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Si è sposata per interesse!: è diffamazione

5 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 luglio 2017



È responsabile del reato di diffamazione chi va a dire in giro che una donna si è sposata per interesse.

Buddha diceva che le parole hanno il potere di distruggere e di creare, e che solo le parole sincere e gentili possono cambiare il mondo. A volte, infatti, il peso delle cattiverie può gravare in maniera considerevole sia su chi ne è il soggetto, sia su chi le pronuncia. In questo articolo vedremo come la semplice frase: «quella donna si è sposata per interesse!» sia costata molto cara a chi l’ha pronunciata, comportandogli una condanna per diffamazione.

Il caso

Un uomo, comunicando con diversi parenti di una signora, aveva detto a tutti che la stessa si era sposata con il solo interesse di acquisire lo status di moglie e, successivamente, di vedova di un signore malato terminale. Per l’uomo, la signora aveva il solo scopo di mettere le mani sulla cospicua eredità del marito.

La questione è recentemente passata al vaglio della Corte di Cassazione [1], per la quale nella condotta dell’imputato troppo chiacchierone sono ravvisabili gli estremi del reato di diffamazione.

Dire: «si è sposata per interesse!» offende la reputazione di una donna

Accusare una donna di aver compiuto un passo così importante della sua vita per un mero tornaconto economico (acquistare l’eredità del marito) è offensivo della sua dignità personale, oltre che della sua reputazione e del suo amor proprio, soprattutto se una voce del genere si sparge tra i suoi parenti più prossimi e poi, a macchia d’olio, tra amici e conoscenti.

Il matrimonio, per la maggior parte dei cittadini italiani ha, infatti, una forte valenza religiosa, culturale, sociale e morale, e ogni offesa che sia incentrata su questo argomento può avere forti ricadute sulle vittime, specie se le chiacchiere si diffondono in una comunità che disapprova certi comportamenti (lo sposarsi senza amore, ma solo per arricchirsi).

Cosa rischia chi dice di una donna: «si è sposata per interesse!»?

Se le parole lesive dell’onore e della reputazione di una persona momentaneamente assente (e quindi, incapace di percepire l’offesa direttamente e di difendersi) sono comunicate a più persone (anche in momenti diversi), chi le ha pronunciate rischia, come già anticipato, una condanna penale per diffamazione [2]. Il reato in parola è punito più o meno aspramente, con la pena della reclusione fino a un anno, o della multa fino a milletrentadue euro, senza contare che può esserci anche la condanna al risarcimento del danno alla parte civile eventualmente costituitasi (quindi, un ulteriore esborso di denaro).

Insomma, meglio non dare sempre voce ai propri pensieri…distruttivi!

note

[1] Cass. sent. n. 31343/2017 del 23.06.2017.

[2] Art. 595 cod. pen.


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