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Lo sai che? Come rinunciare all’eredità se non si hanno notizie del morto?

Lo sai che? Pubblicato il 1 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 luglio 2017

Voglio rinunciare all’eredità di mio padre ma se non so né dov’è né se e quando è morto. Come devo fare?

La morte di un cittadino italiano avvenuta all’estero deve essere trascritta nei registri dello stato civile italiano [1]. In particolare l’atto di morte debitamente compilato dall’Ufficiale di Stato Civile straniero viene trasmesso per via diplomatica – mediante il relativo consolato – all’anagrafe italiana che provvede all’inserimento di esso nei registri del Comune italiano di nascita della persona deceduta.

Tuttavia la trascrizione dell’atto di morte avviene senza che gli eredi del deceduto ne vengano necessariamente a conoscenza; ossia né l’autorità civile estera né quella italiana sono tenuti a informarla dell’avvenuto decesso a meno che ciò non avvenga in determinate circostanza (ad esempio, in caso di morte violenta per mano di terzi). Per questo motivo, dovrà essere la lettrice a farsi carico dei relativi controlli presso l’anagrafe di competenza che, si ripete, è quella del luogo di nascita di suo padre.

Ad ogni modo, prendendo atto della sua volontà di rinunciare all’eredità paterna, l’eventualità che trascorra anche molto tempo tra la data di morte di suo padre e il momento in cui la lettrice ne verrà a conoscenza non pregiudica quest’ultimo atto e gli effetti che ne discenderanno. Infatti, nell’impossibilità per la legge italiana di rinunciare a un’eredità non ancora aperta [2], il solo trascorrere del tempo dal decesso del suo genitore potrà condurla, al massimo e nella presunzione che alla morte di questi la lettrice non sia nel possesso dei beni ereditari, alla perdita del diritto ad accettare l’eredità di quest’ultimo per prescrizione, evitando quindi di diventare erede. Semmai, e nell’ipotesi in cui qualche creditore venisse a conoscenza del decesso di suo padre prima di lei, potrebbe accadere che questi si attivi con apposita azione giudiziaria per chiedere al tribunale la fissazione di un termine entro il quale la lettrice decida se accettare o rinunciare all’eredità. Di tale circostanza, ella verrebbe comunque a conoscenza poiché il creditore procedente è obbligato a notificarle il proprio ricorso. Se ciò accadesse avrebbe due alternative per salvarsi dai debiti di suo padre:

  • rinunciare con espresso atto notarile o con dichiarazione resa alla cancelleria del tribunale entro il termine a ciò stabilito oppure
  • non fare alcunché e in tal caso perderà il diritto ad accettare l’eredità di suo padre per decadenza, non potendo con ciò diventare più erede di questi.

Ciò tuttavia non esaurirebbe gli effetti dell’apertura della successione di suo padre. In caso di sua rinuncia all’eredità infatti, la figlia della lettrice diventerebbe chiamata all’eredità e anch’essa dovrebbe rinunciare per non vedersi coinvolta nei debiti del nonno. La procedura in questo caso sarebbe identica a quella sopra indicata con l’avvertenza che, laddove alla morte del nonno la ragazza sia ancora minorenne, quest’ultima dovrà chiedere un’autorizzazione del tribunale a rinunciare all’eredità.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Enrico Braiato

note

[1] Art. 71 d.P.R. n. 396 dello 03.11.2000.

[2] Art. 458 cod. civ.


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