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Separazione: i figli restano i casa, i genitori si alternano

6 luglio 2017


Separazione: i figli restano i casa, i genitori si alternano

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 luglio 2017



Aumenta il numero dei giudici che decidono per l’affido condiviso con alternanza dei genitori nella stessa casa.

Perché devono essere i figli a cambiare casa per andare a vivere, a periodi alterni, coi genitori secondo turni e modalità che questi stessi hanno deciso? Perché sono i bambini a dover sopportare le scomodità di un cambio di domicilio alle vacanze e alle feste se la volontà di separarsi è stata dei genitori? Per quale ragione ad andare di mezzo nelle liti familiari sono sempre i più piccoli? Ci siamo abituati a un affidamento condiviso dei figli con collocamento prevalente presso l’abitazione di uno solo dei genitori, con esercizio del diritto di visita da parte dell’altro che però, alle feste e alle vacanze, può letteralmente “asportare” il figlio dal proprio habitat domestico per portarlo con sé, ovunque voglia! I giudici hanno iniziato a guardare oltre. E qualcuno ritiene che sia legittimo l’affido condiviso dei figli con alternanza dei genitori. Che significa? A spiegarlo è un provvedimento del tribunale di Castrovillari (in provincia di Cosenza) [1]. Il giudice dispone che i genitori coabitino con il figlio minore nella casa familiare, alternativamente per una settimana ciascuno, con “passaggio di consegne” la domenica sera (salvo diverso accordo dei coniugi o la necessità, in situazioni contingenti ed eccezionali, di spostare di qualche giorno il momento del “passaggio”. In pratica il minore rimarrebbe stabilmente nella casa familiare (di proprietà del padre) mentre i genitori si alternerebbero nella coabitazione con lo stesso. Tale soluzione, seppur non usuale, a ben vedere appare – a detta del tribunale – più congrua di quella “tradizionale”. Difatti essa assicura, da un lato, un rapporto del figlio con entrambi i genitori, al di là di posizioni di prevalenza dell’uno nei confronti dell’altro; dall’altro lato non presenza alcuna controindicazione logistica se i due coniugi vivono e lavorano nella stessa città della residenza familiare.

L’onere dei costi delle utenze e delle spese condominiali relative alla casa familiare viene posto interamente a carico del coniuge con reddito più alto. Invece sono a carico di entrambi i genitori, nella misura del 50% ciascuno, le spese straordinarie relative al minore, decise di comune accordo tra i genitori o assolutamente indispensabili per il minore stesso. Sono altresì a carico di entrambi i genitori, metà ciascuno, le spese sanitarie del minore, così come i viaggi e i soggiorni fuori residenza per visite specialistiche, ricoveri, ecc.

note

[1] Trib. Castrovillari (CS), decr. Del 23.06.2017.

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. Ne è passato del tempo dalla sentenza del giudice Toro, di Roma!
    Certamente in non tutte le situazioni tale soluzione è applicabile, tuttavia, in quanti più casi venisse applicata, tanto meglio sarebbe.

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