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Insegnanti: aspettativa senza assegni per svolgere un altro lavoro

1 luglio 2017


Insegnanti: aspettativa senza assegni per svolgere un altro lavoro

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 luglio 2017



Una docente di ruolo chiede di essere collocata in aspettativa senza assegni per svolgere un altro lavoro. Per quanti anni il dirigente scolastico può concedere l’aspettativa, anche se senza assegni?

La legge [1] prevede che le Asl e le aziende ospedaliere possano stipulare contratti a tempo determinato per l’attribuzione di incarichi di natura dirigenziale con esperti di provata competenza, in possesso del diploma di laurea e di specifici requisiti tecnico-professionali. In particolare, per il periodo di durata del contratto, i dipendenti di pubbliche amministrazioni sono collocati in aspettativa senza assegni con riconoscimento dell’anzianità di servizio. Ciò significa che, qualora venga affidato un incarico dirigenziale ad un dipendente pubblico, normalmente in forza presso altra amministrazione, questo verrà collocato in aspettativa senza assegni per tutta la durata dell’incarico dirigenziale attribuito (quindi per 1 o 2 anni), con riconoscimento dell’anzianità di servizio. La collocazione in aspettativa con privazione di assegni viene, infatti, disposta in quanto il dipendente pubblico lascerà temporaneamente l’incarico ordinariamente svolto e pertanto, non esercitandolo, non avrà diritto alla percezione del relativo compenso. Diversamente il dipendente verrebbe retribuito due volte: sia per l’incarico che temporaneamente lascia, sia per l’incarico dirigenziale temporaneamente acquisito. L’anzianità di servizio continuerà invece a maturare poichè il pubblico dipendente presterà comunque servizio, sebbene come dirigente.

Con riguardo, infine, alla possibilità di reiterare contratti a termine per l’assegnazione di incarichi dirigenziali, la legge non pone alcuna limitazione alla successione di detti incarichi di natura provvisoria ed alla corrispondente collocazione in aspettativa senza assegni. Deve tuttavia esaminarsi anche il Ccnl Scuola che disciplina specificamente la professione docente ed, in particolare, regola l’aspettativa [2], stabilendo che ciascun docente possa chiedere ed ottenere un periodo di aspettativa senza assegni per lo svolgimento di altra attività lavorativa. Tale aspettativa è, però, limitata nella durata e nella reiterazione: essa può essere concessa al massimo per un anno scolastico e per una sola volta nel corso della carriera del docente.

Alla luce delle due opposte previsioni normative sopra considerate, appare quindi opportuno capire quale prevalga e, conseguentemente, se sia lecito chiedere l’aspettativa senza assegni potenzialmente “per sempre”.

Secondo i principi generali, il contratto collettivo deve ritenersi gerarchicamente subordinato alla legge. Il trattamento previsto dalle norme aventi forza di legge può essere derogato dalle clausole contenute nei contratti collettivi di lavoro solo in senso più favorevole al lavoratore, salvo specifiche eccezioni espressamente previste dalla legge, diverse dal caso di specie. Con specifico riguardo, poi, al settore pubblico, la legge che disciplina il pubblico impiego [3], elenca una serie di materie da ritenersi escluse dalla contrattazione collettiva e pertanto rispetto alle quali operano (o prevalgono) solo le disposizioni di legge e non anche quelle del contratto collettivo di categoria. L’esclusione riguarda in particolare la materia del conferimento e della revoca degli incarichi dirigenziali. Di conseguenza, prevale il Ccnl Scuola.

Ciò considerato, nel caso di specie, la docente che da cinque anni chiede ed ottiene la collocazione in aspettativa senza assegni, ma con mantenimento dell’anzianità di servizio, per lo svolgimento di incarichi dirigenziali a tempo determinato presso una Asl, sta operando legittimamente. Non imponendo la legge alcun limite temporale alla possibilità di ottenere incarichi dirigenziali a tempo determinato presso altra amministrazione, si ritiene altresì che la docente ben possa candidarsi e vedersi reiterare l’assegnazione di detti incarichi potenzialmente finchè non venga collocata in quiescenza, unico limite posto alla possibilità di stipulare contratti per l’assegnazione di incarichi dirigenziali.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Valentina Azzini

note

[1] Art. 15-septies, co. 1-2, d. lgs. n. 502 del 30.12.1992.

[2] Art. 18 Ccnl Scuola.

[3] Art. 40, co. 1, d.lgs. n. 165 del 30.03.2001, come modificato dall’art. 54 d.lgs. n. 150 del 27.10.2009 (c.d. Decreto Brunetta).

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