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Lo sai che? Se il regolamento condominiale lo vieta posso aprire un b&b?

Lo sai che? Pubblicato il 1 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 luglio 2017

Vorrei prendere un appartamento in affitto per adibirlo ad affittacamere ma il regolamento di condominio vieta le pensioni e le locande. Potrei avere problemi con il condominio?

Sul tema, inizialmente, la giurisprudenza si era pronunciata favorevolmente alla possibilità di aprire dei b&b o affittacamere, anche se il regolamento condominiale non ne permetteva l’esistenza. La Corte di Cassazione [1], ha, infatti, escluso che l’attività di bed and breakfast e affittacamere determini un mutamento della destinazione d’uso degli immobili utilizzati come civile abitazione escludendo, pertanto, conseguenze dannose per gli altri inquilini. Tuttavia, a questa giurisprudenza se n’è affiancata un’altra, più di recente, che ha mutato orientamento in materia. La nuova linea di pensiero si fonda, per l’appunto, sul fatto che le attività di affittacamere, servizio alberghiero e bed and breakfast sono assimilabili tra di loro e tutte incompatibili con la destinazione di un appartamento condominiale ad uso abitativo.

Pertanto, qualora il regolamento contrattuale di condominio dovesse vietare ai condomini altri utilizzi differenti rispetto a quello abitativo del proprio appartamento, non sarebbe possibile intraprendere nessuna delle menzionate attività. Anche le pensioni, così come richiamate dal regolamento condominiale dello stabile che la lettrice vorrebbe affittare, debbano essere equiparate ai b&b o anche agli affittacamere. Questo perché l’accezione di pensione, secondo i più comuni dizionari, si sostanzia in vitto e alloggio offerto a un prezzo pattuito. E se noi andiamo ad analizzare le attività di b&b o affittacamere vediamo come, in ambedue le fattispecie, oltre che nella pensione, riscontriamo gli elementi essenziali dell’attività alberghiera (sebbene fatta a conduzione familiare, anziché imprenditoriale). Pertanto, alla luce di quanto stabilito dalla Suprema Corte con la più recente giurisprudenza, non si consiglia alla lettrice di aprire, senza la preventiva autorizzazione degli altri condomini, nessuna attività di affittacamere, onde evitare inutili dispendi di tempo, energia e denaro. Si consiglia, invece, anche alla luce dell’oramai datato regolamento condominiale, di verificare le opinioni (forse rinnovate) dei condomini poiché il loro consenso unanime la autorizzerebbe ad avviare l’attività in oggetto, anche in presenza del divieto regolamentare.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla

note

[1] Cass. sent. n. 24707 del 20.11.2014.


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