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Lo sai che? Presidente del Consiglio Comunale: può fregarsene dei capi gruppo?

Lo sai che? Pubblicato il 5 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 luglio 2017

È corretto che il presidente del consiglio comunale nomini i componenti delle commissioni consiliari, discostandosi dalle designazioni ricevute dai capi gruppo, senza informarli e non motivando i criteri seguiti?

 

Il Presidente del Consiglio Comunale è una figura istituzionale di garanzia cui sono conferiti poteri di direzione e coordinamento che deve esercitare in maniera neutrale ed imparziale [1]. Presiede, infatti, il consiglio ed è investito del potere di convocazione, oltre che di direzione dei lavori e delle attività (decide, ad esempio, sugli interventi dei consiglieri, ammette le interpellanze, le interrogazioni e le mozioni dei singoli consiglieri, dirige la seduta del consiglio ecc.). Il Presidente del Consiglio Comunale ha inoltre il compito di fornire una adeguata e preventiva informazione ai gruppi consiliari ed ai singoli consiglieri sulle questioni sottoposte al consiglio. Il Presidente del Consiglio Comunale deve, infatti, tutelare i diritti e le prerogative dei consiglieri, garantendo l’esercizio effettivo delle loro funzioni e curando l’osservanza e la corretta interpretazione dello statuto e del regolamento comunale.

Occorre considerare le disposizioni contenute nello statuto e nel regolamento comunale a cui occorre sempre fare riferimento. Si può dunque osservare che il comportamento tenuto in specie dal Presidente del Consiglio Comunale possa configurare violazione delle regole previste dallo statuto e dal regolamento comunale nel momento in cui non sono stati rispettati i criteri e la procedura di nomina dei componenti delle commissioni consiliari. A norma dello statuto e del regolamento, tale procedura avrebbe dovuto avvenire su designazione dei capi gruppo consiliari, con criterio proporzionale, in modo da assicurare, in ogni caso la presenza e rappresentanza di ciascun gruppo e la proporzionalità del voto. Circostanza che nel caso di specie non sarebbe avvenuta. Si ritiene, pertanto, che la condotta tenuta dal Presidente del Consiglio Comunale sia criticabile e potrebbe costituire motivo di revoca dall’incarico da valutarsi alla luce delle disposizioni contenute nello statuto e del regolamento comunale (anche con riferimento alle modalità di interrogazione che i consiglieri possono rivolgere al Presidente del Consiglio Comunale).

Nel caso in cui il Presidente del Consiglio Comunale faccia un cattivo uso delle sue funzioni può difatti essere sottoposto a una procedura di revoca, che può dipendere dalla violazione delle regole di imparzialità, correttezza e rappresentanza [2], cioè quando lo stesso abbia assunto un atteggiamento incompatibile con il suo ruolo istituzionale [3] quale può discernere dalla violazione delle disposizioni procedurali contenute nello statuto e nel regolamento comunale.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Leonardo Serra

note

[1] Art. 39 d.lgs. n. 267 del 18.08.2000.

[2] Cons. Stato sent. n. 114 del 18.01.2006.

[3] Tar Sicilia Palermo sent. n. 1062 dello 04.08.2008.


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