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Contributi autonomi e professionisti, come sapere quanto pagare

7 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 luglio 2017



Quadro RR della dichiarazione dei redditi: come compilarlo per conoscere l’importo a saldo dei contributi Inps da pagare.

Artigiani e commercianti non versano solo un importo fisso su un reddito minimale, ma sono tenuti a pagare i contributi previdenziali anche sul reddito che eccede il minimale; i liberi professionisti iscritti alla gestione separata Inps, invece, pagano i contributi sul solo reddito prodotto, senza essere obbligati a versamenti sul minimale.

Ovviamente, poiché l’esatto importo del reddito prodotto si può conoscere solo con la dichiarazione dei redditi, l’importo dei contributi a saldo deve essere determinato in sede di dichiarazione (i versamenti in acconto e a saldo dei contributi dovuti devono essere effettuati entro gli stessi termini previsti per il versamento delle somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi): in particolare, per quantificare i contributi dovuti si deve compilare il quadro RR del modello Redditi. Vediamo come.

Quadro RR: chi deve compilarlo

Il quadro RR del modello Redditi deve essere compilato dai lavoratori iscritti alle gestioni degli artigiani e dei commercianti, nonché dai lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata.

Quadro RR: artigiani e commercianti

Artigiani e commercianti, compresi i familiari collaboratori, devono compilare la sezione I del quadro RR del modello Redditi 2017.

Reddito imponibile artigiani e commercianti

Il reddito imponibile, cioè il reddito da assoggettare all’imposizione dei contributi previdenziali, è il totale dei redditi d’impresa conseguiti nel 2016, al netto delle eventuali perdite dei periodi d’imposta precedenti, scomputate dal reddito dell’anno.

Per i soci di S.r.l. iscritti alle gestioni degli artigiani o dei commercianti, la base imponibile, oltre a quanto eventualmente dichiarato come reddito d’impresa, è costituita dalla parte del reddito d’impresa della S.r.l. corrispondente alla quota di partecipazione agli utili, oppure alla quota del reddito attribuita al socio per le società partecipate in regime di trasparenza.

Gli importi, a seconda del redime contabile utilizzato, devono essere ricavati dai quadri RF (impresa in contabilità ordinaria), RG (impresa in regime di contabilità semplificata), LM (regime dei minimi- forfetario) e RH (redditi di partecipazione in società di persone ed assimilate).

In particolare, nel quadro RF, il reddito imponibile è ricavato dalla seguente formula: RF63 – (RF98 + RF100, col.1) + [RG31 – (RG33+RG35, col.1)] + [somma algebrica (colonne 4 da RH1 a RH4 con codice 1, 3 e 6 indicato in colonna 2 e colonne 4 da RH5 a RH6) – RH12] + RS37 colonna 15; il reddito d’impresa del titolare  deve essere diminuito del reddito dei coadiutori o coadiuvanti.

Nel quadro LM, per gli aderenti al regime dei minimi, il reddito di riferimento è quello dichiarato nel quadro LM sezione I, rigo LM6 (reddito lordo o perdita) – LM9 (Perdite pregresse).

Per gli aderenti al regime forfettario, la base imponibile è la somma dell’importo indicato nella colonna 1 del rigo LM34 meno le perdite pregresse relative ai redditi considerati facenti parte dell’importo indicato nella colonna 1 del rigo LM37, indicati nel quadro LM sezione II.

Reddito imponibile professionisti iscritti alla gestione separata Inps

Devono compilare il quadro RR, come anticipato, anche i liberi professionisti iscritti alla gestione separata dell’Inps, mentre non devono compilarlo i liberi professionisti iscritti a una cassa privata, se tenuti al versamento del contributo soggettivo presso la cassa di appartenenza.

Per i liberi professionisti iscritti alla gestione separata, la base imponibile su cui calcolare la contribuzione dovuta è rappresentata dalla totalità dei redditi di lavoro autonomo dichiarati ai fini delle imposte.

Nel dettaglio, i contributi dovuti vanno calcolati sui redditi prodotti e denunciati nei seguenti quadri:

  • quadro RE (reddito di lavoro autonomo derivante dall’esercizio di arti e professioni): rigo RE 23 (reddito delle attività professionali e artistiche) o RE 25 se presenti perdite al rigo 24;
  • quadro RH (reddito di partecipazione in società di persone ed assimilate): rigo RH15 o RH17; oppure RH18 col.1 se la società semplice genera reddito da lavoro autonomo;
  • quadro LM:
    • per i minimi: sezione I, flag nella casella “autonomo”; rigo LM6 (Reddito lordo o perdite) meno LM9 (Perdite pregresse);
    • per i forfettari: sezione II, flag casella “autonomo”; rigo LM34 (reddito lordo) indicato nella colonna 2 (Gestione Separata autonomi – art. 2 co. 26 l. 335/95) meno l’importo indicato nel rigo  LM37 perdite pregresse) indicato nella colonna 2.

La somma algebrica dei redditi evidenziati nei sopra descritti quadri deve essere riportata nel rigo RR5, colonna 1 contraddistinta dal codice 1.

Professionisti: calcolo dei contributi dovuti

Considerando che al calcolo del contributo dovuto alla Gestione separata possono concorrere anche altri redditi percepiti dal professionista e soggetti alla stessa cassa o ad altre casse previdenziali, per evitare versamenti indebiti è necessario individuare la base imponibile previdenziale su cui calcolare i contributi da versare.

Sono stati, di conseguenza, individuati i redditi che potrebbero incidere sulla formazione del reddito imponibile e che il professionista deve indicare con i seguenti codici:

  • codice 2: per i redditi erogati agli amministratori locali sui quali gli enti competenti hanno versato i contributi alla gestione separata utilizzando i flussi emens;
  • codice 3: per i redditi come le partecipazioni agli utili derivanti da associazioni in partecipazione con apporto costituito esclusivamente dalla prestazione di lavoro (contratto ora non più attivabile) ed i redditi da lavoro autonomo occasionale;
  • codice 4: per i redditi percepiti con assegno di ricerca, dottorato di ricerca, compensi per i medici specialisti in formazione;
  • codice 5: qui vanno indicati i redditi prodotti come reddito da lavoro autonomo per i quali sono dovuti i contributi previdenziali obbligatori presso casse diverse dalla gestione separata (ad esempio, un avvocato che per una parte dell’anno svolge la sola professione e per la restante parte svolge sia attività professionale che lavoro dipendente).

Il reddito sul quale deve essere calcolato il contributo dovuto dal contribuente deve essere indicato nella colonna 11.

Se il professionista nell’anno di imposta ha percepito l’indennità di maternità, tale reddito è dichiarato tra i componenti positivi (RE3 altri proventi) e concorre alla determinazione del reddito ai fini fiscali. L’importo non può essere detratto dalla base imponibile previdenziale da indicare nel quadro RR.

Professionisti: i contributi dovuti

Determinata la base imponibile, deve calcolato il contributo dovuto alla gestione separata, applicando le seguenti aliquote:

  • 24% se il soggetto è pensionato o coperto da altra previdenza obbligatoria;
  • 27,72% negli altri casi.

Al contributo dovuto vanno sottratti gli acconti versati nel corso dell’anno 2016.

Professionisti: calcolo acconto 2017

Per i liberi professionisti iscritti alla gestione separata in via esclusiva e non pensionati, l’aliquota contributiva è stabilita in misura pari al 25% pertanto, il contributo dovuto in acconto per l’anno di imposta 2017 è calcolato applicando l’aliquota del 25,72% sulla base imponibile.

Professionisti, artigiani e commercianti: termini e modalità di versamento dei contributi

I contributi dovuti devono essere versati alle scadenze previste per il pagamento delle imposte sui redditi; quindi, per il corrente, devono essere eseguiti entro il 30 giugno 2017 o il 31 luglio 2017 (per i versamenti a saldo per anno di imposta 2016 e primo acconto per l’anno 2017) ed entro il 30 novembre 2017 (secondo acconto 2017).

I contribuenti che decidono di versare la contribuzione dovuta – saldo 2016 e primo acconto 2017 – nel periodo tra il 1° luglio e il 31 luglio 2017 devono applicare sulle somme la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi.

Gli interessi vanno versati separatamente dai contributi, utilizzando la causale:

  • “API” (artigiani);
  • “CPI” (commercianti);
  • “ DPPI” (liberi professionisti).

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