Malattia: via libera all’autocertificazione del lavoratore

5 luglio 2017


Malattia: via libera all’autocertificazione del lavoratore

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 luglio 2017



La giustificazione per i primi tre giorni di malattia sarà firmata dallo stesso dipendente che non dovrà ricorrere così al certificato medico.

Il dipendente che non si sente bene e vuol prendersi qualche giorno di malattia non dovrà più ricorrere al certificato del medico di famiglia, ma potrà firmarsi da solo la giustificazione: una forma di autocertificazione della malattia valida per gli stati di malessere generale come mal di testa, mal di denti e mal di pancia e sempre che non comportino un’assenza dal lavoro per più di tre giorni lavorativi. È questa la grossa novità portata dal ddl che è stato appena assegnato alla commissione Affari Costituzionali del senato e che verrebbe applicata, inizialmente, al pubblico impiego.

Lo scopo è quello di sottrarre l’Inps alla marea di certificati medici che oggi la inondano, paralizzandone a volte l’attività. Invece, con la riforma, sarà il lavoratore stesso ad essere «medico di se stesso» e ad analizzare i propri sintomi, decidendo da solo se stare a casa o andare al lavoro. Insomma, viene sdoganata una nuovissima forma di autocertificazione che sostituisce il documento del medico curante.

La norma è già stata fortemente criticata. È privo di senso – si legge in una nota di Confindustria – punire prima i furbetti del cartellino e poi fornirgli un’arma così forte come quella di firmarsi da soli le giustificazioni. «È l’ennesimo provvedimento che va nella direzione contraria di quanto sarebbe necessario per aumentare il livello della produttività del lavoro», mette in guardia Maurizio Stirpe, vice presidente di Confindustria per il lavoro e le relazioni industriali. «Sembra una misura destinata ad accrescere il livello di assenteismo – continua ancora Stirpe – alimentando la cultura della furbizia del Paese».

Attualmente la legge prevede che anche per le assenze di un giorno il lavoratore, dopo aver prontamente informato l’azienda dell’impossibilità a recarsi sul lavoro, si faccia visitare dal medico curante il quale, dopo aver compilato il certificato, lo invia in forma telematica all’Inps. L’Inps, a sua volta, lo mette a disposizione dell’azienda affinché questa possa verificare la causa di assenza del lavoratore ed, eventualmente, chiedere l’invio della visita fiscale.

La certificazione deve attestare dati clinici direttamente constatati e oggettivamente documentati. Infatti, in mancanza di queste caratteristiche, si applicano al medico le stesse sanzioni previste in casi di certificazione medica falsa. Con sanzioni per medico e lavoratore: multa da 400 a 1.600 euro e reclusione da uno a cinque anni, come si legge nella relazione al testo del disegno di legge.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

14 Commenti

  1. Come sempre ,per portare a casa un pugno di voti, si regala ai soliti furbetti della pubblica amministrazione un bonus ferie per tutto l’anno.
    Ed io non riuscirò ad andare in pensione per mantenere sta gentaglia.

    1. Forse non sa che negli anni 80 era già così, i primi 3 gg di assenza venivano autocertificati, con l’inserimento del certificato non sono diminuite le assenze ma sono aumentati i costi per l’INPS.

    1. i pubblici dipendenti hanno la trattenuta per tutti i certificati di malattia fino ai primi 10 gg sulla busta paga. I pubblici dipendenti pagano se si ammalano.
      Non hanno la trattenuta solo se si tratta di malattia legata ad un ricovero ospedaliero.

  2. Assurdo è il regime da galera attuale; ti fratturi un dito e devi stare recluso in casa anche nel giorno libero…
    Bene la novità Dell autocertificazione dunque, così che i poveri datori di lavoro saranno spronati in alcuni casi a elevare le condizioni di lavoro dei loro dipendenti.

  3. Mi lascia un po ‘sgomenta, allora perché non dare anche 5 giorni alle donne per il ciclo? Mi chiedo dove andremo a finire e sono scioccata!

  4. Giusto , anzi dovrebbero permettere al lavoratore di giustificare periodi di malattia fino 30 giorni e di poter essere libero da questo spada di damocle della visita di controllo.

  5. Ma sicuro? Io sono un dipendente pubblico, ospedaliero, e mi sembra che un provvedimento del genere possa creare notevoli problemi, sia nei week end, ponti e sia nelle festività comandate tipo Natale e Pasqua. Detto ciò, credo siano da rivedere invece alcune cose tipo reperibilità a casa in determinate fasce orarie durante periodo di convalescenza dopo dimissioni ospedaliere post operatorie.

  6. la Funzione Pubblica fa le statistiche per vedere le assenze per malattia dei dipendenti, e poi producono queste rare perle di saggezza, siamo proprio il paese delle meraviglie

  7. L inps con i primi tre giorni non c entra niente.
    A che serve mandare certificati? ci vorrà un funzionario dedicato. che si potrà occupare anche di altro.
    Anche il dottore avrà meno incombenze.
    È chiaro che se il lavoratore dopo i tre giorni non rientra al lavoro non potrà continuare la malattia.
    Diversamente , il dottore, come può negare un certificato di tre giorni per malessere, anche se il lavoratore fosse in
    malafede?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI