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Lo sai che? Come si fa la denuncia di nascita di un figlio?

Lo sai che? Pubblicato il 29 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 giugno 2017

Come fare la denuncia all’Ospedale o al Comune quando nasce un bambino; i documenti da portare.

 

Quando nasce un bambino l’evento deve essere denunciato all’ufficiale di stato civile per consentire che venga scritto l’atto di nascita. La denuncia può essere fatta da un genitore (di solito è il padre), dal medico, dall’ostetrica o da un’altra persona che abbia comunque assistito al parto. Per cui, se sei diventato genitore da poco o lo stai per diventare e ti chiedi come si fa la denuncia di nascita di un figlio questa guida farà al caso tuo.

Prima però di spiegare come si fa la denuncia di nascita di un figlio bisogna parlare dei termini entro cui tale denuncia va fatta. Ci sono pochi giorni che la legge assegna ai genitori per adempiere a tale obbligo, per cui occorre agire tempestivamente. In particolare la dichiarazione di nascita si può fare:

  • alla direzione sanitaria dell’ospedale entro 3 giorni dalla nascita;
  • oppure nel cui territorio è avvenuta la nascita, entro 10 giorni dal parto;
  • oppure presso l’Ufficio dello stato civile del Comune di residenza dei genitori, sempre entro 10 giorni dal parto. Nel caso in cui i genitori applichino in due Comuni diversi, la denuncia fatta al Comune di residenza della madre, a meno che i genitori non decidano diversamente (è quanto prevede la famosa Legge Bersani).

Con la legge Bassanini è stata abolita la necessità di presentarsi con due testimoni per fare la denuncia di nascita; sicché basta la sola presenza del dichiarante.

Nel caso in cui bambino nasca molto o muoia prima della denuncia questa può essere fatta solo nel comune di nascita.

DENUNCIA DELLA NASCITA

FINO A 3 GIORNI

ENTRO 10 GIORNI

DOPO 10 GIORNI

Alla direzione sanitaria dell’ospedale o nel Comune dove è nato il bambino Nel Comune dove risiedono i genitori o dove risiede la madre (salvo diversa decisione dei genitori) Oltre alla denuncia in Comune, occorre un provvedimento del Tribunale

Cosa cambia se i genitori non sono sposati?

Vediamo ora come si fa la denuncia di nascita di un figlio nel caso in cui il bambino sia il figlio di genitori non sposati. In tale ipotesi la denuncia va presentata dal padre e dalla madre contemporaneamente. Altrimenti, se il genitore ha già riconosciuto il bambino occorre il suo consenso affinché anche il secondo posso effettuare il riconoscimento. Sei il bambino viene riconosciuto da un solo genitore sarà quest’ultimo che dovrà rendere la dichiarazione.

Cosa succede se non si fa la denuncia di nascita nel termine previsto dalla legge?

Se, per qualsiasi motivo, trascorrono i 10 giorni dal parto senza che la denuncia sia avvenuta, essa si definisce tardiva: l’atto di nascita viene scritto ugualmente, ma diventa valido solo con un provvedimento del tribunale. Ciò significa che prima di tale sentenza non può essere rilasciato nessun certificato di nascita del bambino.

 

Che documenti ci vogliono per fare la rinuncia di nascita?

Chi fa denuncia di nascita che nella maggior parte dei casi e il papà deve presentarsi con i seguenti documenti:

  • documento di identità valido (carta di identità o passaporto);
  • certificato di stato di famiglia dei genitori;
  • notifica di nascita;
  • certificato di assistenza al parto.

Questi ultimi due documenti sono rilasciati dall’ostetrica che ha assistito alla nascita.

Come va fatto l’atto di nascita?

Nell’atto di nascita vengono scritti, oltre ai dati di chi fa la denuncia, il Comune, il luogo, la data e l’ora della nascita, il sesso del bambino e il nome che gli viene dato.

Se l’atto di nascita dice «È nato un bambino al quale il dichiarante dà i nomi Rossi Alberto Giovanni», il nome del bambino sarà solo Alberto. In questo caso, infatti, Giovanni è soltanto il secondo nome (quello cioè non “ufficiale”) che non deve comparire per esempio sui documenti di identità, oppure sul diploma di licenza media inferiore o ancora nel codice fiscale del bambino. Il bambino si firmerà quindi solo Rossi Alberto.

Se invece l’atto di nascita recita «È nato un bambino al quale dichiarante dà il nome Rossi Alberto Giovanni» in questo caso il nome completo del bambino è Alberto Giovanni ed è così che questi dovrà sempre firmarsi. Giovanni sarà parte integrante del suo primo e unico nome e dovrà comparire su tutti documenti che riguardano il nato in questione.

L’uso del singolare il nome o del plurale della parola «nome/i» può quindi avere conseguenze importanti.


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