Equitalia addio: cosa cambia nella riscossione delle tasse

1 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 luglio 2017



Da oggi subentra l’Agenzia delle Entrate – Riscossione. Cambiano logo, sito e moduli. Ma anche il modo di indagare del Fisco. Che succede con cartelle e debiti.

Equitalia non esiste più. Da oggi i contribuenti non riceveranno più le cartelle di pagamento da Equitalia ma dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione, il nuovo ente pubblico economico incaricato di riscuotere le tasse in tutto il territorio nazionale, esclusa la Sicilia, in virtù del decreto fiscale convertito in legge dal Parlamento lo scorso anno. Cambia solo il nome o cambia qualcosa anche nella modalità di riscossione delle tasse? Vediamo.

Equitalia addio: cosa cambia

Con l’addio a Equitalia, la prima differenza tra il vecchio e il nuovo è puramente formale. L’Agenzia delle Entrate – Riscossione è un ente pubblico economico e non una Spa, come lo era Equitalia. Possiede uno statuto che fissa compiti e finalità, stabilisce i poteri dei suoi organi e le modalità di passaggio del personale, così come i criteri di scambio di informazioni con l’Agenzia delle Entrate per il modo in cui riscuotere le tasse degli italiani.

Restano le stesse sedi degli sportelli, ma da oggi il contribuente troverà all’esterno e all’interno un nuovo nome, un nuovo logo e una nuova modulistica.

Cambia anche il sito Internet: ora bisognerà andare all’indirizzo www.agenziaentrateriscossione.gov.it

A che serve questo portale online? Entrando con le credenziali di accesso nell’area riservata, il contribuente da oggi potrà:

  • controllare la propria posizione debitoria;
  • pagare cartelle esattoriali e avvisi;
  • chiedere e ottenere una rateizzazione fino a 60 mila euro;
  • sospendere la riscossione nei casi previsti dalla legge;
  • richiedere il servizio di alert SMS – Se Mi Scordo (una sorta di promemoria con cui l’Agenzia delle Entrate – Riscossione ci ricorda quello che dobbiamo pagare);
  • delegare un intermediario;
  • visualizzare i documenti, anche quelli relativi alla definizione agevolata.

Gli stessi servizi sono raggiungibili attraverso la app Equiclick, disponibile su smartphone e tablet

Altra novità: il Fisco si fa social. Scompare da Twitter l’account @equitalia_it, sostituito da @AE_Riscossione. In realtà, il trasferimento dei vecchi follower di Equitalia al nuovo account avverrà automaticamente.

Resta invariato il contact center 06.0101 che fornisce consulenza e informazioni

L’addio a Equitalia: cosa cambia nella gestione dei debiti

Fin qui, i cambiamenti, per così dire, formali. Ma nella sostanza, cosa cambia per il contribuente dopo l’addio a Equitalia? L’Agenzia delle Entrate – Riscossione svolgerà da oggi la sua attività in continuità con la gestione precedente, subentrando nei rapporti giuridici attivi e passivi, così come in quelli processuali, della vecchia Equitalia. L’Agenzia delle Entrate – Riscossione, inoltre, avrà l’accesso alle banche dati già disponibili per l’Agenzia, tra cui l’anagrafe del rapporti bancari, cosa che Equitalia non poteva fare. Significa che ora è possibile per il nuovo ente di riscossione consultare la consistenza effettiva di un conto corrente, la giacenza media di un rapporto finanziario, i codici identificativi del tipo di operazioni che sono state effettuate su un conto. E questo si traduce nel puntare sui pignoramenti sul conto per migliorare il tasso di efficacia.

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate – Riscossione può consultare tutte le informazioni che riguardano i rapporti di lavoro presenti nelle banche dati dell’Inps: sarà possibile, in questo modo, mettere in moto delle normative sul pignoramento di stipendi o di altre indennità.

La rottamazione delle cartelle

Con la scomparsa di Equitalia e l’arrivo dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione, ci sarà la rottamazione delle cartelle inevase grazie ad una particolare sanatoria su more e sanzioni che beneficia i cittadini, in quanto sarà possibile pagare quanto dovuto senza interessi.

Naturalmente c’è il «trucco»: chi aderisce alla sanatoria ammette implicitamente il debito e non potrà beneficiare di alcuna prescrizione.

Cosa succede con le cartelle pendenti

Chi ha una cartella o un debito pendente (incluse le tasse erariali e locali come Tasi, Tari, Imu o bollo auto) non pensi di vedere scomparire il proprio dovere di pagamento con dopo l’addio a Equitalia: cartelle e debiti sono stati trasferiti all’Agenzia delle Entrate – Riscossione. Ci sarà, dunque, una continuità del credito da parte dell’ente di Riscossione, anche se ha cambiato nome, statuto e modalità di incasso delle imposte. In altre parole, il contribuente non cancella il debito ma dovrà pagarlo al nuovo ente anziché a Equitalia.

In conclusione: cosa cambia?

In virtù di quanto abbiamo appena visto, dire che per i contribuenti debitori non cambia nulla con l’addio a Equitalia e l’arrivo dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione è riduttivo. E’ vero che chi ha una cartella o un debito pendente con il Fisco deve pagare come se sulla carta intestata di chi ci invia il conto non fosse cambiata la ragione sociale. Ma è pur vero che il contribuente troverà più facilmente il naso e l’occhio attento dell’ente di riscossione tra le sue cose.

La nuova Agenzia, infatti, ha più poteri di controllo e di indagine, entrando in archivi che contengono banche dati sensibili dei cittadini, tra cui quelli relativi al loro reddito. Il tutto senza che sia stata approvata alcuna normativa specifica sulla privacy che metta dei «paletti» oltre i quali nemmeno l’Agenzia delle Entrate – Riscossione dovrebbe permettersi di andare.

Lo statuto dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione

Uno statuto, dicevamo, per l’Agenzia delle Entrate – Riscossione che sostituisce Equitalia, scomparsa il 1 luglio. 19 articoli in cui vengono definite le «regole del gioco», e cioè che il nuovo ente ha funzioni relative alla riscossione nazionale, che svolge questa attività mediante ruolo e che i suoi organi sono il presidente, il comitato di gestione e il collegio dei revisori.

I poteri del presidente sono:

  • rappresentare e dirigere l’ente, con poteri di gestione e di esecuzione delle delibere del Comitato di gestione;
  • dirigere le strutture organizzative dell’Agenzia e le sue attività;
  • disporre gli impegni di spesa;
  • provvedere, previa delibera del Comitato, alle nomine dei dirigenti e all’assunzione o al licenziamento di dipendenti e dirigenti dell’Agenzia.

Il Comitato di gestione resta in carica 3 anni ed i suoi membri (direttore e altri due dirigenti dell’Agenzia) non percepiscono alcun compenso per la loro attività all’interno del Comitato.

Che succederà con i dipendenti di Equitalia dal 1 luglio? L’articolo 10 dello statuto sancisce che l’Agenzia delle Entrate – Riscossione subentra nei rapporti di lavoro dei dipendenti di Equitalia Spa e di Equitalia servizi di Riscossione Spa. Il personale, dunque, viene trasferito all’Agenzia senza di continuità e mantiene la posizione giuridica, economica e previdenziale alla data del trasferimento. Il rapporto di lavoro è disciplinato dalle norme che regolano il rapporto di lavoro privato e dai contratti ed accordi collettivi in vigore applicati ai dipendenti.

Tuttavia, su quest’ultimo aspetto, e non solo, c’è ancora molto da decidere. A fine luglio (il 27) il Consiglio di Stato si deve pronunciare sul ricorso al Tar presentato dai sindacati Dirpubblica e Applet, che contestano la nomina di Ernesto Maria Ruffini a massimo responsabile dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione, dopo aver diretto la defunta Equitalia, ma anche il trasferimento nel nuovo ente di riscossione del personale assunto da quello vecchio in regime di diritto privato e, quindi, senza alcun concorso pubblico, il che violerebbe l’articolo 97 della Costituzione.

Insomma, un passaggio di consegne con dei retroscena alquanto complicati ma che potrete capire meglio leggendo l’editoriale di Angelo Greco: un’analisi dettagliata e puntuale che svela la verità sul nuovo soggetto di riscossione.

note

[1] Decreto fiscale 193/2016 convertito nella legge 225/2016.


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