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Medicine e analisi: la detrazione Irpef sulle spese sanitarie

6 luglio 2017


Medicine e analisi: la detrazione Irpef sulle spese sanitarie

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 luglio 2017



Ecco le spese sanitarie detraibili dalle tasse: la detrazione fiscale spetta nella misura del 19% sull’Irpef. Medicine, analisi, ricoveri, degenze e indagini radioscopiche.

Le spese sanitarie sono purtroppo una componente consistente e stabile del bilancio di ogni famiglia. Della salute non può fare a meno nessuno, a prescindere dalla fascia di reddito di appartenenza. Tutti acquistiamo medicine; tutti ci sottoponiamo in continuazione (e chi non lo fa, è bene che prenda l’abitudine) ad analisi, controlli specialistici e indagini radioscopiche anche se solo per scopi preventivi. Tant’è: il portafoglio perde una buona fetta delle proprie disponibilità economiche per dei servizi di cui si farebbe volentieri a meno. Ecco perché, per l’acquisto di medicine, analisi e per qualsiasi altra spesa sanitaria la legge prevede una detrazione fiscale. A tale beneficio può accedere chiunque, a prescindere dall’entità del proprio reddito. In altre parole, i soldi spesi per farmaci, cure, riabilitazioni o indagini strumentali può essere “scaricato dalle tasse”. In che modo? Di tanto ci occuperemo nel seguente articolo.

La legge prevede una detrazione Irpef per spese sanitarie che è pari al 19% del costo sostenuto dal contribuente. Per esempio, se un farmaco costa 10 euro, il 19% (pari a 1,9 euro) può essere sottratto alla base imponibile del proprio reddito prima dell’applicazione dell’aliquota Irpef. Questo, in buona sostanza, riduce le tasse che a fine anno si pagano al fisco.

Spese sanitarie detraibili dalle tasse

Le spese sanitarie per le quali si ha diritto alla detrazione Irpef (19%) sono quelle relative a:

  • prestazioni rese da un medico generico (incluse quelle di medicina omeopatica);
  • acquisto di medicinali (anche omeopatici) da banco o con ricetta medica;
  • prestazioni specialistiche;
  • analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, terapie;
  • prestazioni chirurgiche;
  • ricoveri per degenze o collegati a interventi chirurgici;
  • trapianto di organi;
  • cure termali (escluse le spese di viaggio e soggiorno);
  • acquisto o affitto di dispositivi medici e attrezzature sanitarie (comprese le protesi sanitarie).

Spese di assistenza specialistica detraibili dalle tasse

Inoltre, sono detraibili, nella stessa misura del 19%, le seguenti spese di assistenza specifica:

  • assistenza infermieristica e riabilitativa (per esempio, fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia, ecc.);
  • prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona;
  • prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;
  • prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale;
  • prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale.

Franchigia per la detrazione delle spese sanitarie

Tutte queste spese possono essere indicate nella dichiarazione dei redditi per l’importo eccedente 129,11 euro (franchigia).

Se sono state sostenute nell’ambito del Servizio sanitario nazionale la detrazione spetta per l’importo del ticket pagato.

Se la spesa sanitaria non rientra nelle categorie elencate

Quando risulta difficile inquadrare una spesa in una delle categorie elencate dal Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir) [1], bisogna far riferimento ai provvedimenti, emanati dal ministero della Salute, che contengono l’elenco delle specialità farmaceutiche, delle protesi e delle prestazioni specialistiche.

Detrazioni fiscali per spese mediche generiche e farmaci

Spese mediche generiche

È possibile ottenere la detrazione fiscale del 19% Irpef relativa alle spese sanitarie anche per le spese mediche generiche. Le «spese mediche generiche» sono quelle sostenute per le prestazioni rese da un medico “generico” o da un medico specializzato in una branca diversa da quella cui si riferisce la prestazione.

Vi rientrano anche le spese necessarie ad ottenere certificati medici per usi sportivi (il cosiddetto certificato di «sana e robusta costituzione»), per la patente, ecc..

Acquisto di farmaci

Le spese per l’acquisto di farmaci sono quelle relative a:

  • specialità medicinali
  • farmaci
  • medicinali omeopatici.

Per poter ottenere le detrazioni fiscali per spese sanitarie, tali farmaci devono essere acquistati presso le farmacie. La detrazione non spetta invece per i cosiddetti «farmaci da banco» e quelli «da automedicazione» i quali possono essere acquistati presso i supermercati e in altri esercizi commerciali.

Come ottenere la detrazione fiscale senza ricetta medica

È possibile usufruire della detrazione anche per farmaci senza obbligo di prescrizione medica che si acquistano on line da farmacie o esercizi commerciali autorizzati alla vendita a distanza.

Non rientrano tra le spese detraibili (o deducibili) quelle per l’acquisto di “parafarmaci” (per esempio, integratori alimentari, prodotti fitoterapici, colliri e pomate), anche se acquistati in farmacia o assunti a scopo terapeutico su prescrizione medica.

Come documentare l’acquisto dei medicinali per la detrazione fiscale

Per poter scaricare dalle tasse le spese sanitarie (ossia ottenere la detrazione fiscale del 19% sull’Irpef) è necessario che la spesa per l’acquisto dei medicinali sia certificata da fattura o dal cosiddetto “scontrino parlante”, in cui risulti specificato natura, qualità e quantità del prodotto e codice fiscale dell’acquirente.

Riguardo alla natura del prodotto, è sufficiente l’indicazione generica nello scontrino fiscale della parola «farmaco» o «medicinale». Queste diciture possono essere indicate anche attraverso sigle e terminologie chiaramente riferibili ai farmaci (per esempio, “OTC”, “SOP”, “Omeopatico”) e abbreviazioni come “med” e “f.co”.

Anche la parola «Ticket» è sufficiente per indicare la natura della spesa effettuata. Per i ticket, inoltre, non si è più tenuti a conservare la fotocopia della ricetta medica.

Per quanto riguarda la qualità del prodotto, tenuto conto delle indicazioni del Garante della privacy, nello scontrino non va più riportata in maniera specifica la denominazione commerciale dei medicinali acquistati, ma deve essere indicato il numero di autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco (AIC).

Per i medicinali omeopatici che non hanno il codice AIC, la qualità è indicata da un codice identificativo attribuito da organismi privati e valido sull’intero territorio nazionale.

Anche per i medicinali preparati in farmacia (preparazioni galeniche) è necessario che la spesa risulti certificata con documenti contenenti l’indicazione della natura, qualità (in questo caso preparazione galenica), quantità e codice fiscale del destinatario.

Per questi prodotti, la farmacia, se ha difficoltà a emettere scontrini fiscali parlanti, deve certificare la spesa con la fattura.

Attenzione: non è possibile integrare le indicazioni da riportare sullo scontrino con altra documentazione, come, per esempio, la prescrizione medica.

 

Quali documenti presentare al Caf o all’Agenzia Entrate?

Veniamo ora ai documenti da presentare al Caf o all’Agenzia Entrate (in caso di controlli) per le spese mediche e farmaci:

  • per le prestazioni rese da medici generici (anche omeopati): ricevuta fiscale o fattura;
  • certificati medici per usi sportivi, per la patente, per apertura e chiusura di malattie o infortuni, per pratiche assicurative e legali: ricevuta fiscale o fattura;
  • farmaci (anche omeopatici) acquistati, anche all’estero, presso farmacie, supermercati ed altri esercizi commerciali o attraverso farmacie on line: fattura o scontrino fiscale parlante che specifica: 1) natura, qualità e quantità del prodotto acquistato, 2) codice fiscale dell’acquirente, 3) per il farmaco comprato all’estero, idonea documentazione da cui sia possibile ricavare le stesse indicazioni.

Come scaricare dalle tasse medicine comprate all’estero?

Per le spese sostenute all’estero è necessaria una documentazione dalla quale sia possibile ricavare le stesse indicazioni degli acquisti effettuati in Italia. In particolare, se il farmacista estero ha rilasciato un documento di spesa da cui non risultano le indicazioni richieste, si potrà:

  • riportare a mano sullo stesso documento il codice fiscale del destinatario
  • chiedere alla farmacia apposita documentazione dalla quale si evinca la natura (“farmaco” o “medicinale”), la qualità (nome del farmaco) e la quantità.

note

[1] Art. 15, co. 1, lettera c), Tuir.


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