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Lo sai che? Ho dichiarato un reddito minore: che rischio penalmente?

Lo sai che? Pubblicato il 8 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 luglio 2017

Ho ricevuto un modulo per il recupero ticket e/o quota fissa per il fatto che nel 2012 ho dichiarato un reddito per il 2011 di poco inferiore all’effettivo: cosa rischio a livello penale?

Alcune norme del codice penale [1], integrate anche da leggi speciali [2], prevedono – in via generale – che chiunque dichiara il falso in un’autocertificazione o dichiarazione sostituiva commette reato e ciò a prescindere di eventuali sanzioni amministrative previste da altre leggi.

Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni. Se si tratta di false attestazioni in atti dello stato civile, la reclusione non può essere inferiore a tre mesi.

Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, firma atti falsi o ne fa uso è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia. L’esibizione di un atto contenente dati non più rispondenti a verità equivale ad uso di atto falso.

Se i reati indicati sono commessi per ottenere la nomina ad un pubblico ufficio o l’autorizzazione all’esercizio di una professione o arte, il giudice, nei casi più gravi, può applicare l’interdizione temporanea dai pubblici uffici o dalla professione e arte.

Nel caso del lettore, per verificare l’eventuale reato è necessario acquisire la copia della dichiarazione a suo tempo rilasciata all’ente, probabilmente nella forma di autocertificazione. In ogni caso è opportuno evidenziare che per l’accertamento del reato in concreto è necessario provare il dolo (elemento soggettivo del reato), che secondo giurisprudenza [3], nel caso specifico è costituito dalla volontà cosciente e non coartata di compiere il fatto e nella consapevolezza di agire contro il dovere giuridico di dichiarare il vero.

Nel caso del lettore, data l’esigua differenza degli importi dichiarati potrebbe facilmente desumersi la mancanza del dolo, richiamando a tal fine altra giurisprudenza di legittimità conforme a tale interpretazione, in tema di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, il dolo deve essere escluso qualora la falsità sia il risultato di una leggerezza o di una negligenza, non essendo prevista nel sistema la figura del falso documentale colposo [4].

In conclusione, per le dichiarazioni a suo tempo rilasciate potrebbero sussistere eventuali responsabilità penali, anche se, in concreto, è difficile, nel caso del lettore, raggiungere la prova del dolo. Infine non è certo che venga d’ufficio avviato un procedimento penale, anche in considerazione dell’esiguità degli importi, che comunque potranno costituire un elemento difensivo nel caso di contestazione penale.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Paolo Florio

note

[1] Art. 483 cod. pen.

[2] Art. 46 e 76 del d.P.R. n. 445 del 28.12.2000.

[3] Cass. sent. n. 47867 del 2003.

[4] Cass. sent. n. 15485 del 2009.


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