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Cos’è la recidiva sul lavoro?

2 luglio 2017


Cos’è la recidiva sul lavoro?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 luglio 2017



Contestazioni disciplinari: come il lavoratore dipendente si difende dal procedimento e cosa succede se commette più volte la medesima violazione.

 

Nel momento in cui un dipendente commette una infrazione del codice disciplinare o delle norme del contratto collettivo o, addirittura, della stessa legge, è passibile di un procedimento disciplinare. La recidiva sul lavoro si verifica proprio quando lo stesso comportamento viene ripetuto più volte. Ma procediamo con ordine e vediamo meglio qual è la procedura di contestazione nei confronti del dipendente e come ci si può difendere.

Quali sono le sanzioni contro il dipendente?

Prima di spiegare meglio cos’è la recidiva sul lavoro dobbiamo spiegare quali sono le sanzioni che si possono infliggere a un dipendente. Le sanzioni possono essere di quattro tipi:

  • il rimprovero verbale;
  • la multa di importo pari a non più di quattro ore;
  • la sospensione dal soldo e dal servizio per non più di 10 giorni: in pratica il dipendente non deve andare a lavorare ma non ottiene neanche la retribuzione;
  • il licenziamento disciplinare: è l’ultima spiaggia da percorrere, quando ormai il rapporto di fiducia è irrimediabilmente compromesso e non è più possibile proseguire nel rapporto. A seconda che il licenziamento venga intimato con o senza preavviso (a seconda cioè della gravità della condotta), si parlerà di licenziamento «per giustificato motivo soggettivo» e di licenziamento «per giusta causa».

Sono vietate altre sanzioni che comportino mutamenti definitivi del rapporto di lavoro.

Dunque, il datore di lavoro non può applicare al proprio dipendente sanzioni come il blocco definitivo dell’avanzamento di carriera o il declassamento a mansioni inferiori. Né può spogliarlo delle proprie mansioni per umiliarlo e condannarlo a una forzata inattività nella speranza che sia quest’ultimo a dimettersi. Non è neanche consentito il trasferimento se non per incompatibilità ambientale.

Trascorsi due anni dall’eventuale sanzione nei confronti del lavoratore non se può più tenere conto, neppure se esiste la recidiva.

 

Cos’è la recidiva sul lavoro?

In generale, quando la legge usa l’espressione «recidiva» intende un comportamento – generalmente illecito – che viene ripetuto più volte nell’arco di un tempo determinato. Lo stesso vale nell’ambito del diritto del lavoro: vi è recidiva quando un lavoratore ripete la stessa infrazione nel corso di due anni. In presenza di recidiva, la pena inflitta al dipendente (una di quelle che abbiamo visto al paragrafo precedente) aumenta in quanto la colpa è maggiore e più grave visto che il dipendente è “solito” comportarsi in un determinato modo. Insomma, viene meno la possibilità di parlare di un “episodio sporadico” ma subentra la personalità del colpevole a renderlo meno affidabile. È, del resto, nelle massime di saggezza popolare che «sbagliare è umano, perseverare è diabolico».

Lo Statuto dei lavoratori stabilisce che non si può contestare al lavoratore la recidiva se la sanzione anteriore risale a più di due anni fa.

La recidiva, di solito, scatta solo per comportamenti dello stesso genere (ad esempio: più furti, più assenze ingiustificate, più atti di ribellione, più falsi certificati medici). Non si ha recidiva, invece, se le condotte contestate al lavoratore sono di natura diversa.

Come si difende il lavoratore dalla sanzione disciplinare?

Lo Statuto dei lavoratori stabilisce l’obbligo, per il datore che intende avviare un procedimento disciplinare nei confronti del dipendente, di contestargli il comportamento illecito con una lettera. La preventiva comunicazione non è necessaria solo se la sanzione disciplinare consiste nel rimprovero verbale.

La contestazione deve essere specifica e non generica: deve cioè indicare con precisione il comportamento contestato, il luogo e il tempo in cui sarebbe avvenuto. Ciò al fine di dare al lavoratore la possibilità di difendersi e presentare elementi a propria discolpa, con cognizione di causa.

La contestazione deve essere poi tempestiva: deve cioè arrivare in un arco di tempo adeguato da non far ritenere che sia intervenuto il perdono. Nello stesso tempo la tempestività serve anche al dipendente incolpato di trovare le prove a proprio favore prima che queste si siano disperse. Il concetto di «tempestività» deve però tenere conto di una serie di variabili come: 1) il tempo necessario all’azienda a scoprire il comportamento illecito; 2) gli accertamenti per la raccolta delle prove a carico del dipendente; 3) la decisione che, in una struttura complessa, può richiedere maggiore complessità. Sul punto puoi trovare maggiori approfondimenti in Licenziamento: entro quando va notificato.

La specificità e la tempestività della contestazione sono stabilite a garanzia del lavoratore; perciò, il fatto che non siano specificate porta alla nullità della sanzione disciplinare che fosse successivamente espressa. La contestazione preventiva è infatti stabilita a tutela del diritto di difesa del lavoratore, che ha il diritto di “essere sentito” e di fornire giustificazioni anche scritte.

Lo Statuto dei lavoratori stabilisce che, in ogni caso, non può essere disposta l’applicazione di una sanzione disciplinare prima che siano decorsi 5 giorni dalla contestazione. Nell’arco di questi 5 giorni il lavoratore può rispondere per iscritto e, in tale risposta, può chiedere di essere ascoltato oralmente. Il datore di lavoro che non intende accogliere le difese scritte, è comunque tenuto a convocare il dipendente qualora lo abbia richiesto. Per cui il provvedimento sanzionatorio emesso prima dei 5 giorni è illegittimo.

Il lavoratore non è obbligato a rispondere alla contestazione e può, comunque, discolparsi verbalmente. Se decide di controbattere alla contestazione disciplinare, il lavoratore ha anche la facoltà di farsi assistere da un rappresentante della organizzazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato. Secondo la giurisprudenza, non è consentita la presenza dell’avvocato, ma solo del sindacalista.

note

Autore immagine:123rf com


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