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Lo sai che? Professionisti, come versare i contributi volontari

Lo sai che? Pubblicato il 4 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 luglio 2017

Contributi volontari dei liberi professionisti iscritti alla gestione separata: chi può versarli, come pagarli.

 

Sei un professionista iscritto alla gestione separata dell’Inps ma non stai fatturando, o hai sospeso o cessato l’attività? Forse non sai che puoi proseguire volontariamente il versamento dei contributi previdenziali, per non perdere anni preziosi per raggiungere la pensione. Per essere autorizzato dall’Inps a versare volontariamente i contributi, però, devi possedere determinati requisiti; inoltre i contributi devono essere versati in una misura precisa e seguendo delle scadenze.

Vediamo allora come funziona il versamento dei contributi volontari per gli iscritti alla gestione separata.

Contributi volontari: requisiti per i professionisti iscritti alla gestione separata

Per avere diritto all’autorizzazione ai versamenti volontari nella gestione separata, devi poter far valere uno dei seguenti requisiti, alternativamente, alla data in cui decidi di inviare la domanda di autorizzazione stessa:

  • almeno 5 anni di contributi (260 contributi settimanali o 60 contributi mensili), indipendentemente dalla data di versamento;
  • almeno 1 anno di contributi nei 5 che precedono la data di presentazione della domanda.

Valgono, però, i soli contributi effettivi versati nella gestione separata e non quelli accreditati figurativamente (come quelli per i periodi di maternità, ad esempio).

Contributi volontari per i professionisti: quanto si paga

Per sapere a quanto ammonteranno i contributi che dovrai versare volontariamente nella gestione separata, devi applicare all’importo medio dei compensi che hai percepito nell’anno precedente alla data della domanda l’aliquota di finanziamento della gestione stessa.

In particolare, per la gestione separata, per l’anno 2017 l’aliquota è pari al 25% per i professionisti ed al 32% per i collaboratori (co.co.co.) e figure assimilate.

Se non hai percepito compensi o hai percepito compensi piuttosto bassi, devi sapere però che i contributi volontari da versare vanno calcolati su un minimale di reddito, che per il 2017 è pari a 15.548 euro.

In pratica, se nell’anno precedente alla domanda di autorizzazione hai avuto un reddito pari a zero, o comunque minore di 15.548 euro, dovrai versare i contributi volontari come se avessi guadagnato tale cifra.

Verserai dunque, in quanto professionista, 3.887,04 euro su base annua e 323,92 euro su base mensile (i co.co.co. e gli altri iscritti versano invece 4.975,44 euro su base annua e 414,62 euro su base mensile).

Contributi volontari per i professionisti: quali periodi coprono?

I contributi volontari, generalmente, si versano per i periodi successivi all’autorizzazione; se lo richiedi, puoi però essere autorizzato a versare la contribuzione volontaria anche per i 6 mesi precedenti la data della domanda, a meno che in questo periodo non siano già presenti dei contributi, anche figurativi.

Contributi volontari per i professionisti: quando si versano

Una volta autorizzato a versare i contributi volontari, dovrai pagare il dovuto all’Inps entro:

  • il 30 giugno, per i contributi riguardanti il primo trimestre dell’anno, cioè gennaio, febbraio e marzo;
  • il 30 settembre, per i contributi riguardanti il secondo trimestre dell’anno, cioè aprile, maggio e giugno;
  • il 31 dicembre, per i contributi riguardanti il terzo trimestre dell’anno, cioè luglio, agosto e settembre;
  • il 31 marzo, per i contributi riguardanti l’ultimo trimestre dell’anno precedente, cioè ottobre, novembre e dicembre.

Devi fare particolarmente attenzione a non versare i contributi in ritardo: se effettui il versamento in ritardo, anche di un solo giorno, il periodo da accreditare non ti viene riconosciuto e l’importo versato ti sarà rimborsato. Puoi però chiedere che il versamento venga ritenuto utile per coprire il trimestre successivo.

E se versi di meno? In questo caso l’Inps ti accrediterà un periodo minore rispetto all’intero trimestre, in proporzione a quanto versato. Se invece versi una somma superiore, avrai un rimborso di quanto pagato in eccedenza.


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