HOME Articoli

Lo sai che? Ho diritto al rimborso per le migliorie fatte a una casa?

Lo sai che? Pubblicato il 7 luglio 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 7 luglio 2017

Ho apportato di mia iniziativa migliorie a una casa che avevo in affitto e che hanno triplicato il valore dell’immobile: posso chiedere il rimborso o ottenere un prolungamento del contratto?

Quelli che il lettore ha apportato all’immobile vengono definiti dal nostro ordinamento giuridico come “miglioramenti[1]. Salvo disposizioni particolari della legge o degli usi, il conduttore non ha diritto a indennità per i miglioramenti apportati alla cosa locata. Se però vi è stato il consenso del locatore, questi è tenuto a pagare un’indennità corrispondente alla minor somma tra l’importo della spesa e il valore del risultato utile al tempo della riconsegna.

Pertanto, il lettore avrebbe avuto diritto d un’indennità soltanto qualora avesse avuto il consenso del locatore, o perché prevista nel contratto di locazione o perché pattuito successivamente in occasione della realizzazione dei lavori di ristrutturazione. Sul punto la giurisprudenza ha chiarito che il diritto del conduttore alla indennità per i miglioramenti della cosa locata presuppone che le relative opere siano state eseguite con il consenso del locatore, consenso che, importando cognizione dell’entità, anche economica, e della convenienza delle opere, non può essere implicito, né può desumersi da atti di tolleranza, ma deve concentrarsi in una chiara e inequivoca manifestazione di volontà volta ad approvare le eseguite innovazioni.

La legge prevede la situazione del lettore, ovverosia il caso in cui non spetti alcuna indennità poiché il locatore non ha prestato consenso agli interventi di miglioria. Anche nel caso in cui il conduttore non ha diritto a indennità, il valore dei miglioramenti può compensare i deterioramenti che si sono verificati senza colpa grave del conduttore. Quindi, i suddetti miglioramenti possono giovare soltanto al fine di compensare somme eventualmente dovute per risarcire deterioramenti dell’immobile causati dal conduttore.

Alla luce di quanto spiegato, non essendovi alcun presupposto giuridico alla base di qualsivoglia pretesa in ordine ad una richiesta di rimborso o al diritto di una proroga dell’affitto, si può consigliare soltanto di provare a raggiungere un accordo bonario con il locatore. In mancanza, non ci sono i presupposti per avanzare legittimamente le suddette pretese in sede di giudizio.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Alessandro Dini

note

[1] Art. 1592 cod. civ.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI