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Vecchie cartelle di pagamento: cosa cambia con l’arrivo di Aer?

3 luglio 2017


Vecchie cartelle di pagamento: cosa cambia con l’arrivo di Aer?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 luglio 2017



Con la chiusura di Equitalia, arrivano le nuove cartelle esattoriali con un logo completamente diverso e, nell’intestazione, il nome di Agenzia delle Entrate-Riscossione. Ma che succede alle vecchie cartelle di pagamento?

Un nuovo logo, da oggi, sarà presente sulle cartelle di pagamento: non più il nome di Equitalia, ma quello di Aer, ossia Agenzia delle Entrate-Riscossione. Anche i colori richiamano i temi dell’Agenzia delle Entrate, a conferma che i due soggetti, seppur formalmente diversi, opereranno come vasi comunicanti. A partire dallo stesso direttore (leggi Agenzia delle Entrate-Riscossione: la verità sul nuovo soggetto). Il punto, però, che sta a cuore a molti contribuenti è che fine fanno le vecchie cartelle di pagamento? Cosa cambia con l’arrivo di Aer? Di tanto daremo dei chiarimenti in questo articolo rinviando, per tutte le altre questioni relative al passaggio di consegne, all’articolo Equitalia addio.

Prima però di spiegare che fine fanno le vecchie cartelle di pagamento di Equitalia è necessario leggere il decreto fiscale che ha decretato la nascita di Aer, Agenzia delle Entrate-Riscossione [1]: il nuovo ente pubblico subentra, a titolo universale, in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società del gruppo Equitalia. Vuol dire che ne eredita crediti, debiti e cause in corso. Tra i due soggetti c’è una successione ereditaria come quella che si verifica alla morte di una persona.

Questo significa che le vecchie cartelle di pagamento restano valide ed Aer non avrà bisogno di notificarne di nuove per ricordare al contribuente che deve pagare. Ma questo vuol anche dire che eventuali termini di prescrizione già maturati o che stanno per scadere non si considerano interrotti e, anzi, continuano a proseguire anche nei confronti del nuovo agente della riscossione. Tanto per fare un esempio, se a una cartella mancavano due mesi per prescriversi, la sostituzione di Aer ad Equitalia non cambia le carte in tavola: per cui, se in tale scorcio di tempo non giungono lettere di sollecito (che avrebbero l’effetto di interrompere la prescrizione), il contribuente non dovrà pagare nulla ad Aer.

Insomma, sebbene le vecchie cartelle riportino il nome Equitalia, il debitore dovrà fare finta che su di esse vi sia il logo Aer: a quest’ultima dovrà chiedere eventuali rateazioni e sarà sempre quest’ultima, eventualmente, a poter procedere con i pignoramenti in forza dei vecchi crediti di Equitalia. Così chi ha ricevuto una cartella di pagamento da parte di Equitalia prima di 60 giorni fa, può fare ancora ricorso, ma dovrà farlo contro Aer. Chi invece ha ricevuto la cartella da più tempo ma non l’ha impugnata si vedrà avviare il pignoramento da Aer, la quale peraltro ha poteri più incisivi nella fase delle indagini per ricercare beni da sottoporre ad esecuzione forzata. Potrà cioè agire tramite accordi con l’Agenzia delle Entrate per “curiosare” nelle banche dati di quest’ultima ove è riportata vita, morte e miracoli dei contribuenti.

note

[1] Cfr. art. 1 DL n. 193/2016: art. 1, co. 3: «L’ente subentra, a titolo universale,nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle societa’ del Gruppo Equitalia di cui al comma 1 e assume la qualifica di agente della riscossione con i poteri e secondo le disposizioni di cui al titolo I, capo II, e al titolo II, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. L’ente ha autonomia organizzativa,   patrimoniale,   contabile   e   di   gestione.   Ne costituiscono organi il presidente, il comitato di gestione e il collegio dei revisori dei conti».


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