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Tasse pagate in più rispetto al dovuto: come ottenere il rimborso

4 luglio 2017 | Autore:


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Errore del contribuente sulla dichiarazione dei redditi o dell’Agenzia delle Entrate: entro quando chiedere il rimborso, a chi e come presentare la domanda.

Già pagare le tasse non è proprio lo sport preferito dei contribuenti. Figuriamoci pagare al Fisco in più rispetto al dovuto: roba da perdere la testa. Anche se non è il caso di farsi il sangue amaro: è possibile ottenere un rimborso quando si è stati troppo generosi nel versare un’imposta, per un errore proprio nella compilazione della dichiarazione dei redditi o per uno sbaglio dell’Amministrazione Finanziaria.

Vediamo allora come ottenere il rimborso per le tasse pagate in più rispetto al dovuto, a chi inoltrare la richiesta ed i tempi di prescrizione, cioè il periodo oltre il quale lo Stato ringrazierà definitivamente per i soldi pagati in più.

Entro quando chiedere il rimborso per le tasse pagate in più

I tempi di prescrizione per chiedere di ottenere il rimborso in caso di tasse pagate in più rispetto al dovuto cambiano a seconda del tipo di imposta:

  • imposte locali (Imu, Tasi e Tari): 5 anni;
  • ritenute e versamenti di imposte dirette (Ifpef, Ires, ecc.): 4 anni;
  • imposte indirette (registro, successione, donazione, bollo, ecc.): 3 anni;
  • accise, Iva e tutti i casi in cui la legge disciplinante l’imposta non preveda un termine specifico: 2 anni.

Nel caso in cui sia stato versato un acconto superiore al totale dovuto, il termine per chiedere il rimborso di quanto pagato in eccesso decorre dalla data del versamento del saldo.

Il termine decorre dalla data del versamento dell’acconto se:

  • l’acconto non era dovuto;
  • l’acconto non era dovuto in quella misura quando è stato pagato;
  • non era applicabile la disposizione in base alla quale l’acconto è stato pagato.

Che succede, invece, se è stata pagata un’imposta senza usufruire dell’agevolazione fiscale di cui si aveva diritto? In questo caso, il termine di due anni decorre da quando si conclude il procedimento di verifica da parte dell’Amministrazione finanziaria. A meno che quell’agevolazione entri in vigore in un secondo momento ma con effetto retroattivo: a questo punto, il termine per di due anni decorre dalla data in cui entra in vigore la norma.

Ultimo caso sul termine per ottenere il rimborso in caso di tasse pagate in più rispetto al dovuto: quando una norma che riguarda le imposte viene dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale, cioè quando il contribuente ha pagato una tassa che non doveva pagare. Il termine per presentare ricorso e chiedere in dietro i soldi decorre dalla data della sentenza. Se, invece, l’illegittimità viene dichiarata dalla Corte di giustizia europea, il termine decorre dalla data in cui è sono state versate le tasse.

A chi chiedere il rimborso

Cambia anche l’interlocutore, cioè a chi presentare la domanda per ottenere il rimborso in caso di tasse pagate in più rispetto al dovuto:

  • imposte locali: l’Amministrazione a cui è stata pagata la tassa;
  • imposte dirette: all’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate al momento della dichiarazione dei redditi;
  • imposte indirette: all’ufficio in cui è stato registrato l’atto o la successione.

Come ottenere il rimborso per le tasse pagate in più

Per ottenere il rimborso in caso di tasse pagate in più rispetto al dovuto bisogna presentare un’istanza in cui si elencano le ragioni per cui si pensa di averne diritto, allegando una copia dei versamenti effettuati oppure delle certificazioni delle ritenute di troppo.

Presentata l’istanza, come al solito, possono succedere due cose: che venga accettata o che venga respinta.

Se la domanda viene respinta

Cominciamo dalla peggiore delle ipotesi, cioè che l’istanza per ottenere il rimborso in caso di tasse pagate in più rispetto al dovuto venga respinta.

In questo caso, è possibile presentare ricorso alla Commissione Tributaria entro 60 giorni dalla data in cui è stato comunicato il rifiuto della domanda. Se il rimborso richiesto non arriva a 20.000 euro, al ricorso va obbligatoriamente allegata la domanda di mediazione (altrimenti la pratica non proseguirà il suo iter). La Commissione non è tenuta a rispondere: dopo 90 giorni di silenzio, il ricorso si deve intendere non accolto, dopo di che si può bussare alla porta di un giudice tributario. Ma conviene aspettare seduti: questa ipotesi comporta un periodo di prescrizione di 10 anni.

Se la domanda viene accettata

Nel caso migliore, cioè quando viene accettata la domanda per ottenere il rimborso in caso di tasse pagate in più rispetto al dovuto, il contribuente ha diritto a riavere i soldi versati in eccesso. I soldi saranno restituiti sul conto corrente del cittadino, sempre che gli estremi per il bonifico siano stati indicati nella domanda di rimborso oppure sul canale Fisconline del sito dell’Agenzia delle Entrate.

In caso contrario, cioè se il Fisco non ha le coordinate bancarie del contribuente, come ottenere il rimborso?

  • se l’importo non supera i 999,99 euro l’Agenzia invita il contribuente a presentarsi in un qualsiasi ufficio postale;
  • se l’importo è compreso tra 1.000 e 51.645,69 euro, l’Agenzia chiederà al contribuente di comunicare i dati del conto tramite un modello da compilare e consegnare in Posta;
  • se l’importo è superiore oppure devono essere rimborsati i soli interessi, l’accredito viene effettuato solo su conto corrente bancario o postale.

Il rimborso d’ufficio delle tasse pagate in eccesso

Non è sempre il contribuente quello che deve farsi avanti per ottenere il rimborso in caso di tasse pagate in più rispetto al dovuto. In alcuni casi tocca all’Amministrazione finanziaria farsi avanti non appena si rende conto di aver incassato un importo maggiore a quello che il cittadino doveva versare.

È il caso dei crediti risultanti durante il controllo formale o la liquidazione della dichiarazione dei redditi oppure delle somme indebitamente riscosse a causa di errori materiali e duplicazioni imputabili all’Agenzia delle Entrate.

Attenzione: la richiesta di rimborso finora esaminata riguarda le ipotesi in cui le somme indebitamente versate non siano state riscosse mediante ruolo dall’Amministrazione finanziaria. Quando vi è stata già iscrizione a ruolo delle imposte, infatti, il contribuente può tutelarsi chiedendo sia l’annullamento del ruolo che la condanna dell’Amministrazione finanziaria al rimborso delle somme indebitamente riscosse. In questo caso al rimborso provvederà l’Agente della riscossione su incarico dell’ufficio dell’Agenzia delle entrate [1].

note

[1] Art. 26 D. Lgs. n. 112/1999.

Autore immagine: 123rf.com


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