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Trasportare un’arma da una casa a un’altra: che rischio?

2 luglio 2017


Trasportare un’arma da una casa a un’altra: che rischio?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 luglio 2017



Chi non ha il porto d’armi ma solo la licenza per la detenzione di sciabole, spade, carabine e altre armi non può spostarle da un luogo a un altro, ma non rischia sanzioni penali.

Sono numerosi gli italiani in possesso di armi. Si tratta, per lo più, di armi da collezione, da esposizione o vecchi cimeli di famiglia. Ora sta prendendo piede anche la moda di possedere katane da samurai. Ma per tutte queste ci vuole una licenza. Bisogna cioè denunciare il possesso dell’arma alla questura, la quale – dopo la dichiarazione dell’interessato – gli rilascia il certificato. Da quel momento l’arma non può più essere spostata senza una previa comunicazione alle autorità, autorità che peraltro o autorizzeranno l’interessato al trasporto da un posto a un altro o vi provvederanno esse stesse. Ma cosa si rischia nel trasportare un’arma da una casa a un’altra? La risposta è contenuta in una recente sentenza della Cassazione [1]. Ma procediamo con ordine.

Per spiegare quali rischi legali comporta trasportare un’arma da un luogo a un altro ricorriamo a un esempio. Immaginiamo una persona che abbia acquistato una lunga sciabola da collezione e, dopo averla “denunciata” alla questura, dichiarando in quale luogo essa viene custodita, la espone in bella vista nel salotto. Un giorno, però, decide di trasferirsi e, nel fare i bagagli, inevitabilmente è costretto a prendere anche l’arma per portarla al nuovo indirizzo. Mentre la ripone nel bagagliaio dell’auto, però, lo vedono due carabinieri che lo fermano e gli chiedono spiegazioni. A nulla valgono le giustificazioni dell’uomo e l’esibizione del certificato che attesta la denuncia di possesso dell’arma. Secondo le forze dell’ordine, per poter trasportare la spada da una casa a un’altra ci vuole un secondo foglio che autorizzi il «trasferimento». Chi ha ragione?

Per spostare un’arma bisogna chiedere un’autorizzazione?

Secondo la Cassazione, spostare un’arma da un posto a un altro senza preventiva comunicazione ai carabinieri configura sì un reato, ma questo non è punibile. La legge infatti stabilisce che:

  • chiunque detiene armi, munizioni o materie esplodenti di qualsiasi genere e in qualsiasi quantità deve farne immediata denuncia all’ufficio locale di pubblica sicurezza o, se questo manchi, al comando dei reali carabinieri [2];
  • in caso di trasferimento di armi da un posto a un altro del territorio dello Stato, il possessore deve denunciare ai carabinieri detto trasferimento; deve inoltre ripetere la denuncia di possesso delle armi nella località dove il materiale stesso è stato trasportato.

Tuttavia, si legge nella pronuncia in commento, l’atto di trasportare un’arma da un posto a un altro ­non riveste particolare disvalore o pericolosità sociale. Pertanto si tratta di un comportamento che può essere ritenuto “di tenue gravità” tanto da giustificare il perdono e l’archiviazione del procedimento. Insomma, sebbene la fedina penale resti “sporca”, non si applica alcuna pena. Questo perché il codice penale, di recente modificato, consente questo trattamento di favore (chiamato «particolare tenuità del fatto») per tutti i reati puniti con la sanzione pecuniaria e/o con quella detentiva fino a 5 anni di reclusione. E ciò proprio in ragione della minore gravità degli stessi.

I Supremi giudici hanno così precisato che il trasporto di armi (nella specie si trattava di due carabine regolarmente denunciate per uso caccia), da parte di un imputato incensurato, da un domicilio nell’ambito della stessa municipalità e la mancata denuncia di quattro proiettili ha un disvalore sociale davvero minimo, non è per nulla pericoloso e la situazione si è venuta a determinare per un’evidente disattenzione. Quindi non scatta alcuna pena.

note

[1] Cass. sent. n. 31683 del 28.06.2017.

[2] Art. 38 e 221 del regio decreto 773/1931

[3] Art. 58, co. 3, del regio decreto 635/40.

Autore immagine: 123rf com


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