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Come posticipare la chiusura di un esercizio commerciale?

4 luglio 2017


Come posticipare la chiusura di un esercizio commerciale?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 luglio 2017



Sono affidatario di una concessione comunale per la gestione di un area ricreativa sportiva con bar. Vorrei posticipare l’orario di chiusura ma non riesco a dialogare con il Comune. Che fare?

Anche l’attività di cui alla richiesta rientra tra quelle per le quali è stata sancita la liberalizzazione degli orari di esercizio [1] in ricezione del principio comunitario inerente la libertà di prestazione dei servizi: principio al quale sia le Regioni che gli enti locali devono adeguare i propri ordinamenti. Quindi, anche per l’attività del lettore dal 01/01/2012 non dovrebbe più sussistere alcun vincolo di orario né l’obbligo di chiusura domenicale e festiva. E questo anche nel caso in cui la Regione e il Comune non abbiano adeguato le proprie norme in merito, poiché la liberalizzazione stabilita dal decreto Salva-Italia si basa sulla competenza legislativa esclusiva dello Stato in tema di tutela della concorrenza e uniformità di accesso all’acquisto di prodotti e servizi da parte dei consumatori [2] nonché più volte ribadito e confermato dalla giurisprudenza amministrativa e costituzionale.

Per questi motivi dovrebbe essere modificata la convenzione sottoscritta dal lettore con il Comune nella parte relativa agli orari di apertura e chiusura dell’area sportivo-ricreativa poiché in violazione della suddetta norma di legge imperativa prevista dal decreto Salva-Italia. Ai fini di tale modifica si ritiene irrilevante il fatto che il lettore sia risultato aggiudicatario della gara d’appalto del servizio di gestione dell’attività in questione essendo tale aggiudicazione regolarmente tenutasi in epoca di gran lunga precedente all’entrata in vigore delle norme del decreto Salva-Italia. Norme che comunque non hanno modificato le disposizioni nazionali e regionali sull’obbligo di comunicazione al pubblico dell’orario praticato dall’esercizio tramite l’esposizione di appositi cartelli o altri mezzi idonei.

Infine, a prescindere dal decreto Salva-Italia, essendo l’attività anche di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, potrebbe essere soggetta a eventuali provvedimenti motivati che ne limitino l’apertura notturna o che stabiliscano orari di chiusura per motivi di pubblica sicurezza o per particolari esigenze di tutela qualora indispensabili per la protezione della salute umana, dell’ambiente, del paesaggio o del patrimonio culturale come nel caso di disturbo alla quiete, alla sicurezza o all’ordine pubblico.

Per concludere, il lettore potrebbe legittimamente rivolgersi all’Autorità Amministrativa per vedere riconosciute le sue ragioni.

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Alessandro Marescotti

note

[1] D.l. Salva-Italia n. 201 dello 06.12.2011.

[2] Art. 117, co. 2, lett. e) e m) Cost.

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