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Posso azzerare le ferie e i permessi ai dipendenti?

14 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 luglio 2017



Se l’azienda è in crisi il datore di lavoro può azzerare ferie, permessi e riposi dei lavoratori dipendenti?

La mia azienda sta attraversando una brutta crisi: posso azzerare ferie, permessi e riposi ai dipendenti con un apposito accordo?

Quando si parla di azzeramento delle ferie, bisogna fare attenzione a non confondere questa possibilità con la riduzione o la cancellazione delle ferie spettanti.

Può accadere, difatti, che l’azienda azzeri le ferie facendole interamente fruire ai dipendenti, cioè che faccia smaltire ai lavoratori tutte le ferie accumulate: questa soluzione è pienamente lecita e può essere finalizzata ad evitare costi ulteriori per l’azienda, come ad esempio la monetizzazione delle ferie stesse in caso di licenziamento di uno o più lavoratori, oppure il versamento dei contributi sulle ferie non godute.

L’azienda può anche scegliere di azzerare i permessi retribuiti, come i rol,  facendo fruire tutti quelli maturati: anche in questo caso, la finalità è quella di evitare il pagamento dei permessi e dei riposi accumulati; molti contratti collettivi, difatti, obbligano il datore di lavoro a pagare un’indennità al lavoratore, se i permessi e i riposi non sono goduti entro un determinato termine. In ogni caso, permessi e riposi non goduti devono essere liquidati alla cessazione del rapporto di lavoro.

Ferie: si possono togliere?

Ben altra cosa, invece, è annullare, o cancellare, le ferie ai dipendenti con un accordo. In particolare, secondo la Costituzione [1], il diritto alle ferie è irrinunciabile, in quanto la loro finalità è quella di consentire un adeguato recupero delle energie psicofisiche.

Tuttavia, secondo alcune sentenze della Cassazione [2], l’irrinunciabilità delle ferie non va intesa in senso assoluto, ma è volta ad evitare che il lavoratore possa privarsi del proprio diritto alle ferie prima che maturino, quindi che possa pregiudicarsi il diritto al riposo.

In pratica, se il lavoratore si rifiuta, senza ragione, di fruire delle ferie, nonostante il datore di lavoro abbia avanzato diverse soluzioni per venire incontro alle sue esigenze, il diritto alle ferie (già maturate) si estingue e il dipendente non può pretendere un risarcimento per equivalente.

Va precisato, però, che la rinuncia alle ferie maturate può verificarsi solo una volta che il datore di lavoro abbia posto in essere tutti gli strumenti utili perché il dipendente possa fruire del proprio diritto: quest’ipotesi, dunque, non può essere assimilata alla richiesta al dipendente, da parte del datore, di rinunciare alle ferie. Tanto meno a un accordo che, oltre a cancellare le ferie pregresse, non preveda la futura maturazione delle ferie.

Ferie: si possono ridurre?

Lo stesso principio vale anche nel caso in cui il datore voglia ridurre le ferie maturate senza farle fruire, oppure voglia ridurre le ferie di futura maturazione (ad esempio prevedendo un rateo mensile pari a una sola giornata di ferie).

Secondo la legge [2], non è possibile ridurre le ferie spettanti al di sotto di 4 settimane su base annua: se il contratto collettivo prevede ferie ulteriori rispetto alle 4 settimane, soltanto le ferie in eccedenza sono monetizzabili e rinunciabili.

note

[1] Cass. sent. n. 2326/2003; Cass. sent. n. 7451/2002.

[2] D.lgs. n. 66/2003.


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