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Lo sai che? Chi deve pagare l’Imu?

Lo sai che? Pubblicato il 6 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 luglio 2017

Una breve guida per individuare chi sia obbligato per legge a versare l’Imu.

 

Chi deve pagare l’Imu? In linea generale sono obbligati a versare l’Imu (imposta municipale unica) tutti i proprietari di immobili ubicati sul territorio italiano ed anche tutti coloro i quali risultino essere titolari di diritti reali di godimento su beni immobili, cioè l’usufruttuario, il titolare del diritto di abitazione (come è il coniuge superstite relativamente all’abitazione in cui si svolgeva la vita familiare) e i titolari del diritto d’uso, di enfiteusi e di superficie.

Chi deve dunque pagare l’Imu? Individuati i soggetti obbligati per legge al pagamento dell’Imu, occorre subito precisare che:

  • l’immobile che funge da abitazione principale con le relative pertinenze (ad esempio solai, box, cantina) sono esenti a meno che non rientrino nelle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli);
  • per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, ne quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente;
  • nel caso di coniugi con residenze diverse nello stesso comune, l’esenzione spetta per una sola delle due abitazioni, mentre nel caso di residenze in due comuni distinti entrambi i coniugi potranno usufruire della esenzione per l’abitazione principale;
  • l’esenzione si estende alle pertinenze dell’abitazione principale con il limite di una pertinenza per ogni categoria nella quale le pertinenze sono classificate in catasto; così, ad esempio, si potrà non pagare l’Imu per una pertinenza classificata C2 (cantina o soffitta a meno che non vi sia già un vano dell’abitazione principale classificato in questo modo), per una pertinenza classificata C6 (box oppure posto auto) e per una pertinenza classificata C7 (tettoia): ogni altra pertinenza pagherà l’aliquota ordinaria;
  • la legge equipara all’abitazione principale e, quindi, esenta dal pagamento dell’Imu anche: 1) un immobile ad uso abitativo posseduto in Italia da cittadini italiani non residenti ed iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, se sono già pensionati nei paesi ove risiedono e se il possesso è a titolo di proprietà o usufrutto e l’immobile non sia locato o ceduto in comodato; 2) la casa coniugale assegnata al coniuge separato o divorziato con il provvedimento che sancisce la separazione legale o l’annullamento o lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio a condizione che egli vi dimori abitualmente e vi abbia la residenza anagrafica; 3) gli immobili di proprietà delle cooperative a proprietà indivisa e che siano adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari o abitate da studenti che siano soci assegnatari anche se non vi risiedono; 4) gli immobili destinati ad alloggi sociali in base al decreto ministeriale del 22.4.2008; 5) una unità immobiliare e relative pertinenze (se non concesse in affitto) possedute dal personale in servizio permanente delle forze armate, della polizia, del personale dei vigili del fuoco e del personale della carriera prefettizia (indipendentemente dalla dimora e dalla residenza); 6) i comuni possono anche considerare abitazione principale ed esentare dal pagamento dell’Imu (indicandolo nel regolamento locale) l’abitazione, non locata, posseduta a titolo di proprietà o usufrutto da anziani o disabili che permanentemente siano ricoverati e trasferiscano la loro residenza in case di cura o istituti sanitari.

Per continuare a rispondere al quesito su chi deve pagare l’Imu, occorre aggiungere che vi sono tenuti (escluse le esenzioni appena menzionate):

  • come già detto, tutti i proprietari di immobili ubicati sul territorio italiano ed anche tutti coloro i quali risultino essere titolari di diritti reali di godimento su beni immobili, cioè l’usufruttuario, il titolare del diritto di abitazione e i titolari del diritto d’uso, di enfiteusi e di superficie;
  • nel caso di più comproprietari – o più contitolari di diritti reali di godimento – ciascuno è obbligato in proporzione alla propria quota effettuando distinti versamenti;
  • nel caso di separazione giudiziale, è tenuto al pagamento solo l’ex coniuge assegnatario dell’immobile anche se non proprietario (l’ex coniuge non assegnatario, invece, non ha alcun obbligo di pagare l’Imu anche se fosse proprietario);
  • nel caso di immobile compreso in una procedura fallimentare, il soggetto passivo di imposta è il soggetto dichiarato fallito anche se tocca al curatore l’obbligo di eseguire i versamenti.

Infine, per completare la risposta alla domanda su chi deve pagare l’Imu, va detto che l’imposta è dovuta su:

  • fabbricati, compresi quelli rurali (cioè su unità immobiliari iscritte o che devono iscriversi in catasto; per i fabbricati in costruzione l’Imu si applica sull’area fabbricabile su cui la costruzione o la ricostruzione sta avvenendo);
  • aree fabbricabili (quelle così classificate nel piano regolatore comunale anche se non approvato dalla regione o se non siano stati ancora approvati i piani particolareggiati necessari per utilizzare concretamente il suolo per scopi edilizi);
  • terreni agricoli (sono esenti solo quelli ubicati in comuni montani o collinari elencati in circolare ministeriale [1], oppure quelli agricoli ubicati in altri comuni se possiedono almeno una delle seguenti caratteristiche: 1) ovunque si trovino se siano condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionisti iscritti alla previdenza agricola; 2) siano ubicati nei comuni delle isole minori [2] indipendentemente da chi li possieda o conduca; 3) siano ad immutabile destinazione agro – silvo – pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile, ovunque si trovino ed indipendentemente dal possesso);
  • terreni incolti.

note

[1] Circolare ministeriale n. 9 del 14 giugno 1993.

[2] All. A della l. n. 448 del 28 dicembre 2001.


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