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Detassazione premi di produttività, nuovi incentivi

29 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 giugno 2017



Tasse ridotte e contributi previdenziali tagliati sui premi di risultato in denaro riconosciuti ai dipendenti.

Sconti sulle tasse e sui contributi per i premi di risultato riconosciuti ai dipendenti, in forza di contratti aziendali o territoriali siglati a partire dal 24 aprile 2017; sconti sulle sole imposte, invece, per i premi riconosciuti sulla base dei contratti stipulati prima di tale data.

È quanto stabilito dalla cosiddetta manovra bis [1], che prevede non solo una detassazione (cioè l’assoggettamento delle somme a una tassazione separata pari al 10%) sulle somme sino a 3.000 euro, ma anche uno sconto del 20% sui contributi previdenziali a carico del datore di lavoro e l’azzeramento dei contributi a carico del dipendente, entro una quota imponibile di 800 euro.

Le novità, però, valgono soltanto per i contratti stipulati dal 24 aprile 2017; per i premi erogati in conformità alle previsioni di contratti precedenti, continua invece ad applicarsi il vecchio regime, che prevede la detassazione del 10% delle somme sino a un massimo di 4.000 euro (nel 2016 la soglia massima era a pari a 2.500 euro) ma nessuno sconto sui contributi.

Le novità sono finalizzate a premiare i lavoratori per il miglioramento dei livelli di produttività, qualità e innovazione e le aziende per il coinvolgimento dei dipendenti nell’organizzazione.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto della situazione sul funzionamento della detassazione dei premi di produttività e sui requisiti e gli adempimenti da rispettare per fruirne.

Detassazione premi di produttività: come funziona

La detassazione dei premi di produttività è un beneficio che consente di sottoporre le somme erogate a titolo di premio a una tassazione agevolata. Il beneficio non è applicato su tutti i premi, ma sulle retribuzioni collegate a un miglioramento della produttività, della qualità, dell’efficienza, dell’innovazione o della redditività. Queste somme sono assoggettate a un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali, in misura pari al 10%, salvo espressa rinuncia dell’interessato.

Se il premio è erogato, anziché in denaro, con misure di welfare (ad esempio servizi di assistenza, anche a favore dei familiari del lavoratore) di valore equivalente, il beneficio è totalmente esente da imposte.

Le misure di welfare possono consistere in beni e servizi offerti anche sotto forma di voucher, sia elettronici che cartacei. Ad esempio, possono essere erogati i voucher per il pagamento di servizi assistenziali per i familiari del lavoratore.

Rientrano nell’insieme delle misure detassate anche le somme destinate alla previdenza complementare, le borse di studio offerte ai figli dei dipendenti, e, in generale, tutte le misure che migliorano la qualità della vita dei dipendenti e la conciliazione famiglia-lavoro.

Detassazione premi di produttività: chi ne ha diritto

Per l’anno 2017 possono beneficiare della tassazione agevolata i lavoratori del settore privato, titolari di un reddito di lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro, con riferimento a quanto percepito nell’anno precedente.

L’importo detassabile, con riferimento ai premi erogati sulla base di contratti stipulati dal 24 aprile 2017, è pari a un massimo di 3.000 euro; con riferimento ai premi basati sui contratti stipulati prima del 24 aprile 2017, l’importo detassabile ammonta invece a un massimo di 4.000 euro.

Tuttavia, come anticipato, mentre per i premi erogati sulla base dei “nuovi” contratti sono previsti degli sconti sui contributi, non è previsto nessuno sconto contributivo per i premi erogati sulla base dei contratti stipulati prima del 24 aprile 2017.

Detassazione premi di produttività: sconto sui contributi previdenziali

Lo sconto sui contributi previdenziali consiste in un abbattimento del 20% della contribuzione a carico del datore di lavoro, su un massimo di 800 euro. In pratica, se i contributi a carico dell’azienda sul premio detassato sono pari a 900 euro, si può usufruire di uno sconto pari a 160 euro, cioè al 20% di 800 euro.

Per il lavoratore, i contributi sono azzerati, sino alla stessa soglia imponibile di 800 euro.

Detassazione premi di produttività: requisiti

Sono detassabili i premi che presentano i seguenti requisiti:

  • non si deve trattare di erogazioni con importo fisso, ma devono risultare di ammontare variabile, determinato dal meccanismo di calcolo;
  • devono essere corrisposti in relazione a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, definiti dalla contrattazione collettiva aziendale o territoriale unitamente ai criteri di misurazione e verifica.

I premi detassabili devono dunque comportare miglioramenti misurabili e verificabili in modo obiettivo, attraverso il riscontro di indicatori numerici (o altri indicatori appositamente individuati), secondo criteri che possono consistere:

  • nell’aumento della produzione;
  • in risparmi dei fattori produttivi;
  • nel miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi, anche attraverso la riorganizzazione dell’orario di lavoro o il ricorso al lavoro agile, come modalità flessibile di esecuzione della prestazione di lavoro subordinato.

In parole semplici, per applicare la detassazione è necessario che, nell’arco di un periodo congruo (definito nell’accordo collettivo), sia realizzato l’incremento di almeno uno degli obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione richiamati dalla legge e che l’incremento possa essere verificato attraverso indicatori definiti dalla stessa contrattazione collettiva.

Gli accordi collettivi contenenti gli indicatori degli incrementi, per essere validi, devono essere depositati presso la Direzione territoriale del lavoro (ora Ispettorato del lavoro) e firmati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o dalle rappresentanze sindacali aziendali o unitarie; ai contratti deve essere allegata un’autodichiarazione di conformità, ed un eventuale piano di coinvolgimento dei dipendenti nell’organizzazione aziendale.

Il deposito dei contratti deve avvenire entro 30 giorni dalla sottoscrizione, unitamente alla dichiarazione di conformità dell’accordo medesimo alle disposizioni contenute nella normativa.

Detassazione premi di produttività:  come calcolarli

A fini del calcolo del beneficio, le soglie massime detassabili, pari a 3.000 e 4.000 euro, si intendono al lordo della ritenuta fiscale del 10% e al netto delle trattenute previdenziali obbligatorie.

Per applicare la nuova disciplina, tuttavia, bisogna tener conto che il limite da rispettare per premi basati sui contratti siglati dal 24 aprile è solo quello di 3.000 euro, e che i contributi previdenziali a carico del dipendente non sono dovuti sui primi 800 euro del premio percepito.

In buona sostanza, il premio massimo su cui può essere applicata l’imposta sostitutiva al 10% è 3.222,64 euro, al lordo dei contributi a carico del dipendente (ipotizzando che siano pari al 9,19%).

Bisogna infine considerare che non sono riconosciuti contributi figurativi al dipendente sugli 800 euro sui quali non è dovuta contribuzione a suo carico.

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