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Concorso con irregolarità: come si impugna?

3 luglio 2017


Concorso con irregolarità: come si impugna?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 luglio 2017



Come contestare un bando di concorso e lo svolgimento delle selezioni se si verificano irregolarità; i termini per procedere davanti al Tar.

Quando si parla di concorsi pubblici c’è sempre, da un lato, la speranza di cambiare vita con un posto fisso nella pubblica amministrazione, ma dall’altro lato la consapevolezza di quanto difficile sia ormai diventato il raggiungimento di questo obiettivo. Le prove selettive sono sempre più rigorose e, a questo, spesso si aggiungono domande equivoche e procedure poco trasparenti. Alcuni poi, dopo l’esclusione dal concorso, hanno la certezza che non tutto si è svolto correttamente. Non capita poche volte, ad esempio, che nella preventiva fase di pubblicazione delle domande e delle risposte ci siano degli errori; così come la stessa aggiudicazione dei posti, successiva alla selezione, avvenga in modo non del tutto corretto. I ricorsi, insomma, sono sempre dietro l’angolo. Ebbene, come si difende il candidato? Come si impugna un concorso con irregolarità? Di tanto cercheremo di dare le linee guida principali in questo articolo.

Prima però di spiegare come si contesta un concorso pubblico ricordiamo che è la stessa Costituzione [1] a stabilire che, a tutti gli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede dopo aver superato un apposito pubblico concorso, il quale viene disciplinato da un precedente bando. Il concorso è necessario anche per i successivi avanzamenti di carriera dentro la PA.

Lo scopo del concorso pubblico è quello di accertare – previo esame dei titoli (titoli di studio, esperienze lavorative, corsi di formazione, ecc.) o prove di selezione – l’attitudine del candidato a ricoprire il posto bandito dallo Stato o da un ente pubblico.

Il regolamento del concorso è contenuto nel bando, il quale non può violare le norme di legge, diversamente sarebbe illegittimo e potrebbe essere impugnato davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR). Ad esempio sarebbe illegittimo un bando che vieti la partecipazione ai cittadini non italiani benché appartenenti alla Comunità Europea o il bando che imponga determinati limiti di età.

Come contestare il concorso illegittimo

Vediamo ora come fare se non viene rispettata la normativa che disciplina lo svolgimento del concorso o vi sono irregolarità nello svolgimento del concorso stesso.

Se il candidato ha il sospetto fondato di essere stato escluso da un concorso irregolare, può impugnare il provvedimento di “bocciatura” con ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR). Si tratta del giudice competente tutte le volte in cui una delle due parti è una pubblica amministrazione e il cittadino interviene in una posizione di “subordinazione”. Difatti, quando si parla di assegnazione di posti tramite concorsi, il diritto non tutela l’interesse del candidato, ma quello della collettività (ossia l’interesse pubblico) alla selezione del soggetto più preparato. Dunque, il candidato non vanta un diritto soggettivo, ma un diritto più affievolito che si chiama «interesse legittimo». Tale interesse viene cioè tutelato solo nella misura in cui esso corrisponda a quello pubblico della scelta del più bravo.

Di conseguenza, può impugnare il concorso illegittimo solo chi è stato escluso o ha avuto una posizione in graduatoria inferiore a quella sperata.

Entro quanto tempo si può impugnare un concorso illegittimo?

Il ricorso contro un concorso illegittimo deve essere proposto entro 60 giorni dalla comunicazione del provvedimento che si vuole impugnare. Per il ricorso – che come abbiamo detto va presentato al Tar – bisogna dare mandato a un avvocato il quale potrebbe ridurre il costo della parcella nel momento in cui a difendere non è solo un candidato ma diversi.

Entro tali 60 giorni, il ricorso deve essere notificato sua all’ente pubblico che ha bandito il concorso che agli altri candidati che sarebbero danneggiati qualora il ricorso venisse accolto dal TAR (perché, ad esempio, potrebbero ottenere una collocazione in graduatoria inferiore a quella loro attribuita dall’ente pubblico prima del ricorso al TAR). La mancata notifica del ricorso entro tale termine non consente di contestare più in futuro il concorso.

Ad esempio: la legge consente di richiedere un’altezza minima per accedere al pubblico impiego solo in casi tassativamente elencati [2]: in particolare nelle selezioni per entrare a far parte delle Forze Armate, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, ecc. Qualora un bando di concorso prevedesse un requisito minimo di altezza anche in un caso non previsto dalla legge, chi non avesse il suddetto requisito potrebbe far ricorso al giudice amministrativo regionale per impugnare il bando o il provvedimento che lo esclude dal concorso.

Se si vince un concorso pubblico si è già assunti?

No, è necessario che l’ente pubblico approvi la graduatoria e richieda i documenti necessari (casellario giudiziario e certificato di cittadinanza). A questo punto, se si è dimostrato di avere tutti i requisiti, l’ente pubblico deve necessariamente provvedere alla nomina. Non mancano sentenze di condanna alla pubblica amministrazione per non aver provveduto ad assegnare i posti ai vincitori del concorso benché lo stesso sia stato regolarmente espletato e sia stato emesso il provvedimento di aggiudicazione. Se pertanto la PA non dovesse provvedere all’assunzione del vincitore del concorso quest’ultimo potrebbe far ricorso al TAR.

note

[1] Art. 97 Cost.

[2] DPCM n. 874/1986.

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