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Editoriali Fantozzi non fa più ridere

Editoriali Pubblicato il 4 luglio 2017

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> Editoriali Pubblicato il 4 luglio 2017

Villaggio ha inventato un personaggio che oggi è anacronistico: i neo laureati non riescono più a ridere alle vicende di Fantozzi.

«Che c’è da ridere di una persona che ha avuto la fortuna di trovare un lavoro a tempo indeterminato in una grande azienda?». Alla notizia della scomparsa di Villaggio, qualche giovane, appena uscito dall’università, ancora non riesce a rendersi conto del successo che ha avuto il personaggio di Fantozzi negli anni ’70. E non lo si può biasimare. Fantozzi ha avuto tutto, molto più di quanto le attuali generazioni non possano sperare. Il che da un lato significa che al peggio non c’è mai fine e che, nello stesso tempo, in 40 anni l’Italia è clamorosamente scivolata verso il basso.

Una cosa è certa. Se Villaggio avesse inventato oggi Fantozzi, non lo avrebbe reso quello che era. Un lavoratore dipendente, a tempo pieno e indeterminato, con 13ma, 14ma, tfr, ferie retribuite, malattia e permessi è, oggi, un privilegiato. Altro che tartassato! Avrebbe piuttosto preso un giovane laureato con 110 e lode, che lavora in un call center, con un contratto di collaborazione esterna e a tempo determinato. E magari un titolo di avvocato o di ingegnere. Ovviamente senza figlia – perché non ci sono più i soldi per fare Mariangele, neanche a 40 anni – e probabilmente separato dalla Pina e messo sul lastrico dal giudice del divorzio.

Non solo: Fantozzi ha avuto anche una pensione pagata dai contribuenti secondo il vecchio sistema retributivo, quello cioè basato sugli ultimi stipendi ricevuti e non su quanto versato all’Inps negli anni (un sistema che finisce per scaricare il costo sulle generazioni successive). Ed è anche per colpa di Fantozzi che oggi molte persone prenderanno tardi la pensione.

Fantozzi, insomma, aveva tutto: un lavoro, una cerchia di amici con cui fare le gite domenicali sotto la pioggia e una famiglia unita (eccezion fatta per una piccola scappatella con Cecco, il fornaio rappresentato da Abatantuono). Oggi gli sfortunati sono ben altri. Peraltro, a ben vedere, all’epoca de «Il primo tragico Fantozzi» era uscito, da appena 5 anni, lo statuto dei lavoratori e guai a toccare un dipendente: i giudici ti “ammazzavano”.

Se oggi esistesse Fantozzi gli si rimprovererebbe di essere «uno che sputa nel piatto in cui mangia». E chissà che un domani, qualora le cose nel nostro Paese non dovessero migliorare, si dirà lo stesso dei giovani che attualmente riempiono i call center…


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1 Commento

  1. Ottima osservazione, eccellentemente motivazione.
    Condivido appieno il Suo articolo.
    Tra l’altro, anche a quei tempi, i film di Fantozzi mi hanno sempre annoiato, tanto è vero che, non li ho mai visti nè al cinema nè in TV……

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