica qualifica di «legale rappresentante») si ha la nullità dell’atto che può essere opposta dalla controparte.


note

[1] Cass. ord. n. 16005/17 del 27.06.2017.


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