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Lo sai che? Ricorsi contro le vecchie cartelle: l’Aer non si costituisce

Lo sai che? Pubblicato il 4 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 luglio 2017

Agenzia delle Entrate-Riscossione non manda i suoi avvocati alle prime udienze: che fine fanno i giudizi in corso e cosa conviene fare?

Giungono alla nostra redazione le prime segnalazioni in merito alle cause in corso contro Equitalia e che ora sono “passate” ad Aer, Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questi primi giorni del mese di luglio si sono tenute alcune delle udienze relative ai ricorsi intentati dai contribuenti contro le cartelle di pagamento notificate da Equitalia. Come abbiamo spiegato ieri nell’articolo Ricorsi contro cartelle esattoriali: che succede alle cause in corso?, nel giudizio si sarebbe dovuta costituire Aer, delegando i propri avvocati, in sostituzione di quelli dell’ormai chiusa società di riscossione. Cosa significa nella pratica? Che al posto del vecchio fascicolo del legale difensore di Equitalia doveva essere depositato quello del professionista che difende Aer, ente che subentra in tutti i rapporti attivi e passivi del vecchio Esattore. L’avvocato doveva essere munito di una valida procura, firmata da un dirigente a sua volta dotato dei poteri di conferire un mandato processuale. Ma così non sta succedendo. Le udienze che si sono tenute in questi giorni hanno visto i contribuenti “da soli” con il giudice. E se è vero che nella causa davanti alla Commissione Tributaria Provinciale la giurisprudenza ha ormai riconosciuto un discreto margine di libertà nel presentare ulteriori documentazioni (anche in secondo grado), non è così quando il giudizio si svolge presso il tribunale ordinario del lavoro (per contributi previdenziali Inps e Inail), rito caratterizzato da una rigida preclusione. Vuol dire che se Aer non si costituisce con un anticipo di almeno 10 giorni dalla prima udienza decade dalla possibilità di sollevare contestazioni e presentare prove. In altre parole, il contribuente ha gioco facile.

Diverso è il discorso se la causa è stata iniziata da Equitalia: si pensi all’appello contro una sentenza di primo grado che ha dato ragione al contribuente. In tal caso a quest’ultimo non converrà proseguire il giudizio e, dopo aver fatto dichiarare al giudice l’interruzione processuale, dovrà sperare che Aer non lo riassumerà; se così dovesse succedere, verrebbe confermata la precedente pronuncia favorevole al cittadino.

C’è da dire che il passaggio di consegne da una amministrazione a un’altra non è certo un gioco da ragazzi e, anzi, il fisco ci ha sorpreso per come determinate consegne siano state compiute a tempo record. Ma le cause tributarie sono una percentuale enorme del contenzioso e non sarà certo facile riprendere le fila del discorso. E forse proprio per questo – ma il sospetto ci era venuto molti mesi fa… – che si è spinto tanto sulla rottamazione delle cartelle e delle stesse liti.

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Autore immagine: 123rf com


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