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Il consenso infomato è obbligatorio anche in caso d’urgenza?

8 luglio 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 8 luglio 2017



L’urgenza prevale sul dovere di informazione del paziente alle conseguenze dell’intervento e al tipo di terapia.

Alla violazione del diritto primario del paziente a essere adeguatamente informato dal medico delle proprie condizioni fisiche e dei suoi probabili sviluppi, anche negativi, e quindi del suo diritto all’autodeterminazione in ordine alle scelte che attengono alla propria salute (cosiddetto obbligo di firma del consenso informato), non consegue automaticamente un danno risarcibile, essendo questo configurabile solo nei casi in cui sia stato leso il bene «salute», rispetto al quale l’obbligo di informazione è necessariamente strumentale, ai fini dell’adempimento del contratto di cura; sicché deve escludersi la sussistenza di un danno risarcibile qualora, nonostante la violazione di tale obbligo, si sia verificato comunque un miglioramento (anziché un peggioramento) delle condizioni di salute del paziente, ovvero se il peggioramento verificatosi non sia causalmente riconducibile al trattamento terapeutico (o all’omissione dello stesso) da parte del medico, come accade, ad esempio, in mancanza di percorsi terapeutici diversi rispetto all’intervento effettuato d’urgenza che abbia causato danni permanenti [1].

note

[1] Trib. Roma 10-5-2005, in Giur. merito, 2005, 2621.


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