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Lo sai che? Amministratore: può verificare i lavori nelle proprietà private?

Lo sai che? Pubblicato il 15 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 luglio 2017

L’amministratore può accedere alle proprietà private per verificare i lavori in corso? Il proprietario deve presentare al condominio copia del rilascio del permesso del Comune?

La riforma delle norme del codice civile dedicate alla disciplina del condominio negli edifici ha visto la modifica dell’articolo 1122 il quale testualmente recita: «Nell’unità immobiliare di sua proprietà ovvero nelle parti normalmente destinate all’uso comune, che siano state attribuite in proprietà esclusiva o destinate all’uso individuale, il condomino non può eseguire opere che rechino danno alle parti comuni ovvero determinino pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell’edificio. In ogni caso è data preventiva notizia all’amministratore che ne riferisce all’assemblea».

I due commi della norma sopracitata vanno letti nel loro complesso poiché delineano un insieme di obblighi rispettivamente a carico del singolo condomino e dell’amministratore. Se da un lato, infatti, ciascun proprietario è libero di conformare la sua proprietà esclusiva al fine di migliorarne la fruibilità o di personalizzarla dal punto di vista estetico e funzionale, dall’altro ciò non può avvenire in pregiudizio delle parti comuni e del loro utilizzo né può arrecare danni alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell’intero edificio, intendendosi con quest’ultima espressione l’insieme delle linee e delle strutture ornamentali che costituiscono la nota dominante del fabbricato, imprimendo allo stesso una sua armoniosa fisionomia.

Per questo motivo è dovere dell’amministratore verificare che i lavori condotti anche all’interno delle singole unità abitative non arrechino danni alle parti comuni né che possano arrecare pregiudizio alla stabilità e alla sicurezza dell’intero edificio nonché al suo decoro architettonico. Non è, invece, predeterminabile il metodo che l’amministratore può utilizzare per eseguire tale accertamento: esso, infatti, sarà rimesso alla sua discrezione e alle sue competenze specifiche, non potendosi tuttavia escludere, in linea di massima, l’accesso direttamente sul luogo dei lavori.

La legge, peraltro, utilizza una determinazione generica per quanto riguarda il preventivo avviso all’amministratore dell’inizio dei lavori. Pertanto, in mancanza di una specifica previsione all’interno del regolamento condominiale, è ipotizzabile che a carico del singolo condomino che inizia dei lavori vi sia solo un obbligo di semplice comunicazione all’amministratore dell’avvio degli stessi, rimanendo invece confinato al rapporto tra il proprietario e il Comune di appartenenza la richiesta e l’esibizione di eventuali permessi edilizi necessari all’esecuzione dei lavori.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Enrico Braiato


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