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Lo sai che? Cosa si deve pagare quando si vende una casa?

Lo sai che? Pubblicato il 29 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 giugno 2017

Il Fisco tassa la plusvalenza entro i 5 anni dall’acquisto o la costruzione, con tassazione ordinaria o imposta sostitutiva del 20%. Ma ci sono delle eccezioni.

Non si muove foglia che il Fisco non voglia. Così, anche quando si vende una casa bisogna tirare di portafoglio e pagare le tasse. Quante e quando? Naturalmente dipende dal tipo di casa, ma anche dall’anno in cui è stata costruita o acquistata da chi oggi la vuole mettere in vendita. Vediamo, allora, cosa si deve pagare quando si vende una casa.

Le tasse da pagare per la vendita della casa

La parola magica è «plusvalenza». Si tratta di una differenza positiva tra quello che si incassa quando si vende una casa ed il costo di costruzione oppure quello che è stato pagato al momento dell’acquisto. Quella plusvalenza ci dirà cosa si deve pagare quando si vende una casa.

Facciamo un esempio. La casa che ho fatto costruire o che ho acquistato tempo fa mi è costata 100. Oggi la vendo a 150 perché son bravo a fare affari. Quei 50 di differenza sono la plusvalenza che ottengo dalla vendita della mia casa. E sono quei 50 che mi verranno tassati.

Quando e come viene tassata la vendita di una casa

Quando si vende una casa, dicevamo, si può generare una plusvalenza. Ma si deve pagare al Fisco la relativa tassa solo se quella differenza deriva dalla cessione a titolo oneroso (cioè dalla vendita) di un’immobile acquistato o costruito da non più di 5 anni. Ne consegue che se si vende la casa acquistata o costruita, ad esempio, 10 anni fa, non si genera plusvalenza, quindi l’operazione non viene tassata.

Che cosa ci chiede di fare il Fisco quando si vende una casa che genera plusvalenza? La differenza ottenuta deve essere inserita nella dichiarazione dei redditi (alla voce «altri redditi») e verrà tassata con le solite aliquote Irpef. In sostanza, quello che si ricava dalla vendita di una casa rispetto a quello che è stato pagato non più di 5 anni fa per la sua costruzione o per il suo acquisto si somma agli altri redditi percepiti.

Ma c’è un’opzione B: è quella di pagare un’imposta sostitutiva del 20%, anziché scegliere la tassazione ordinaria. Per poterne usufruire, occorre una dichiarazione del notaio (segnatevi quest’altro costo), il quale provvederà ad annotare quest’opzione sull’atto di vendita della casa. L’imposta verrà anticipata dal venditore al notaio: si occuperà lui del versamento e di comunicare all’Agenzia delle Entrate tutti i dati che riguardano l’operazione di compravendita dell’immobile.

Gli immobili non soggetti a tassazione

Non sempre bisogna pagare le tasse quando si vende una casa. Oltre all’età dell’immobile, conta anche il tipo di immobile per stabilire cosa si deve pagare. Il Fisco non chiederà nulla se la casa:

  • è stata ottenuta in successione o usucapione;
  • è frutto di una donazione e il donante l’aveva costruita o comprata più di 5 anni fa;

è stata l’abitazione principale di chi vende la casa o dei suoi familiari per la maggior parte del tempo trascorso tra l’acquisto o la costruzione dell’immobile e la vendita dello stesso.

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Autore immagine: 123rf.com


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