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Come si dichiarano i ricavi della pubblicità di un sito internet?

7 luglio 2017


Come si dichiarano i ricavi della pubblicità di un sito internet?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 luglio 2017



L’attività di blogger e la dichiarazione dei compensi realizzati tramite un sito internet, la pubblicità e i contratti di sponsor.

Google Adsense e le altre concessionarie private ci hanno insegnato che sul web, se sai essere costante e originale, è possibile guadagnare bene e con periodicità. Ma come vanno giustificati, nella dichiarazione dei redditi, i bonifici che provengono dalle concessionarie pubblicitarie e dallo stesso Google? In altre parole, come si dichiarano i ricavi della pubblicità da un sito internet?

Tutti i compensi ottenuti con la gestione di un blog o di un sito internet rientrano nell’ambito dei redditi di lavoro autonomo [1]; tra questi vi rientrano anche quelli percepiti a fronte di un contratto di sponsor con cui il blogger si impegna a pubblicizzare un determinato prodotto. Si pensi, ad esempio, al caso di un articolo «pubbliredazionale» in cui viene inserito un text-link a un e-commerce gestito da un terzo che ha pagato il proprietario del sito affinché scrivesse e pubblicizzasse, sulle proprie pagine, il proprio prodotto.

Il testo Unico delle Imposte sui redditi [2] fissa il concorso alla formazione del reddito professionale dei compensi derivanti dall’opera professionale prestata (salvo diversa esplicita disposizione di legge), ivi compresi i compensi natura per i quali l’assoggettamento a tassazione ha luogo sulla base del relativo valore normale.

Vige il criterio di cassa: per cui i compensi vanno dichiarati dal proprietario del sito nel momento in cui li ha percepiti (di solito la data di accredito dei soldi con bonifico bancario).

Capita a volte che il proprietario del sito, a fronte della promozione che fa di un determinato prodotto, non riceve compensi in denaro, ma la donazione dello stesso oggetto pubblicizzato. In questo caso sussiste ugualmente l’obbligo di dichiarazione e conseguente assoggettamento a tassazione del bene. Invece non vi è alcun obbligo con riferimento ai  regali o premi che i blogger ricevono come mere dazioni liberali di prodotti senza però effettuare alcuna controprestazione (obbligo di fare o di pubblicizzare un determinato prodotto).

Spesso i compensi per le pubblicità realizzate sul sito provengono dall’estero. Il caso più emblematico è quello di Google Adsense. In tal caso, la dichiarazione va ugualmente fatta in Italia anche se il blogger è residente all’estero, a condizione che l’attività del sito (ossia la campagna pubblicitaria) venga svolta nel territorio dello Stato. Il che si può evincere dalla lingua “parlata” dal sito stesso: chiaramente se si tratta dell’italiano è inverosimile immaginare che la promozione venga effettuata in Cina, sebbene le pagine web possano essere viste in qualsiasi parte del mondo. In ogni caso, i compensi corrisposti al non residente scontano la ritenuta d’imposta del 30% all’atto del pagamento.

note

[1] Disciplinati dall’art. 53 del Tuir.

[2] Art. 9, co. 3 del Tuir.


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1 Commento

  1. A me sembra più reddito d’impresa ex. art. 55 tuir, piuttosto che reddito di lavoro autonomo….
    E quale codice ateco si metterebbe?

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