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Cartelle di pagamento: ecco tutto quello che devi sapere

29 giugno 2017


Cartelle di pagamento: ecco tutto quello che devi sapere

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 giugno 2017



Come e quando difendersi quando arriva una cartella esattoriale da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Quando arriva una cartella esattoriale – più comunemente detta «cartella di pagamento» – significa che l’Agente della riscossione (che dal 1° luglio 2017 non è più Equitalia, ma l’Agenzia delle Entrate-Riscossione) ha ricevuto incarico, dal fisco o da un altro ente pubblico, di riscuotere delle somme già richieste con un precedente atto e non versate. Tale atto, evidentemente, non è stato impugnato dal contribuente per cui è divenuto definitivo e non è più contestabile. Da quel momento il credito viene “iscritto a ruolo” e, quindi, passa all’esattore per la cosiddetta «riscossione esattoriale».

La cartella di pagamento annuncia quindi un pignoramento, ma non è detto che esso arriverà. Anzi, in buona parte dei casi, le cartelle vengono spedite, ma poi il debito si prescrive per inattività dell’Agente della Riscossione. Questo succede, ad esempio, quando il contribuente non ha beni pignorabili o semplicemente l’esattore si dimentica di procedere.

In questa rapida scheda cercheremo di spiegare come funzionano le cartelle di pagamento, quali sono i mezzi di tutela più efficaci, quando è possibile fare ricorso al giudice, che margini di successo ci sono.

Se mi arriva una cartella e non ho beni intestati cosa rischio?

Chi è nullatenente e non ha né un reddito, né beni intestati, non rischia alcun tipo di conseguenza (civile, penale, amministrativa o fiscale) in caso di mancato pagamento della cartella di pagamento. Se però in futuro dovesse divenire titolare di altri beni e il debito con l’Agente della Riscossione non si è prescritto, tali beni possono essergli pignorati. Alla sua morte, però, il debito si trasferisce agli eredi i quali potranno, tutt’al più, chiedere lo sgravio di multe e sanzioni (in quanto non si trasferiscono in caso di successione). L’erede che non voglia pagare i debiti lasciati dal parente defunto ha, come unica strada, quella di rinunciare all’eredità, il che però non gli farà perdere il diritto alla pensione di reversibilità. Una soluzione intermedia è l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario che consente di rispondere dei debiti per le cartelle esattoriali non pagate solo con il patrimonio ereditato e non con il proprio.

Se arriva una cartella dopo quanto tempo può arrivare il pignoramento?

Dalla notifica della cartella, il pignoramento non può mai arrivare prima di 60 giorni e dopo un anno. Se il pignoramento non rispetta questi limiti è illegittimo e può essere contestato davanti al giudice.

Scaduto un anno dalla notifica della cartella di pagamento, se l’Agenzia delle Entrate-Riscossione intende procedere con il pignoramento deve prima notificare un nuovo avviso (cosiddetta «intimazione di pagamento») e poi procedere entro 180 giorni dalla stessa.

Se la cartella di pagamento non è firmata è nulla?

La cartella di pagamento non deve necessariamente indicare la firma del suo “autore”, il quale può essere indicato nel corpo dell’atto. L’importante è che il responsabile del procedimento sia sempre indicato con nome e cognome.

Quanto tempo ho per fare ricorso contro la cartella?

Il termine per fare ricorso contro le cartelle di pagamento non è sempre uguale. Ci sono:

  • 60 giorni per la gran parte delle cartelle, quelle cioè attinenti a imposte e tributi: il ricorso si presenza alla Commissione Tributaria Provinciale;
  • 40 giorni per le cartelle che richiedono il pagamento di contributi Inps e Inail: il ricorso si presenza al tribunale ordinario, sezione lavoro;
  • 30 giorni per le cartelle che richiedono il pagamento di multe: il ricorso si presenza al giudice di pace.

Attenzione però: il ricorso non può contestare l’importo richiesto o le ragioni del pagamento; tali questioni andavano sollevate contro l’atto a monte. I motivi del ricorso possono attenere solo alla cartella stessa, alle modalità della sua notifica o a eventuali errori formali o sostanziali di compilazione (ad esempio la mancata indicazione degli interessi).

Per fare ricorso c’è bisogno dell’avvocato?

Per le cartelle riguardanti multe si può fare ricorso al giudice di Pace anche senza avvocato per importi fino a 1.100 euro. Per i contributi Inps e Inail invece c’è sempre bisogno del legale. Infine, per tutti gli altri casi, ci si può difendere davanti alla Commissione Tributaria per importi fino a 3.000 euro.

È possibile anche fare un ricorso in autotutela senza bisogno di difensori, scrivendo direttamente all’ente titolare del credito e mettendo per conoscenza l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Attenzione però: l’autotutela non sospende i termini per presentare ricorso; per cui, se non arriva un riscontro nei termini, sarà necessario avviare anche l’azione giudiziale.

È anche possibile inoltrare una richiesta di sospensione della cartella di pagamento direttamente all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ma solo per vizi evidenti (pagamento già effettuato o dovuto da altra persona, prescrizione o decadenza, ricorso con concessione della sospensione dell’atto, avvenuto annullamento dell’atto); in tal caso, se non arriva una risposta entro 220 giorni, la cartella si considera automaticamente annullata. Anche in questo caso la richiesta non sospende i termini per il ricorso.

Posso intestare la casa a mio figlio dopo il ricevimento di una cartella?

L’atto di donazione può essere revocato entro 5 anni dal rogito, con una apposita azione che si chiama «azione revocatoria». Inoltre, se il pignoramento viene iscritto nei registri immobiliari entro 1 anno dal passaggio di proprietà non c’è neanche bisogno della revocatoria e l’Agente della riscossione può pignorare la casa direttamente in capo al figlio.

Inoltre se il debito riguarda Irpef ed Iva ed è superiore a 50mila euro può scattare anche una incriminazione per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Posso costituire un fondo patrimoniale dopo il ricevimento della cartella?

Anche qui vale la stessa risposta che abbiamo appena dato. Il fondo può essere revocato, salvo la configurazione del reato.

È vero che l’Agenzia delle Entrate può pignorare il conto senza bisogno del giudice?

Si: nella nuova veste di Agenzia delle Entrate-Riscossione, l’Agente della riscossione può procedere al pignoramento del conto corrente con un semplice ordine impartito alla banca e al contribuente, cui comunque si danno 60 giorni di tempo per corrispondere le somme ed evitare il pignoramento. In verità non è una novità, ma lo prevede la legge sulla riscossione esattoriale. Solo il pignoramento della pensione deve passare dal giudice il quale dovrà prima detrarre il «minimo vitale» pari a una volta e mezzo l’assegno sociale (per un totale di euro 672,10).

L’Agenzia delle entrate può pignorarmi le cose che ho a casa?

Si, il pignoramento «mobiliare» è una delle tre forme che può scegliere l’Agente della riscossione, anche se scarsamente usato (se non come forma di pressione) visti gli scarsi esiti.

Quando si prescrivono i debiti per le cartelle di pagamento con l’Agenzia delle Entrate- Riscossione?

Valgono gli stessi termini di prescrizione che valevano per le cartelle di pagamento di Equitalia, ossia:

  • Iva: 10 anni
  • Irpef e Irap: 10 anni
  • Canone Rai: 10 anni
  • Imposta di registro: 10 anni
  • Imposta di bollo: 10 anni
  • Imu e Tasi: 5 anni
  • Tari: 5 anni
  • Tosap: 5 anni
  • Multe stradali: 5 anni
  • Bollo auto: 3 anni (decorrenti dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui è dovuto il pagamento del bollo).

Il termine di prescrizione si interrompe se, prima del suo scadere, arriva un sollecito di pagamento, un preavviso di fermo o di ipoteca.

Si può iscrivere ipoteca sulla prima casa?

Si, ma solo se il debito complessivo è superiore a 20mila euro.

Si può pignorare la prima casa?

No, ma solo se questa è l’unica di proprietà del contribuente (che, quindi, non deve avere neanche minime quote di altri immobili), è adibita a civile abitazione, vi è fissata la residenza del debitore e non è accatastata A/8 e A/9.

Se sulla casa c’è già l’ipoteca della banca, cosa rischio?

L’agente della riscossione può sempre iscrivere un’ipoteca di secondo grado.

Se ho più di un immobile cosa rischio?

Il mancato pagamento della cartella implica il rischio di ipoteca e pignoramento sia sul primo che sugli altri. Per evitare il pignoramento, come già detto, bisogna essere titolari di non più di un immobile, anche per quote. Quindi per evitare il pignoramento bisognerà cedere uno dei beni.

In ogni caso, il pignoramento immobiliare è possibile solo se:

  • il valore complessivo di tutti gli immobili posseduti dal debitore è pari ad almeno 120mila euro;
  • il debito accumulato per cartelle non pagate è di almeno 120mila euro.

Posso evitare il fermo o il pignoramento una volta avviati?

Si può chiedere la rateazione del debito e pagare la prima rata, oppure fare ricorso al giudice e chiedere la sospensiva.

note

Autore immagine: 123rf com


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