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Lo sai che? Dove studiare giurisprudenza?

Lo sai che? Pubblicato il 11 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 agosto 2017

La laurea in giurisprudenza resta tra le più gettonate per gli sbocchi lavorativi anche nelle Pubbliche Amministrazioni. Ma dove studiare legge?

Fino a un passato non molto lontano il sogno di ogni genitore era avere un figlio medico o avvocato. La laurea in giurisprudenza, per quanto oggi possa aver perso consensi, resta una delle più gettonate, con un percorso di studi particolarmente impegnativo che richiede una passione innata per il diritto e tanta costanza. D’altra parte, gli sbocchi lavorativi per i dottori in legge sono significativi: non solo le tre strade classiche – avvocatura, magistratura e notariato. I laureati in giurisprudenza non troveranno difficoltà ad inserirsi nella Pubblica Amministrazione, in banche e assicurazioni, nelle società di consulenza, fino ad arrivare all’insegnamento e alla carriera diplomatica.

Studiare, però, comporta un investimento importante: e, allora, meglio capire come spendere al meglio i nostri soldi, anche scegliendo l’ateneo giusto. Proprio così, il Censis (Centro Studi Investimenti Sociali, un istituto di ricerca socio-economica) parla chiaro: non tutte le università sono uguali. Vediamo, allora, dove studiare giurisprudenza.

Il Censis parla chiaro: non tutte le università sono uguali

Giurisprudenza: dove studiarla?

Gli atenei validi in Italia sono molti e non solo al Nord come molti pensano: tra le migliori facoltà di legge, infatti, c’è quella dell’Università “Gabriele D’Annunzio” di Chieti-Pescara, affiancata, secondo una ricerca condotta da La Repubblica, dall’Università degli Studi di Torino che si distingue per la percentuale di laureati in corso: entrambe spiccano per le progressioni di carriera (laurea in corso, appunto) e nei rapporti internazionali, con l’attivazione di percorsi Erasmus e altri progetti di mobilità internazionale . A Torino, in particolare, la maggior parte dei neolaureati trova lavoro nel settore privato, con un picco di occupazione del 90,7% e con stipendi maggiori per le donne. Dettaglio non da poco.

Valide in tal senso anche l’Università degli Studi di Genova, l’Università degli Studi di Padova e l’Università di Trento: gli studenti di quest’ultima ci parlano di una facoltà piccola, specializzata in diritto comparato, ma con una biblioteca sempre aperta e molto fornita e di un rapporto umano tra allievi e tra allievi e docenti intenso.

Per coloro che sono interessati a uno studio del diritto di respiro più internazionale, l’Università di Macerata dà ottime garanzie: si distingue per la qualità dell’insegnamento e per l’alto livello della ricerca scientifica. Il nuovo Dipartimento di Giurisprudenza offre un percorso formativo di elevata qualità: a un anno dal conseguimento della laurea, il tasso di occupazione è pari al 57,9% per la laurea magistrale. La maggior parte dei neolaureati trova lavoro nel settore privato.

Una delle antiche Università europee, dopo quella di Bologna e di Parigi, è l’Università di Modena e Reggio Emilia che registra un tasso di occupazione a un anno dal conseguimento della laurea pari al 62,5% per la laurea magistrale. La maggior parte dei neolaureati trova lavoro nel settore pubblico. Stesso discorso per le università della Capitale, Roma Tre e Tor Vergata.

Chi mira alla carriera diplomatica faccia le valigie per Bologna, collocata ai primi posti per il numero dei corsi nell’ambito delle relazioni estere. Gli esami più temuti? Procedura civile e diritto commerciale.

Più a sud troviamo l’Università del Salento, con sede a Lecce, apprezzata per la mobilità studentesca e la sua interdisciplinarietà: sono molti, infatti, i corsi che alternano al diritto classico quello di stampo più economico. Molti anche i percorsi post laurea che propongono corsi di perfezionamento e diversi  master orientati verso la gestione delle risorse ambientali o la progettazione comunitaria.

Sempre restando in campo economico non si può non citare la “Bocconi di Milano (privata), di respiro internazionale. La preparazione che garantisce è di tipo economico-manageriale con molti corsi in lingua inglese.


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2 Commenti

  1. Il mercato è talmente saturo di laureati in giurisprudenza che per iscriversi nel 2017 a questa facoltà bisogna proprio essere dei cretini patentati

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