Diritto e Fisco | Articoli

Che succede se ci si stanca del matrimonio?

2 luglio 2017


Che succede se ci si stanca del matrimonio?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 luglio 2017



Cosa si rischia se una persona se ne va di casa perché si è stancata del matrimonio e lascia il marito o la moglie sul più bello o lo tradisce perché non è più innamorato.

È legittimo stancarsi del matrimonio e, peraltro, non bisogna neanche dare il preavviso prima di formalizzare la propria intenzione di separarsi. La nostra legge consente infatti di dichiarare al proprio coniuge il venir meno dell’amore senza alcuna conseguenza legale. In altre parole, la moglie o il marito può dire all’altro «Mi sono stancato di te: non ti amo più» senza subire alcun tipo di sanzione. Ciò che però la legge non consente è di compiere atti contrari al matrimonio prima che la separazione sia stata ufficializzata o, comunque, la crisi sia ormai manifesta ad entrambi i coniugi. Così, tanto per fare qualche esempio, non è possibile, sul più bello, andarsene di casa lasciando il marito da solo o, peggio, tradirlo per poi giustificarsi che non si era più innamorati. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente ordinanza [1]. Ma procediamo con ordine e vediamo che succede se ci si stanca del matrimonio.

È legittimo stancarsi del matrimonio?

Se ti sei stancato del matrimonio o, più che dell’istituto in sé, di tuo marito o di tua moglie, non devi temere alcuna conseguenza legale se glielo fai presente e decidi di dirgli addio: la legge infatti consente di separarsi senza dover per forza giustificare le ragioni di tale scelta con una colpa dell’altro. Ben può venir meno l’affetto che inizialmente legava la coppia anche se i coniugi si sono comportati in modo onesto e amorevole. Peraltro, non si deve essere necessariamente d’accordo per procedere con la separazione e il divorzio: tali procedure sono infatti attivabili anche su richiesta di uno solo dei due sposi con il dissenso dell’altro. Ma allora cos’è che la legge vieta? Se ci si stanca del matrimonio è necessario farlo presente e/o procedere con le “carte della separazione”. Fin quando ciò non avviene, ogni comportamento che lede gli obblighi del matrimonio può essere invece causa di «addebito» ossia di condanna. E l’addebito impedisce di poter richiedere l’assegno di mantenimento o rivendicare i diritti ereditari qualora il coniuge deceda prima del divorzio. Qualche esempio farà al caso nostro.

Si può lasciare la casa e il coniuge senza il suo consenso

Se il coniuge se ne va via perché si stancato del matrimonio

Immaginiamo che una moglie, sul più bello, lasci la casa e il proprio uomo per andare a vivere dall’amante. Il marito avvia subito la separazione e chiede al giudice di dichiarare l’addebito a carico della donna. Quest’ultima però si difende sostenendo di aver ormai perso ogni legame affettivo verso il coniuge e che, non essendo più innamorata, non era obbligata a dover continuare una convivenza di pura facciata. L’uomo invece sostiene che di tale disaffezione non era mai stato messo al corrente e che, anzi, si è visto piombare tale scelta dall’oggi al domani, senza neanche la possibilità di dimostrare alla moglie il proprio amore. Chi dei due ha ragione?

La soluzione è abbastanza semplice: se non ci sono prove concrete di una crisi già irreversibile, che ha portato i coniugi ad allontanarsi di fatto e a perdere quella comunione materiale e morale che prima li univa, nessuno dei due coniugi può allontanarsi dalla casa o tradire l’altro. Il tradimento e l’abbandono del tetto domestico sono infatti atti che violano i doveri del matrimonio e possono essere giustificati solo laddove vi sia la prova di una crisi già in atto o di una separazione in corso. In buona sostanza l’infedeltà non è causa di addebito se si dimostra che la coppia non aveva ormai più rapporto e, nei fatti, viveva come se fosse già separata.

Il semplice fatto di stancarsi del matrimonio non giustifica l’amante e l’abbandono della casa.

La violazione dei doveri matrimonio deve avere una causa pregressa

Quando è vietato allontanarsi dalla casa?

«L’allontanamento dalla casa familiare, ove attuato senza il consenso dell’altro coniuge, a meno che sia avvenuto per giusta causa [ad esempio, per condotte violente]», spiegano i giudici supremi, «costituisce violazione di un obbligo matrimoniale che dà luogo necessariamente a cessazione della convivenza ed è conseguentemente causa di addebito della separazione». Senza una prova concreta, reale e soprattutto valida, della causa che costringerebbe una moglie ad abbandonare il tetto coniugale per allontanarsi dalla vita matrimoniale, non può essere evitato l’addebito della separazione. Per essere giustificata, l’infedeltà coniugale richiede la prova (anche con indizi) che essa è stata la conseguenza e non già la causa di una convivenza già divenuta intollerabile.

Esempi per capire che fare se ci si stanca del matrimonio

Vediamo ora qualche esempio per chiarire cosa fare se ci si stanca del matrimonio Ciò ci servirà a capire cosa si può fare e cosa no. È lecito:

  • dire al coniuge di volersi separare perché non lo si ama più, anche se questi si è sempre comportato per bene. Chi prende questa scelta non subisce alcuna conseguenza. Il coniuge che si vuole separare, può allontanarsi dalla casa ma solo dopo aver comunicato (meglio se per iscritto) tale intenzione all’altro. È tuttavia meglio avviare prima le carte della separazione;
  • tradire il coniuge perché i rapporti fisici e affettivi tra i due sono ormai cessati da diverso tempo, per litigi o altre incompatibilità che hanno reso intollerabile la convivenza. Di tali cause però bisognerà dare prova in tribunale qualora sorgano contestazioni in merito alla violazione del dovere di fedeltà;
  • andare via di casa se il coniuge usa condotte violente o gravemente lesive dell’altrui dignità.

Non è invece lecito:

  • andare via di casa senza dire nulla;
  • tradire il coniuge pur continuando a mantenere con questi una relazione ordinaria e pacifica.

note

[1] Cass. ord. n. 15079/2017 del 19.06.2017.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI