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Lo sai che? Che differenza c’è tra il doppio nome e il secondo nome?

Lo sai che? Pubblicato il 29 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 giugno 2017

Come bisogna firmarsi con un doppio nome (o nome composto) e come invece si deve firmare se nell’atto di nascita è stato indicato un secondo nome. Non rileva la presenza della virgola tra i nomi.

È molto importante che colui che si accinge a fare la dichiarazione di nascita abbia ben presente la differenza tra un nome composto e un secondo nome che si aggiunge all’unico vero nome. In tal modo si può esprimere la propria volontà in modo chiaro all’Ufficiale di Stato civile nel momento in cui si fa l’atto di nascita e, soprattutto, si possono così evitare equivoci che portano con sé conseguenze negative negli anni successivi.

 

Cos’è un nome composto o doppio nome?

Quando si ha un nome composto (e non un secondo nome) in tutti i documenti deve risultare per intero il nome composto. Ad esempio, è un nome composto quello ove più nomi non sono intervallati dalla virgola e tutti fanno parte dello stesso nome del soggetto. Ad esempio «Carlo Alberto Rossi». Chi ha un nome composto, nel firmarsi, dovrà indicare tutti i suoi nomi, nessuno escluso. Diversamente la firma non è valida perché incompleta. Di conseguenza, su tutti i certificati, documenti ufficiali e d’identità, tessere, apparirà il nome composto nella sua interezza.

Come si dà un nome composto a un bambino?

Per dare un nome composto a un bambino è necessario, al momento della denuncia di nascita, dichiarare all’ufficiale di Stato civile: «È nato un bambino al quale dichiarante dà il nome Rossi Carlo Alberto». In questo caso, infatti, il nome completo del bambino è Carlo Alberto ed è così che questi dovrà sempre firmarsi.

Cos’è un secondo nome?

Quando si ha invece un semplice «secondo nome», questo non deve mai risultare. In tal caso, è lecito dichiarare all’ufficiale di Stato civile, al momento della denuncia di nascita, un secondo nome, ma esso non apparirà mai negli atti ufficiali, nei documenti o nelle tessere. L’interessato quindi dovrà firmarsi solo con il primo nome, che è anche quello “ufficiale” ed è l’unico di riconoscimento.

Come si dà un secondo nome a un bambino?

Per dare un nome composto a un bambino è necessario, al momento della denuncia di nascita, dichiarare all’ufficiale di Stato civile: «È nato un bambino al quale dichiarante dà i nomi Rossi Carlo Alberto». In questo caso, il nome del bambino è Carlo ed è così che questi dovrà sempre firmarsi.

L’importanza di definire se si tratta di doppio nome o di secondo nome?

È molto importante firmare nel modo corretto. Basti dire che errori nella composizione del codice fiscale scoperti tardi possono creare più di un problema la momento di andare in pensione! Spesso, succede, ad esempio, che un Rossi Carlo Alberto debba dimostrare all’Inps di essere la stessa persona fisica che ha versato contributi previdenziali anche col nome Rossi Alberto o come Rossi Carlo.

Come stabilire se c’è un doppio nome o un secondo nome?

Se si vuol essere sicuri che al bambino sia stato dato un doppio nome o un secondo nome si può chiedere presso l’Ufficio dello stato civile del Comune un estratto per riassunto dell’atto di nascita. Tale documento, infatti, riporta (oltre l’ora della nascita) gli eventuali secondi nomi della persona. Perciò per risolvere ambiguità sulla presenza o meno di altri nomi occorre rivolgersi al Comune dove è stato fatta la denuncia, richiedere un estratto per riassunto dell’atto di nascita e verificare se sull’atto compare la dicitura «dà i nomi» o «dà il nome».

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Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. In pratica la virgola non conta niente ? Io ho nell’estratto per riassunto dell’atto di nascita, “da i nomi di Giuseppe, Marco”
    Nella carta d’identità e nella patente ho entrambi i nomi.
    Quindi per me sono validi entrambi o, vista la virgola, solo il primo ?

    1. Questa domanda e ancor di più la risposta interessa anche allo scrivente? Nessuna risposta dall’Autore dell’articolo?

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