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Lo sai che? Affitto senza cambio di residenza

Lo sai che? Pubblicato il 5 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 luglio 2017

La residenza è il luogo in cui una persona ha la sua dimora abituale. Ma non sempre è necessario effettuare il cambio per vivere in affitto in un altro luogo.

La residenza non è sempre un vincolo per firmare un contratto di affitto conveniente. Nel senso che non è detto che chi si sposta temporaneamente in un’altra città per lavoro o per studio senza cambiare residenza non possa affittare una camera o un appartamento a condizioni vantaggiose.

Vediamo se il cambio di residenza può condizionare i vari tipi di contratto di affitto.

Il concetto di residenza

Partiamo proprio da qui, dalla definizione di residenza. Il codice civile la intende come il luogo in cui una persona ha l’abituale dimora [1]. Viene fissata in un determinato Comune dopo essersi recati presso l’ufficio anagrafe ed aver compilato la relativa dichiarazione. A quel punto, la legge deduce che il richiedente stabilisca nello stesso ambito la sua dimora.

C’è, però, una differenza tra la residenza legale e residenza di fatto. La prima rimane tale a effetti giuridici (pensiamo alla ricezione di una multa, di una raccomandata, di una cartella esattoriale dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione). La seconda, cioè la residenza di fatto, è quella in cui un cittadino riceve personalmente una comunicazione.

Sono obbligato a cambiare residenza se vado a vivere altrove?

In teoria, la legge [2] impone il cambio di residenza quando si va a vivere abitualmente da un’altra parte. Chi non lo fa e viene «beccato» da una verifica del Comune rischia una sanzione pecuniaria e una correzione d’ufficio delle iscrizioni anagrafiche esistenti.

Questo può condizionare una locazione? Cioè, si può fare un affitto senza cambio di residenza? Vediamo i vari tipi di contratto e quali vantaggi comporta l’avere o meno la residenza.

 

Contratto di affitto a canone libero

E’ uno dei più utilizzati: 4 anni di durata minima con rinnovo automatico di altri 4 anni (ecco perché lo chiamano 4+4). Garantisce un’autonomia contrattuale limitata, nel senso che è possibile definire in maniera del tutto autonoma l’importo del canone. La disdetta da parte di chi affitta l’appartamento è possibile in caso di:

  • uso dell’immobile per sé o per un familiare;
  • vendita dell’immobile;
  • necessità di effettuare delle opere di risanamento che implicano lo svuotamento dell’immobile.

Si può fare questo contratto di affitto senza cambio di residenza? Sì, anche se prolungato oltre gli 8 anni.

 

Contratto d’affitto transitorio

L’affitto transitorio è un contratto che non dura meno di un mese e più di 18 mesi. Arrivati al termine, l’affitto si ritiene concluso senza l’obbligo di preavviso da nessuna delle parti. Saranno locatario e locatore a decidere di comune accordo se confermare la prosecuzione del contratto.

Si può fare questo contratto di affitto senza cambio di residenza? Sì.

Contratto di affitto convenzionato o a canone concordato

Non è necessario il cambio di residenza nemmeno per il contratto di affitto convenzionato o a canone concordato.

Il canone di questo tipo di contratto si calcola sulla base di accordi tra le associazioni dei proprietari e degli inquilini. Intese che contengono delle tabelle con parametri stabiliti sulla qualità e le caratteristiche della casa: dove si trova, quanto è grande, se ha l’ascensore, se le rifiniture sono decenti, ecc.

Il proprietario ha un abbattimento del 30% del canone su cui paga l’Irpef più la detrazione forfettaria del 5%. C’è, inoltre, uno sconto sull’imposta di registro del 30%, divisa tra locatario e locatore.

Contratto transitorio per studenti

E’ il tipico contratto che viene siglato da chi si sposta in un’altra città per frequentare l’università, cioè dagli studenti fuori sede. La durata prevista è compresa tra 6 e 36 mesi. Il contratto è valido solo nei comuni in cui c’è una sede universitaria, anche distaccata. Proprio per questo è possibile l’affitto senza cambio di residenza, anzi: lo studente, per poter firmare questo tipo di contratto, deve proprio frequentare un corso di laurea in un Comune diverso da quello in cui è residente.

note

[1] Art. 43 cod. civ.

[2] Legge n. 1228/1954.


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1 Commento

  1. riguardo invece alla residenza del locatore cosa si può dire? Si può locare un intero immobile e registrare l’atto, lasciandovi però la propria residenza anagrafica?

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