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Lo sai che? Per trasferire un’arma bisogna fare denuncia?

Lo sai che? Pubblicato il 9 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 luglio 2017

Lo spostamento di un’arma da un luogo all’altro va denunciato ai carabinieri? Ecco cosa dice la legge.

Se possediamo un’arma per esercitare la caccia, un’attività sportiva o per qualunque altra ragione, dobbiamo ovviamente farne denuncia all’autorità di Pubblica sicurezza. In questo modo ogni arma viene sempre ricollegata alla persona che la detiene: la normativa, quindi, ha l’obiettivo primario di tutelare la sicurezza pubblica. Può però accadere di dover spostare l’arma da un posto all’altro (magari per esigenze temporanee). Che succede in questi casi? Per trasferire un’arma bisogna fare denuncia? La risposta arriva dalla Cassazione, che con una sentenza di poche ore fa si è pronunciata sulla questione.

Se trasferisco l’arma in un altra casa devo denunciare?

Un cacciatore trasferisce la sua carabina da un immobile all’altro, all’interno dello stesso comune: viene sottoposto a procedimento penale perché non denuncia lo spostamento dell’arma. La Cassazione ha escluso il reato ma solo perché, nel caso concreto, è stata ravvisata la particolare tenuità del fatto [1]. Ma andiamo con ordine.

La legge (Testo unico di pubblica sicurezza) afferma che chi detiene armi da fuoco, munizioni o «materie esplodenti di qualsiasi genere», deve fare denuncia all’autorità di pubblica sicurezza entro 72 da quando ne acquista la disponibilità. Se scorriamo il testo normativo, inoltre, ci accorgiamo che «la denuncia di detenzione di cui al primo comma deve essere ripresentata ogni qual volta il possessore trasferisca l’arma in un luogo diverso da quello indicato nella precedente denuncia» [2]. Quindi se ci trasferiamo, anche per pochi mesi, abbiamo comunque l’obbligo di denunciare ai carabinieri la nuova destinazione dell’arma.

Bisogna denunciare anche se l’arma viene spostata nello stesso comune?

Ora, la norma citata è stata modificata nel 2010 [3]. Nella vecchia formulazione l’obbligo di denuncia veniva previsto in caso di spostamento dell’arma «da una località all’altra dello Stato». Con la riforma, come visto, si parla invece di «trasferimento in un luogo diverso». Il nuovo testo della legge, quindi, autorizza a sostenere che la denuncia va fatta anche se l’arma è spostata nello stesso comune, o comunque nella stessa circoscrizione territoriale di competenza dell’ufficio a cui abbiamo presentato la prima denuncia (la Cassazione, peraltro, era pacifica sul punto già prima della riforma).

Lo scopo della normativa, infatti, è quello di consentire alle autorità di Pubblica sicurezza di collegare immediatamente le armi ai loro proprietari e di sapere il luogo in cui esse si trovano. In questo modo viene agevolata l’attività di prevenzione dei reati: carabinieri e polizia potranno effettuare controlli in modo più rapido per evitare che con le armi si commettano illeciti di qualunque genere [4]. Se ci siamo trasferiti e non abbiamo denunciato lo spostamento, quindi, le forze dell’ordine non potranno sapere in quale luogo si trova l’arma: ciò diventa inevitabilmente pericoloso per la sicurezza collettiva.

Bisogna denunciare anche se l’arma è spostata temporaneamente?

La questione è stata espressamente affrontata dalla giurisprudenza, che ha evidenziato la differenza tra «trasferimento» e «spostamento temporaneo» [5]. Pensiamo ad un soggetto che pratichi attività sportiva e, prima di recarsi al poligono, si fermi per un giorno a casa di un suo conoscente. In questo caso il trasferimento non va denunciato (la stessa legge richiede la denuncia entro 72 ore da quando l’arma entra nella disponibilità del proprietario). Diverso è ovviamente il caso di chi si trasferisca con l’arma per un periodo più lungo. In questo caso sussiste l’obbligo di denunciare lo spostamento.

Se non denuncio lo spostamento commetto un reato?

Sempre secondo la legge, la mancata denuncia del trasferimento dell’arma è punita con l’arresto fino a due mesi e l’ammenda fino a 103 euro [6].

Detenere un’arma non denunciata è reato?

Il codice penale, inoltre, prevede espressamente il reato di «detenzione abusiva di armi» [7]. Viene disposto che chiunque detiene armi, caricatori o munizioni senza aver fatto la denuncia obbligatoria per legge è punito con l’arresto da tre a dodici mesi o con l’ammenda fino a 371 euro. Allo stesso modo, commette un reato chi sa che nella sua abitazione sono presenti armi o munizioni e non ne fa denuncia all’autorità di pubblica sicurezza (arresto fino a due mesi o ammenda fino a 258 euro). Il fatto che l’omessa denuncia sia punita a livello penale testimonia la sua importanza al fine di tutelare l’ordine pubblico e prevenire la commissione di reati.

La detenzione abusiva di armi è sempre punita?

Al reato in questione è applicabile la «causa di non punibilità» prevista dall’art. 131 bis del codice penale (particolare tenuità del fatto). In pratica, se il giudice ravvisa che le caratteristiche della vicenda concreta non evidenziano un fatto illecito particolarmente grave, può mandare assolto chi lo ha commesso. A questo proposito si pensi a chi possiede un numero esiguo di munizioni senza denunciarle o a chi non ha fatto denuncia per una mera disattenzione. Ciò è quanto ha stabilito la Suprema Corte nella sentenza citata a inizio articolo. Ovviamente queste regole non sono assolute: la soluzione dipende dalle singole peculiarità del caso concreto, che il giudice valuta in modo discrezionale.

Chi deve denunciare la detenzione dell’arma?

Il detentore, ossia è colui che ha una «relazione stabile» con l’arma stessa: in pratica il soggetto che ne può disporre in modo permanente.

Se l’arma non funziona va denunciata?

In caso di malfunzionamenti temporanei l’arma va denunciata. Al contrario, se la stessa è completamente inutilizzabile non c’è obbligo di denuncia.

note

[1] Cass. sent. n. 31683/2017 del 28/06/2017.

[2] Art. 38 R.D. n. 733/1931; art. 58 R.D. n. 635/1940.

[3] D.Lgs. n. 204/2010.

[4] Direttiva 2008/51/Ce.

[5] Consiglio di giustizia amministrativa per la regione siciliana, sent. n. 146/2016 del 26/05/2016.

[6] Art. 221 R.D. n. 773/1931.

[7] Art. 697 cod. pen.


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