Lo sai che? Prestito, quando gli interessi sono superiori all’usura?

Lo sai che? Pubblicato il 4 luglio 2017

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Come stabilire se il mutuo praticato dalla banca presenta interessi usurari e come difendersi.

Ti sarà capitato di sentire spesso notizie di grossi debiti con le banche annullati perché gli interessi pattuiti sul prestito erano superiori al tasso dell’usura: una notizia “ghiotta” per molti imprenditori e famiglie che, spesso, non riescono a pagare la rata del mutuo. Non è tutto oro quello che luccica e non poche cause intraprese contro i cosiddetti «interessi usurari» si sono chiuse con il rigetto delle richieste del privato, cui peraltro consegue la condanna alle spese processuali. Alla luce di ciò, è importante comprendere, in caso di prestito, quando gli interessi sono superiori all’usura» e quando, invece, sono legittimi. Ma procediamo con ordine.

 

Per ottenere un prestito ci si può rivolgere a svariati soggetti. Non solo le banche e le finanziarie sono legittimate a erogare mutui, ma anche i privati cittadini. Così è lecito ricevere un finanziamento da un amico, un parente o da chiunque altro non svolga questa attività di mestiere (leggi Come si fa un prestito tra privati). Il più delle volte, però, per ottenere un prestito ci si rivolge agli istituti di credito per via delle maggiori garanzie collegate alla vigilanza cui queste sono sottoposte.

Cosa sono gli interessi bancari?

A prescindere comunque da chi sia il mutuante (banca o privato), l’elemento essenziale del «contratto di mutuo» (questo è il nome giuridico del «prestito») è la consegna di una somma di denaro con l’obbligo, da parte del beneficiario, di restituire lo stesso importo a rate o in un’unica soluzione. Al capitale vanno aggiunti anche gli interessi se non disposto diversamente. Ed è proprio sugli interessi che si consuma il maggior numero di cause tra correntisti e banche: vuoi perché il conteggio viene ritenuto errato (ciò avviene quando gli interessi vengono calcolati non solo sul capitale prestato, ma anche sugli interessi già maturati e non versati; è il cosiddetto anatocismo), vuoi perché la misura stessa degli interessi è ritenuta usuraria, ossia superiore al limite consentito dalla legge. Ma come si fa a stabilire che per un prestito, gli interessi sono superiori all’usura»?

 

Gli interessi legali sono determinati annualmente dal ministero. Quindi se il contratto di mutuo non fa riferimento a uno specifico tasso di interesse, si applica quello ministeriale. Le parti però possono concordare – ma lo devono fare per iscritto – un diverso tasso di interesse purché non sia superiore all’usura. È quanto succede normalmente con le banche, con cui si firmano lunghi moduli. Ma la stessa regola vale anche per i privati. Così, ad esempio, se una persona presta dei soldi a un’altra e le parti convengono che oltre al capitale debbano essere restituiti gli interessi, questi non possono superare il limite dell’usura. Se il mutuo prevede degli interessi usurari, la clausola è nulla e gli interessi sono dovuti solo nella misura legale.

Per determinare il tasso usurario si deve far riferimento ai decreti del Ministero del Tesoro emanati ogni tre mesi e pubblicati in Gazzetta ufficiale

Quando gli interessi sono usurari?

La legge sull’usura [1] stabilisce che sono usurari gli interessi che superano del 50% il tasso medio, determinato con decreto del Ministero del Tesoro ogni tre mesi. Questa rilevazione viene poi pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Il tasso varia a seconda del tipo di operazione con la quale viene concesso il credito. Dunque, non esiste un unico tasso usurario per tutte le operazioni di prestito, ma esistono diversi tassi a seconda delle modalità con cui il finanziamento viene concesso.

Ad esempio, il tasso medio di un mutuo, dal 1° ottobre fino al 31 dicembre 2002 ammontava al 5,61%; dunque per tale tipo di operazione, nel periodo anzidetto, il tasso usurario era quello che superava l’8,41%.

E ancora: il tasso medio dal 1° ottobre fino al 31 dicembre 2002, per un credito personale, ammontava al 10,45%; dunque, per tale tipo di operazione e nel periodo anzidetto, il tasso usurario era quello superiore al 15,67%.

Con apposito decreto ministeriale è stata resa nota la nuova rilevazione dei tassi di interesse usurari in materia di factoring, leasing finanziario e mutuo per il periodo 1° luglio 2017 – 30 settembre 2017.
Per il calcolo, i tassi medi rilevati sono stati aumentati di un quarto e si è aggiunto un margine di ulteriori 4 punti percentuali, come previsto dalla legge.

Mutuo       

  • a tasso fisso – 7,4875%
  • a tasso variabile  – 7,0375%

La fissazione di un tasso soglia al di là del quale gli interessi pattuiti devono essere considerati usurari, riguarda sia gli interessi corrispettivi che quelli moratori.


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