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A chi va in eredità la casa avuta in donazione?

5 luglio 2017


A chi va in eredità la casa avuta in donazione?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 luglio 2017



La donazione non è più revocabile e la casa così ottenuta entra definitivamente nel patrimonio del donatario e, alla sua morte, dei suoi eredi.

La donazione è uno dei contratti più usati all’interno delle famiglie per il trasferimento di somme di denaro o immobili, ma spesso crea problemi ed equivoci. Uno di questi è quello della sorte del bene donato in caso di morte del beneficiario della donazione (cosiddetto «donatario»): a chi va in eredità la casa avuta in donazione? Immaginiamo una donna che, dopo aver ricevuto una casa quale donazione di un caro zio, muoia lasciando come propri eredi il marito e due figli. Anche la zio è ancora in vita. In questo caso l’immobile torna allo zio oppure va agli eredi della donna? La spiegazione è contenuta nelle norme del codice civile che regolano la donazione e la successione ereditaria.

Prima di chiarire a chi va in eredità la casa avuta in donazione dobbiamo fare alcune importanti premesse:

  • la donazione è un atto irrevocabile (salvo per sopravvenienza di figli o indegnità); una volta che il bene è uscito dal patrimonio del donante non torna più indietro (leggi Revoca della donazione);
  • con la donazione, la casa entra definitivamente nel patrimonio del donatario. La titolarità che ne consegue non è «a termine» o «soggetta a condizione», perché diversamente sarebbe incompatibile con la stessa natura del diritto di proprietà che è priva di limiti;
  • con la morte del donatario, dunque, la casa – facendo parte del suo patrimonio – viene divisa esclusivamente tra i suoi eredi secondo quanto previsto nel testamento o, in assenza, secondo le regole definite dal codice civile.

Alla luce di quanto, chi accetta in donazione una casa sa bene che di quell’immobile potrà liberamente disporre, vendendolo, donandolo a sua volta o disponendolo secondo le proprie volontà in caso di morte. L’immobile donato, in definitiva, non torna più al donante in caso di morte del donatario, ma va agli eredi di quest’ultimo.

I problemi possono sorgere solo nel caso in cui a morire prima sia il donante. Difatti la donazione è un atto “scomodo” e traballante perché soggetta all’azione di riduzione degli eredi del donante. Questi ultimi, se lesi nelle loro quote di legittima proprio dall’atto di donazione della casa – che ha avvantaggiato un erede a discapito degli altri – potrebbero impugnare la donazione entro 10 anni dall’apertura della successione o 20 dalla donazione e ottenere indietro il bene. Sul punto leggi Se la donazione viene impugnata dai legittimari: come assicurarsi e Vendita di un bene oggetto di donazione

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Autore immagine 123rf com


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