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Lo sai che? Che succede se il vicino non usa la servitù di passaggio?

Lo sai che? Pubblicato il 3 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 luglio 2017

La servitù rimane anche quando l’uso è saltuario; solo il mancato uso per oltre 20 anni ne determina la prescrizione.

Transitare sul terreno del vicino quando non si ha un diretto o comodo accesso alla strada pubblica o alla propria abitazione: questa è la cosiddetta servitù di passaggio, un diritto su beni immobili altrui previsto dal nostro codice civile. Avere una servitù di passaggio significa poter passare sul fondo di un altro soggetto senza che questo possa impedirlo. Il proprietario potrebbe tutt’al più dotare la strada di un cancelletto o di una sbarra elettrocomandata, ma a condizione che dia le chiavi o il telecomando al titolare della servitù e che tale protezione non costituisca per quest’ultimo un ostacolo all’esercizio del proprio diritto.

In ultimo il diritto di servitù deve essere utilizzato, altrimenti si estingue per “prescrizione”. Ma a tal fine devono passare almeno 20 anni (leggi: Quando finisce la servitù).

L’uso parziale della servitù non ne comporta l’estinzione. Ad esempio, se la servitù di passaggio riguarda un’intera strada di proprietà del vicino, mentre il titolare della servitù è solito percorrere solo un tratto di tale via, la servitù non si riduce sulla parte dell’immobile utilizzata. Ciò vale anche se tale uso parziale della servitù si protrae nel tempo. Secondo infatti la Cassazione [1] l’uso parziale della servitù non vale a ridurne il contenuto nei limiti della minore utilità rispetto a quella consentita dal diritto stesso.

Anche l’uso saltuario di (tutta) la servitù non ne comporta la prescrizione. Lo ha chiarito di recente la Cassazione [2]. Secondo infatti la Corte, la prescrizione si può verificare solo dopo 20 anni di totale assenza di utilizzo della servitù. L’utilizzo del terreno del vicino può essere anche discontinuo.

note

[1] Cass. sent. n. 8427/14. Ciò perché per «non uso» può cessare solo il diritto, mentre la maggiore quantità, che non è stata utilizzata dal titolare della servitù, non è un diritto, ma una sua componente sicché la stessa non è suscettibile di estinzione

[2] Cass. ord. n. 15516/17. Cass. sent. n. 4157/15.


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