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Cos’è il matrimonio simulato

29 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 giugno 2017



La legge consente agli sposi di annullare il matrimonio entro un anno dalla celebrazione se esisteva un precedente accordo tra loro: vediamo perché.

Due persone possono scegliere di sposarsi solo formalmente, nascondendo in realtà uno scopo ben diverso dal voler trascorrere la loro vita insieme. Il nostro ordinamento permette di far questo, regolamentando il tutto nel codice civile. In poche parole, gli sposi convolano ufficialmente a nozze ma hanno già deciso di non rispettare i doveri coniugali (coabitazione, fedeltà, assistenza morale e materiale e così via). Le motivazioni possono essere le più varie e non necessariamente sono da censurare. Vediamo quindi nel dettaglio cos’è il matrimonio simulato.

Perché esiste il matrimonio simulato

Come anticipato, può accadere che due persone si uniscano ufficialmente in matrimonio, ma in realtà si siano già accordate per annullare l’unione di lì a poco. Perché questo avviene? I motivi possono essere diversi: si pensi al soggetto che sposi uno straniero per fagli ottenere il permesso di soggiorno o la cittadinanza; ancora, due persone si uniscono in matrimonio affinché il bambino in arrivo diventi figlio legittimo e non figlio naturale (la Cassazione si è espressamente pronunciata sulla questione); si pensi poi al matrimonio celebrato per soddisfare un parente moribondo o conseguire benefici fiscali.

Come si annulla il matrimonio simulato

Il codice civile, come detto, prende espressamente in considerazione nozze di questo genere, in cui gli sposi «hanno convenuto di non adempiere agli obblighi e di non esercitare i diritti da esse discendenti» [1]. Si badi, un matrimonio così celebrato è assolutamente valido dal punto di vista civile. Tuttavia, la legge consente ai coniugi di impugnarlo e farne dichiarare la nullità. In questo modo i soggetti tornano ad essere di stato libero, ma dopo aver conseguito lo scopo per cui si sono sposati. Per far questo, però, ci sono delle condizioni.

Cosa bisogna dimostrare per annullare il matrimonio simulato

Il soggetto che vuole annullare il matrimonio deve dimostrare:

  • l’esistenza di un accordo fatto con l’altro sposo prima del matrimonio;
  • il fatto di «non aver convissuto come coniugi» dopo la celebrazione.

La prova è libera: significa che chi vuole impugnare il matrimonio può farlo con ogni mezzo (producendo un accordo scritto, chiamando testimoni e così via). É chiaro che il giudice sarà particolarmente cauto nel valutare le dichiarazioni dei coniugi che chiedono l’annullamento per simulazione (questo strumento potrebbe essere usato in modo fraudolento dagli sposi, come una sorta di illegittima alternativa al divorzio).

Quanto all’accordo di simulazione, esso deve essere precedente al matrimonio: ce lo dice lo stesso codice civile, che infatti usa il termine «sposi» e non «coniugi» quando si riferisce al patto in questione.

Ancora, la volontà simulatrice deve essere bilaterale, ossia presente in entrambi i soggetti. Al contrario, non si parla più di matrimonio simulato quando è solo uno degli sposi a nascondere un doppio fine, senza esternarlo al suo futuro coniuge. In questo caso il soggetto non potrà chiedere l’annullamento del matrimonio secondo la procedura che stiamo descrivendo.

Entro quando si può annullare il matrimonio simulato

Il matrimonio simulato può essere impugnato entro un anno dalla celebrazione. Trascorso questo periodo, non si potrà più chiedere l’annullamento e il matrimonio consoliderà i suoi effetti in capo ai coniugi.

Il matrimonio non può essere annullato, inoltre, se i soggetti hanno «convissuto come coniugi» dopo la celebrazione stessa. In questo caso la legge presume che l’unione, anche se iniziata come una simulazione, si sia effettivamente realizzata. Attenzione: convivere come coniugi non significa solo coabitare. Occorre che i soggetti si siano comportati come marito e moglie in tutti gli aspetti sostanziali della vita matrimoniale: consumazione del matrimonio, assistenza morale e materiale, collaborazione nell’interesse della famiglia. In pratica, devono aver progettato e attuato l’effettiva comunione di vita che il matrimonio richiede (cosiddetta «affectio coniugalis»). In questi casi, quindi, la legge presume che l’unione matrimoniale si sia concretamente compiuta e tende a tutelarla, consolidando gli effetti delle nozze celebrate e non consentendone l’annullamento per simulazione. Per ottenere quest’ultimo effetto, come già affermato, chi chiede l’annullamento dovrà dimostrare di non aver convissuto dopo la celebrazione.

Che succede se solo un coniuge vuole annullare

Si è detto che la riserva mentale presente in uno dei coniugi non basta per annullare il matrimonio simulato. Cosa si intende per riserva mentale? In pratica, uno dei nubendi si sposa pensando già di invalidare le nozze (perseguendo quindi un doppio fine) ma senza dirlo all’altro. Tutto questo è causa di nullità del matrimonio, ma solo per il diritto canonico. Mettiamo conto che esista una sentenza del tribunale ecclesiastico che abbia sancito la nullità del vincolo per la riserva mentale di uno dei coniugi. Ora, perché la pronuncia possa avere effetto per lo Stato italiano è necessario chiederne la delibazione al tribunale civile. A questo proposito la Cassazione afferma che la riserva mentale non basta per annullare il matrimonio per causa di simulazione [2]. Occorre invece che:

  • l’intento simulatorio sia stato esternato all’altro coniuge (o sia stato da questi conosciuto o conoscibile in altro modo);
  • che l’altro coniuge, nonostante tutto, abbia acconsentito alle nozze.

Solo in questo caso, quindi, la sentenza canonica di nullità potrà essere delibata dal tribunale e assumere valore anche nell’ordinamento civile. In caso contrario, prevale la tutela della buona fede e dell’affidamento riposto dall’altro sposo nella validità del matrimonio.

note

[1] Art. 123 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 10143/2002 del 12/07/2002.

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