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Lo sai che? Infortunio in itinere: corretto licenziarmi?

Lo sai che? Pubblicato il 8 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 luglio 2017

Sono stata licenziata per fine comporto infortunio. Se una persona si fa male e supera il comporto può rientrare al lavoro dopo la guarigione?

Il Ccnl Commercio, applicabile al rapporto di lavoro intercorso tra la lettrice e l’azienda disciplina l’infortunio ed il conseguente comporto come segue.

Le aziende sono tenute ad assicurare presso l’Inail contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali il personale dipendente soggetto all’obbligo assicurativo secondo le vigenti norme legislative e regolamentari. Il lavoratore deve dare immediata notizia di qualsiasi infortunio, anche di lieve entità, al proprio datore di lavoro; quando il lavoratore abbia trascurato di ottemperare all’obbligo predetto e il datore di lavoro, non essendo venuto altrimenti a conoscenza dell’infortunio, non abbia potuto inoltrare la prescritta denuncia all’Inail, il datore di lavoro resta esonerato da ogni e qualsiasi responsabilità derivante dal ritardo stesso.

Durante la malattia, il lavoratore non in prova ha diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di 180 giorni in un anno solare, trascorso il quale, perdurando la malattia, il datore di lavoro potrà procedere al licenziamento con la corresponsione dell’indennità sostitutiva del preavviso e tfr), del presente contratto, salvo quanto disposto per l’aspettativa non retribuita per malattia). Il periodo di malattia è considerato utile ai fini del computo delle indennità di preavviso e di licenziamento.

In caso di infortunio sul lavoro o di infortunio in itinere (ossia infortunio che avvenga nel tragitto percorso dal dipendente per recarsi al lavoro), il datore dovrà applicare le sopracitate norme contrattualcollettive, concedendo al lavoratore un periodo di assenza retribuita pari a 180 giorni, oltre i quali può ritenersi libero di procedere al licenziamento per superamento del periodo di comporto.

Per evitare il licenziamento, il lavoratore dovrà allora chiedere l’aspettativa non retribuita per infortunio che durerà per tutto l’infortunio e, quindi, fino alla cessazione della corresponsione dell’indennità di inabilità temporanea da parte dell’Inail. La relativa domanda deve essere presentata a mezzo raccomandata a.r. prima della scadenza del 180° giorno di assenza per infortunio. L’onere di conoscere quali tutele prevede il contratto collettivo applicato al rapporto è in capo al lavoratore, il quale deve informarsi in merito a quali siano i diritti ed obblighi che il rapporto di lavoro in essere comporta. Ciò attraverso la lettura del testo del Ccnl si categoria applicato in azienda, reperibile su moltissimi siti internet oppure rivolgendosi tempestivamente ad un’associazione sindacale di propria fiducia, nonché chiedendo ai rappresentanti sindacali aziendali.

Nel caso di specie, quindi, in conseguenza dell’infortunio in itinere subito e riconosciuto tale anche dall’Inail, il datore ha effettivamente concesso alla lettrice 180 giorni di assenza (scaduti il 10/12/2013) ai sensi del Ccnl Commercio, provvedendo quindi, decorso tale termine e perdurando la sua malattia, legittimamente al licenziamento. Ciò non esclude tuttavia che, una volta guarita, non possa ricandidarsi ed essere assunta nuovamente presso la medesima azienda, però con un nuovo contratto di lavoro, che nulla avrà a che fare ai fini dell’anzianità di servizio e degli altri istituti contrattuali connessi, col precedente cessato rapporto.

In ogni caso, anche qualora il licenziamento intomatole fosse risultato illegittimo, oggi non sarebbe più possibile agire nei confronti del datore di lavoro, essendo oramai la lettrice decaduta dal potere di impugnare il licenziamento stesso. Il licenziamento deve essere impugnato a pena di decadenza entro sessanta giorni dalla ricezione della sua comunicazione in forma scritta, con qualsiasi atto scritto, anche extragiudiziale, idoneo a rendere nota la volontà del lavoratore anche attraverso l’intervento dell’organizzazione sindacale diretto ad impugnare il licenziamento stesso. Conseguentemente, essendo la lettrice stata licenziata in data 31/12/2013, avrebbe potuto impugnare il licenziamento intimato dal suo datore, denunciandone l’illegittimità, entro il termine di 60 giorni, quindi entro il 01/03/2014.

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Valentina Azzini


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