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Smartphone caduto in acqua: la garanzia copre il danno?

2 luglio 2017


Smartphone caduto in acqua: la garanzia copre il danno?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 luglio 2017



La garanzia copre il danno nel caso in cui, sul cellulare, finisca qualche spruzzo d’acqua? Come fare per farsi sostituire lo smartphone con uno nuovo? A chi rivolgersi?

Con l’arrivo della stagione estiva tutti gli smartphone sono esposti ai loro due più grossi nemici: il caldo e l’acqua. Perché, per quanto le case produttrici si sforzino di creare custodie protettive, buste isolanti e cover idrorepellenti, ad oggi il cellulare “subacqueo” non esiste. Anzi, a volte basta impugnare il dispositivo con le mani bagnate per consentire all’acqua – peggio se salata – di finire negli ingranaggi interni, filtrando magari dalla presa per la batteria, e in poco tempo corrodere gli elementi vitali del telefonino. Risultato: 400 euro e passa buttati in un solo colpo. Ma se lo smartphone caduto in acqua è ancora in garanzia c’è un modo per ottenere la sostituzione? Cosa si può sostenere davanti al venditore per essere in qualche modo risarciti? Cercheremo di fornire qualche utile spiegazione in questo articolo, sperando tuttavia che non dobbiate mai metterlo in pratica. Tuttavia, conoscere i seguenti rimedi potrà servirvi nell’eventualità in cui doveste un giorno trovarvi anche voi di fronte al problema di uno smartphone caduto in acqua. Procediamo dunque con ordine.

Come riparare lo smartphone caduto in acqua

Prima di spiegare come ottenere la sostituzione dello smartphone in garanzia caduto in acqua vogliamo darvi alcuni utili consigli per tentare di riparare, da voi, l’apparecchio ed evitare, magari, che il liquido filtri all’interno del cellulare compromettendolo definitivamente.

 

Spegnere lo smartphone

La prima cosa da fare se lo smartphone cade in acqua è agire tempestivamente e spegnerlo. Non premete alcun tasto se non quello di chiusura. Prima si interrompono i circuiti, meno probabile è che l’acqua si propaghi all’interno del dispositivo. Non fate l’errore di riaccenderlo immediatamente per testare se funziona: questo potrebbe peggiorare le cose, spostando il liquido all’interno dei circuiti. Non scuotete il cellulare perché questo potrebbe spargere l’acqua al suo interno, decretandone definitivamente la morte.

Togliere schede e batteria

Laddove il vostro smartphone bagnato sia dotato di schede interne e di batterie rimovibili (non così per l’iPhone) rimuovetele immediatamente. Da un lato eviterete che l’acqua corroda tali componenti, dall’altro consentirete all’aria di filtrare all’interno del dispositivo e di asciugarlo prima. Non fate però l’errore di smontare il cellulare: questo potrebbe invalidare la garanzia.

Non usate il phon o il microonde

Come temono l’acqua, gli smartphone temono anche il calore. Per cui, se lo smartphone in garanzia cade in acqua, non fate l’errore, nell’intento di asciugarlo, di esporlo al sole, di puntargli contro l’asciugacapelli o di metterlo nel forno a microonde. Potrebbero essere gli ultimi istanti di vita del vostro cellulare. Invece potete utilizzare l’aria condizionata dell’auto o un ventilatore. Piuttosto potete usare un panno e tamponare l’oggetto.

Aspirare l’acqua con un aspirapolvere

Se avete un’aspirapolvere con bocchette piccole potete tentare di aspirare l’acqua. Diversamente potete tentare con una cannuccia di quelle per le bevande. Provate a “succhiare” l’acqua dalla zona del caricabatterie, dell’auricolare, dal microfono e dalle varie porte. Mi raccomando: l’eventuale acqua che avrete aspirato con la bocca non va ingerita, altrimenti il problema potrebbe spostarsi dal vostro cellulare su di voi.

Immergete lo smartphone in un recipiente di riso

Il riso è un ottimo elemento per assorbire l’umidità. Prendete quindi un recipiente e riempitelo di riso, quello da cucina che usate comunemente per fare il risotto. Poi immergetevi dentro il cellulare e aspettate almeno tre giorni.

Al posto del riso, è possibile utilizzare bustine in gel di silice (i piccoli pacchettini che si trovano, ad esempio, nelle scatole delle scarpe o nelle borse).

Come ottenere la sostituzione dello smartphone caduto in acqua

Veniamo ora all’aspetto legale: la validità della garanzia per lo smartphone caduto in acqua. In tutte le condizioni generali di contratto si stabilisce che i difetti di funzionamento generati da un non corretto uso del dispositivo da parte dell’acquirente sono a carico di quest’ultimo e la garanzia non opera. Purtroppo le case produttrici si sono fatte furbe e hanno inserito, all’interno dei cellulari, un «indicatore di contatto con il liquido» (cosiddetto LDI, ossia Liquid Damage Indicator): si tratta di un adesivo bianco che, non appena filtra acqua all’interno del dispositivo, diventa rosso. Si tratta di una semplice cartina tornasole in grado di svelare le bugie degli acquirenti distratti. Così, chi va dal rivenditore a sostenere che il cellulare è “impazzito” e non funziona più, mentre invece l’LDI rivela la presenza di acqua, non potrà essere coperto dalla garanzia.

Diverso però sarebbe il discorso se l’LDI dovesse risultare ancora bianco. In tal caso, l’acqua filtrata nello smartphone è stata insufficiente a danneggiarlo e se il cellulare si è rotto è perché lo stesso non è stato costruito in modo conforme alle regole tecniche. Quindi si potrà ottenere la sostituzione in garanzia. Si pensi al caso di chi, mentre si fa la doccia, debba rispondere al telefono che squilla: una semplice mano bagnata non è sufficiente a rompere uno smartphone e se ciò invece succede è probabilmente perché era difettoso.

note

Autore immagine: 123rf com


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