Agenzia delle Entrate – Riscossione: la verità sul nuovo soggetto

30 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 giugno 2017



Il Governo mostra tutte le sue carte e ora appaiono i due aspetti più inquietanti del nuovo esattore: non c’è più alcuna distinzione tra controllore e controllato.

Oggi è l’ultimo giorno di vita di Equitalia. E finalmente il Governo mostra tutte le carte. Alcune di queste le avevamo già intuite nel corso della partita; altre invece sono diventate chiare solo in questi giorni, con la nomina del “nuovo” direttore e la pubblicazione dello statuto di Agenzia delle Entrate-Riscossione. È così possibile tracciare alcune (tristi) conclusioni di quella che è stata una partita particolarmente “cara” agli italiani.

La chiusura di Equitalia è stata una strategica mossa per semplificare e rendere più incisiva la morsa dell’esecuzione esattoriale. Con l’eliminazione della concessione a una società per azioni di diritto privato (sebbene di proprietà dell’Agenzia delle Entrate al 51% e dell’Inps al 49%), formalmente staccata dal Ministero e, quindi, dalla pubblica amministrazione, ora tutto rientra nell’ambito del settore “pubblico”. Il nuovo soggetto, che si occuperà da domani di far pagare agli italiani le cartelle esattoriali, è un ente pubblico: questo significa che, nel rapporto con il cittadino, interviene non già in una posizione di parità, ma con i maggiori poteri che competono a una amministrazione. Peraltro, trattandosi di una amministrazione che gravita nell’ambito del settore tributario, a questa vengono estese una serie di attribuzioni tipiche dell’Agenzia delle Entrate quali la possibilità di utilizzare le banche dati e le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego, accedendo direttamente, in via telematica alle specifiche banche dati dell’Inps e del fisco (di tanto avevamo già parlato in Che differenza tra Equitalia e Agenzia delle Entrate-Riscossione?).

Con il nuovo esattore, controllore e controllato diventano lo stesso soggetto

Ma ora si inseriscono due aspetti allarmanti che prima non erano stati evidenziati. Il primo riguarda la nomina di Ernesto Maria Ruffini a direttore del nuovo esattore. Guarda caso si tratta dello stesso soggetto che, fino ad oggi, ha diretto Equitalia. Il tutto a sottolineare una perfetta continuità tra il vecchio e il nuovo, sia nella gestione dei rapporti con il debitore, sia nell’approccio (per alcuni versi aggressivo, per altri versi ostinato e inefficiente) alle procedure di riscossione. Peraltro – e qui l’aspetto più allarmante – Ruffini diventa contemporaneamente anche il direttore dell’Agenzia delle Entrate, sostituendo l’uscente Rossella Orlandi. Insomma, lo stesso soggetto diventa a capo di due amministrazioni formalmente (ancora) distinte. Il che la dice lunga sulla indipendenza del nuovo esattore (Agenzia delle Entrate-Riscossione) rispetto all’Agenzia delle Entrate.

Per capire meglio cosa questo potrebbe comportare guardiamo lo stesso Statuto pubblicato ieri. In esso si legge che «i rapporti con l’Agenzia delle Entrate per i servizi prestati e per la condivisione delle banche dati e delle informazioni necessarie per lo svolgimento del servizio della riscossione» sono «regolati convenzionalmente». Detto in termini pratici, l’eventuale accesso in banche dati o informazioni riservate al fisco viene regolamentato con accordi contrattuali. Il che significa che sarà sempre Ruffini a concludere contratti con sé stesso, da un lato firmando come direttore dell’Agenzia delle Entrate e dall’altro come direttore di Agenzia delle Entrate-Riscossione. Sarà lui a decidere cosa prendere, quali poteri far transitare dall’una all’altra agenzia, i tempi e i modi. Lui sarà anche il controllore di sé stesso, perché il nuovo esattore è – secondo le previsioni normative – un organo sotto il controllo dell’Agenzia delle Entrate. Alla faccia dell’indipendenza.

A rischio, nei prossimi mesi, la validità della firma di migliaia di cartelle di pagamento

Il secondo aspetto inquietante di questo passaggio riguarda invece il personale. Personale che è lo stesso che prima era stato assunto da Equitalia e che ora viene trasferito ad Agenzia delle Entrate-Riscossione. Ossia persone inquadrate chissà con quali criteri e logiche (perché nel settore privato è possibile la chiamata diretta) ora diventano pubblici dipendenti. In palese violazione della Costituzione che impone un concorso per l’accesso a tutte le cariche pubbliche. Non è solo una quesitone di controllo sulle competenze e sulle capacità, ma anche di rispetto per tutte quelle decine di migliaia di giovani che, magari più preparati, stanno aspettando da anni un bando che possa mettere alla prova le loro capacità.

Peraltro è stata eliminata anche l’originaria previsione normativa che inizialmente prevedeva una «procedura di selezione e verifica», procedura che ora non si farà più. Per quanto riguarda il personale lo statuto precisa che il nuovo ente pubblico economico «subentra a titolo universale nei rapporti di lavoro dei dipendenti di Equitalia Spa e di Equitalia servizi di riscossione Spa». Inoltre tale personale è trasferito «senza soluzione di continuità e mantiene la posizione giuridica, economica e previdenziale alla data del trasferimento». E, a quanto indicato nell’incontro con i sindacati di inizio settimana, circa l’80% del personale dovrebbe mantenere anche le stesse funzioni.

Tutto questo, ovviamente, porterà il problema – tutt’altro che marginale – di nomine illegittime perché in contrasto con la costituzione e con l’obbligo di un concorso. Come era stato già per l’Agenzia delle Entrate (che aveva promosso a dirigente 767 funzionari senza concorso, nomine che sono state poi dichiarate nulle dalla Corte Costituzionale) è possibile sospettare che la stessa sorte toccherà oggi anche a queste persone. Salvo un “patto tra le istituzioni” come già avvenuto in passato.

C’è anche spazio per la ciliegina sulla torta. Ancora non si parla di eliminare l’aggio, ossia la percentuale che sino ad oggi ha incassato Equitalia quale corrispettivo per la riscossione. Con il passaggio di tale funzione a un ente pubblico, che svolge tale attività come pubblica funzione, non c’è più ragione di mantenere una remunerazione che, invece, si giustificava solo per via della veste privata dall’esattore. Su questo, però, il Governo ha preferito – guarda caso – mantenere le cose per come erano prima…

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Autore immagine: 123rf com

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6 Commenti

  1. Quando uno Stato tartassa i suoi simili per spremere milioni di euro che servono per mantenere delinquenti che non hanno mai versato una lira in Italia!!! C’è una unica difesa: il materasso!!! I soldi nascosti come facevano i nostri nonni….Così le banche ladre e truffaldine almeno falliranno per altri motivi!!! Evviva il materasso!!!

    1. Salve
      Credo che mettere i soldi nel materasso o in banca sia la stessa cosa. Non sono al sicuro in tutti e due i posti

  2. non solo da domani chiudiamo tutte le aziende ed operiamo in regime privato senza pagare più un centesimo allo stato che ne dite si arrabbieranno.
    poi mi sono svegliato e mi son o accorto che era un sogno in Italia ormai le aziende sono quasi tutte in crisi .
    quelle poche rimaste non hanno la forza per mettersi d’accordo e fare una protesta

  3. Senza dubbio un bell’articolo, ma rivolto a chi? solo al povero cittadino che è e resterà sempre il TARTASSATO. Bell’articolo. l’ho letto con passione e speranza che qualcosa, almeno, sarebbe cambiato in meglio, invece, non solo il direttore diventa due volte direttore, e gli addetti, senza titolo continuano ad esserlo, secondo la costituzione, ma quale costituzione, cosè questa parola con la quale molti si riempiono la bocca e poi non la rispettano neanche quando vengono emanate le sentenze….Ricordate il Sig. Renzi quando ha deciso di non restituire agli aventi diritto ciò che la consulta ha invece ha sentenziato l’incostituzionalità del provvedimento FORNERO, che ha restituito solo una minima percentuale? lasciando tutto incostituzionale, beffandosene dei giudici e della corte stessa. Ma tutto ciò è normale quando in un paese come l’Italia governa un governo incostituzionale, antidemocratico e menzognero. W. l’Italia, se cambia, altrimenti continueremo ad andare indietro, ad impoverirci per fare arricchire solo poche persone vicino all’attuale governo che ormai “regna” da molti anni. SVEGLIAMOCI, QUSTI CI STANNO SPOLPONDO

  4. Ogni popolo ha il governo che si merita e finchè non ci mobilitiamo per far finire questa dittatura, mascherata di democrazia, dobbiamo sorbirci, ben ci sta!!!, questo schifo.
    Sarei curioso di sapere quanto becca Ruffini con questo doppio incarico.

  5. complimenti per la riflessione ma nessuna novità . da anni si sta assistendo,,, ripeto …. solo assistendo a certe e pesanti modifiche strutturali dei sistemi di gestione degli affari (statali, regionali, locali, etc) e comunque tutte orientate a rendere effettivo in capo AL CAPO (non è una duplicazione!!!) il potere e il controllo …..

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