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L’azienda può chiedere il certificato penale al dipendente?

2 luglio 2017


L’azienda può chiedere il certificato penale al dipendente?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 luglio 2017



Fedina penale coperta da privacy salvo vi sia una legge o un contratto collettivo che stabilisca diversamente.

Un’azienda può chiedere il certificato del casellario giudiziario ai propri dipendenti in modo da controllare che la loro fedina penale sia immacolata? Si tratta di un comportamento che viola la privacy dei lavoratori o di un legittimo uso dei dati personali finalizzato ad una maggiore sicurezza del luogo di lavoro e dei clienti? La questione è stata posta di recente al Garante della Privacy [1], il quale si è espresso nei seguenti termini.

Prima però di spiegare se e quando il datore di lavoro può richiedere il certificato penale ai dipendenti è bene fare una breve premessa in materia di trattamento dei dati personali. Come noto, alcuni dati personali possono essere trattati previa autorizzazione del titolare: è il caso, ad esempio, del nome e del cognome, dell’indirizzo di residenza, del luogo e della data di nascita, del numero di telefono, dell’email, ecc. Ci sono poi altri dati particolarmente sensibili che, invece, non possono essere raccolti se non previa informativa al Garante. È, ad esempio, il caso dei dati sanitari (si pensi a una clinica privata che raccoglie le schede dei propri pazienti). Nell’ambito del rapporto di lavoro, poi, oltre alle esigenze di privacy si inseriscono anche le limitazioni all’utilizzo improprio di informazioni relative ai dipendenti che potrebbero determinare il rischio di discriminazioni come, ad esempio, l’appartenenza a gruppi politici, sindacali o religiosi. Insomma, prima di raccogliere i dati dei propri dipendenti, il datore di lavoro “ci deve andare cauto”.

Tra i dati sensibili rientrano a pieno titolo quelli giudiziari. L’azienda dunque non può chiedere il certificato del casellario giudiziario al proprio dipendente per verificare la sua fedina penale. Lo può fare solo laddove ci sia una norma di legge o una previsione del contratto collettivo che glielo consente. È il caso, ad esempio, degli insegnanti negli asili nido per i quali c’è l’obbligo di consegnare il certificato penale per verificare che questi non si siano macchiati di reati contro i minori [2]; in tal caso, peraltro, l’obbligo di richiedere il certificato sorge solo quando si intenda stipulare un contratto di lavoro e non quando ci si avvalga di semplici forme di collaborazione. Infine la richiesta non va ripetuta alla scadenza della validità del certificato.

L’esempio dei rapporti di lavoro che implicano contatti con i minori è illuminante per rispondere quindi alla domanda se il datore di lavoro può chiedere il certificato penale al dipendente.

Il Garante ha chiarito che i datori di lavoro possono trattare dati giudiziari, se indispensabili per adempiere o esigere l’adempimento di specifici obblighi o eseguire specifici compiti previsti da leggi, dalla normativa europea, da regolamenti o da contratti collettivi, anche aziendali, e ai soli fini della gestione del rapporto di lavoro.

Pertanto, il datore di lavoro non può chiedere al dipendente la fedina penale da inserire nel fascicolo personale. A meno che non ci sia una legge o un contratto collettivo che stabilisca la necessità di raccogliere i dati giudiziari.

note

[1] Garante Privacy, provv. n. 267 del 15.06.2017.

[2] Il certificato penale richiesto dal datore di lavoro ai sensi dell’articolo 25 bis del DPR 313/2002 contiene le seguenti iscrizioni: 1) condanne per i reati previsti agli articoli 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quater.1, 600-quinquies e 609-undecies del codice penale; 2) sanzioni interdittive all’esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori, ovvero l’interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonche’ da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori e la misura sicurezza del divieto di svolgere lavori che prevedano un contatto abituale con minori.

Autore immagine: 123rf com


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